Dimenticate foto di piscine a sfioro e camere troppo sfarzose. Il nuovo lusso, per i giovani, si misura in esperienze. Può essere una mattina senza programmi, una cena preparata con ingredienti del territorio, una visita a una piccola bottega artigiana, magari lontano dalla folla. È questa l’idea dello slowxury travel, il neologismo che unisce slow travel e luxury e che interpreta una nuova forma di turismo di alta gamma: meno concentrata sull’ostentazione e più sulla qualità del tempo.
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Da dove nasce lo slowxury
A cambiare è soprattutto il modo in cui viene interpretato il lusso. Una ricerca internazionale di Arrivia, condotta su 2.190 viaggiatori statunitensi, rileva che il 34% considera il comfort l’elemento più importante quando prenota un viaggio o un’esperienza di lusso. Privacy, comodità, servizio personalizzato e facilità nell’organizzazione sono altri elementi centrali. Il rapporto evidenzia inoltre la crescita degli aspiring luxury travelers, viaggiatori disposti a spendere di più per esperienze premium quando percepiscono un valore concreto, senza necessariamente appartenere alla fascia dei super ricchi.
Il nuovo lusso: le mete lontane dalla folla
Anche il desiderio di evitare la folla sta entrando nelle nuove abitudini di viaggio. Secondo l’analisi Horizons 2026 di Skyscanner, realizzata su 22.000 viaggiatori in 18 mercati, il 34% dichiara di voler cercare destinazioni più tranquille, mentre il 31% prevede di visitare le mete più popolari nei periodi di bassa stagione, quando l’affollamento è minore.
Lo slowxury è l’evoluzione del viaggiare lenti

Lo slowxury porta nel turismo di lusso alcuni principi dello slow travel: rallentare, fermarsi più a lungo, conoscere il territorio e privilegiare esperienze meno standardizzate. Non significa rinunciare al comfort, ma spostare l’attenzione dal prezzo dell’oggetto alla qualità dell’esperienza.
In questa prospettiva, una notte in un piccolo hotel di charme può valere più di una grande struttura internazionale se permette di vivere il luogo in modo più autentico. Una cena con prodotti locali può diventare parte del viaggio tanto quanto una spa. E un laboratorio con un artigiano può trasformarsi in un ricordo più significativo di una sessione di shopping. «Il viaggiatore di lusso di oggi cerca qualcosa di diverso. Non conta più soltanto dove si va, ma come si vive una destinazione», spiega Ron Pohl, presidente di WorldHotels.
Perché lo slowxury fa bene a mente e corpo
Dal punto di vista psicologico, il valore dello slowxury sta soprattutto nella possibilità di ridurre il sovraccarico di stimoli senza rinunciare all’esperienza. Un viaggio con ritmi più distesi, contatto con la natura, attività piacevoli e momenti di disconnessione può favorire il recupero dell’attenzione e il benessere percepito. Una ricerca pubblicata nel 2026 su Frontiers in Psychology, per esempio, ha osservato che il digital detox durante un viaggio può aumentare la percezione di avere un ambiente “riposante” e, attraverso la mindfulness, favorire attenzione, soddisfazione per la vita ed emozioni positive.
Slow travel e slowxury: qual è la differenza?
Slow travel e slowxury partono dalla stessa idea: rallentare. Ma non sono la stessa cosa. Lo slow travel privilegia il tempo, la permanenza più lunga, gli spostamenti meno frenetici e il rapporto con il territorio: può voler dire anche non avere programmi, passeggiare, leggere, stare in spiaggia o semplicemente non fare nulla. Lo slowxury aggiunge invece un’esperienza di qualità: una cena preparata da una famiglia del luogo, una visita privata in una cantina, un trattamento benessere legato alla tradizione locale, un laboratorio artigianale. Non è quindi il lusso inteso come ostentazione, ma come tempo ben speso, comfort e possibilità di vivere qualcosa in modo più personale e consapevole. In questo senso, lo slowxury non sostituisce lo slow travel: ne rappresenta una declinazione più esperienziale e orientata al benessere.
Un modo per combattere l’overtourism
Il concetto si lega anche a una maggiore attenzione verso l’overtourism. Il viaggio slow non significa necessariamente scegliere una destinazione sconosciuta: può voler dire visitare una città famosa in un periodo meno affollato, esplorarne i quartieri meno battuti o concedersi più tempo per conoscerla.
Si viaggia per godersi il tempo libero senza esagerare
In una vacanza sempre più organizzata tra prenotazioni, trasferimenti e itinerari serrati, avere tempo a disposizione diventa una forma di comfort. Il nuovo lusso può quindi coincidere con la possibilità di non riempire ogni momento della giornata. È una tendenza che si inserisce in un’evoluzione più ampia del turismo: secondo Skyscanner, il 31% dei viaggiatori intervistati intende scegliere la bassa stagione per evitare le folle.
Lo slowxury parte da qui: meno corse da una tappa all’altra, più tempo per una passeggiata, una conversazione, un pranzo, un paesaggio. E soprattutto la possibilità di trasformare il viaggio da una sequenza di luoghi da vedere in un’esperienza da vivere.
10 mete italiane per un viaggio slowxury
1. San Martino di Castrozza, Trentino-Alto Adige
Ai piedi delle Pale di San Martino, tra boschi, sentieri e paesaggi dolomitici, il lusso assume la forma del silenzio e dello spazio. Qui il viaggio può seguire il ritmo della montagna, tra passeggiate, cucina locale e soggiorni in strutture di charme come l’Hotel Cima Rosetta.
2. Venezia, Veneto
Venezia è una delle città più visitate d’Italia, ma può essere vissuta anche lentamente. Basta uscire dai percorsi più battuti, camminare tra calli e campielli nelle prime ore del giorno e dedicare tempo ai sestieri meno affollati. L’Hotel Savoia e Jolanda, affacciato sul bacino di San Marco, permette di soggiornare nel cuore della città.
3. Milano, Lombardia
Anche una metropoli può diventare slow. Brera, i Navigli, i parchi e le botteghe indipendenti permettono di scoprire una Milano diversa dalla città del business. Boutique hotel come Casati 18, Collini Rooms e Matilde Boutique Hotel intercettano la ricerca di soggiorni più personali.
4. Langhe, Piemonte
Vigneti, borghi, cantine e tavole legate alla tradizione: nelle Langhe il tempo è scandito dalla terra e dalle stagioni. Una degustazione in cantina, una visita a un produttore o una passeggiata tra le colline diventano parte integrante del soggiorno.
5. Camogli, Liguria
Case colorate, mare e sentieri panoramici fanno di Camogli una destinazione ideale per rallentare. Qui il lusso può essere semplicemente avere una camera vista mare e il tempo per camminare lungo la costa. Il Sublimis Boutique Hotel punta proprio su una dimensione intima e sul rapporto con il paesaggio.
6. Modena, Emilia-Romagna
Motori, aceto balsamico, cucina e campagna: il territorio modenese permette di combinare gastronomia ed esperienze locali. Una visita a un’acetaia o a un produttore, seguita da un pranzo tradizionale, è un esempio perfetto di slowxury. Villa la Personala offre un soggiorno immerso nella campagna.
7. Firenze, Toscana
Firenze può essere scoperta oltre i monumenti più conosciuti, alternando arte e passeggiate sulle colline circostanti. Un soggiorno in una struttura ricavata da un edificio storico, come l’Hotel Mulino, permette di associare cultura, paesaggio e ritmi più rilassati.
8. Valnerina, Umbria
Boschi, borghi, abbazie e cammini fanno della Valnerina una destinazione dove la lentezza diventa parte del paesaggio. Qui lo slowxury passa soprattutto attraverso natura, gastronomia e tempo trascorso all’aria aperta.
9. Valle d’Itria, Puglia
Trulli, masserie, ulivi e muretti a secco compongono uno dei paesaggi più riconoscibili della Puglia. Il viaggio può diventare un percorso tra piccoli produttori, frantoi, masserie e borghi, privilegiando la scoperta del territorio rispetto alla semplice visita delle attrazioni più famose.
10. Procida, Campania
Più raccolta rispetto alle vicine Ischia e Capri, Procida conserva una dimensione intima fatta di case colorate, porticcioli e piccoli angoli da scoprire a piedi. Il Procida Camp & Resort Ciraccio e il Procida Camp & Resort La Caravella propongono una versione contemporanea dell’ospitalità all’aria aperta.
10 esperienze per vivere lo slowxury

Il principio è semplice: non accumulare esperienze, ma sceglierne poche e viverle davvero. Ecco alcune attività perfette per vivere al meglio lo slowxury travel, da regalare o da regalarsi.
- Cenare a casa di una famiglia locale, per conoscere ricette, prodotti e tradizioni direttamente dalle persone che abitano il territorio.
- Frequentare un corso di cucina locale, partendo dalla visita al mercato o dal produttore e arrivando alla preparazione dei piatti.
- Visitare una piccola cantina con il produttore, per conoscere il vino direttamente attraverso il paesaggio e chi lo produce.
- Partecipare a un laboratorio artigianale, dalla ceramica alla tessitura, dalla lavorazione del legno alla gioielleria.
- Fare una passeggiata gastronomica con un abitante del posto, entrando in mercati, panifici, botteghe e locali frequentati dalla comunità.
- Provare il foraging con una guida esperta, imparando a riconoscere erbe, frutti o altri prodotti spontanei del territorio e scoprendone poi l’utilizzo in cucina.
- Soggiornare in una masseria o dimora storica con un’esperienza agricola, dalla raccolta delle olive alla vendemmia, dalla cura dell’orto alla produzione di pane e formaggi.
- Esplorare un borgo accompagnati da un residente, per conoscere storie, botteghe e luoghi che difficilmente entrano negli itinerari turistici tradizionali.
- Scegliere un’esperienza wellness legata al territorio, dalle terme alle erbe officinali, fino ai rituali locali, senza rinunciare agli standard di comfort dell’ospitalità di alta gamma.
- Viaggiare su un treno panoramico, trasformando anche lo spostamento in parte dell’esperienza: meno tempo tra aeroporti e trasferimenti e più paesaggi da osservare dal finestrino.




