Cuore

Perché d’estate è più facile scoprire di avere una fibrillazione atriale?

Le alte temperature possono rendere più evidenti i sintomi di questa aritmia: ecco quando è il caso di rivolgersi al medico e quali segnali non ignorare

In estate, il caldo può mettere alla prova il sistema cardiovascolare e in presenza di disturbi come la fibrillazione atriale, un’aritmia caratterizzata da un battito irregolare e spesso accelerato del cuore, i sintomi possono farsi più intensi, facendo emergere un problema che fino a quel momento era rimasto silente. Quali sono i segnali da non sottovalutare e cosa è utile sapere per affrontare la stagione estiva in sicurezza?

Ne abbiamo parlato con il Prof. Riccardo Cappato, Direttore del Centro di Elettrofisiologia dell’IRCCS MultiMedica e Presidente ECAS – European Cardiac Arrhythmia Society.

Fibrillazione atriale: perché proprio in estate possono emergere i sintomi?

«Il caldo porta a un abbassamento della pressione e questo induce il cuore ad aumentare la frequenza dei battiti come meccanismo compensatorio. In questi casi possono comparire affanno, un senso di pesantezza al petto o una stanchezza insolita, indipendentemente dalla presenza di aritmie. Se poi subentrano anche i disturbi del ritmo cardiaco, la situazione peggiora. Questa condizione può quindi rendere più evidente che qualcosa non va, spingendo il soggetto a rivolgersi al medico».

Quali sono i segnali a cui prestare attenzione

Il sintomo per antonomasia della fibrillazione atriale è la palpitazione, la percezione che il cuore non batta regolarmente o che vada troppo forte. Oltre a questo, i segnali che devono indurre a un accertamento sono:

  • Affanno: una mancanza di fiato nello svolgere attività quotidiane che prima non davano problemi (come fare le scale).
  • Senso di peso o dolore al petto: una sensazione di oppressione toracica, vaga, più o meno marcata.
  • Stanchezza insolita: una spossatezza improvvisa e non giustificata da sforzi fisici.
  • Vertigini: una sensazione di sbandamento o capogiro.
  • Sincope: la perdita di conoscenza improvvisa è il sintomo più grave.

 Estate e fibrillazione atriale: quando rivolgersi al medico?

«La sintomatologia può presentarsi in modi molto diversi. Se si avverte una forte palpitazione, associata a sudorazione, spossatezza e fame d’aria, anche se dura solo pochi minuti e poi passa, è il caso di parlarne subito con il medico. Se invece i sintomi sono blandi ed elusivi, è comprensibile aspettare per vedere se si ripresentano».

Il consiglio è comunque quello di non sottovalutare i cambiamenti. «Quando si percepisce che qualcosa è diverso dal solito, indipendentemente dalla frequenza del sintomo, è sempre meglio segnalarlo al medico e fare un controllo in più, anziché trascurare un segnale potenzialmente importante. L’urgenza con cui farlo dipende dall’intensità del sintomo, dalla sua ripetitività e anche dalla diversa sensibilità con cui ciascuno percepisce questi segnali», specifica il professore.

«Nella pratica, per chi è in vacanza, se il disturbo è stato lieve, si è risolto spontaneamente e non si è più ripresentato, non è necessario interrompere le ferie: sarà comunque opportuno parlarne con il proprio medico al rientro per valutare gli accertamenti più indicati».

Quali esami permettono di individuare un’aritmia?

In caso di sospetta aritmia, il cardiologo può ricorrere a tre esami principali: «un ecocardiogramma, per verificare la struttura e funzionalità del cuore, un Holter ECG nelle 24 ore, per registrare eventuali anomalie del ritmo cardiaco che si verificano durante la giornata, anche quelle di cui il paziente non si accorge, e un elettrocardiogramma da sforzo, utile per valutare la situazione delle coronarie».

«A questi si aggiungono gli esami del sangue, per controllare la funzionalità renale ed epatica e i livelli degli elettroliti. Inoltre, servono per individuare la presenza di condizioni come l’anemia o i disturbi della tiroide che possono influenzare l’attività del cuore e comportare alterazioni del ritmo cardiaco».

Lo strumento d’elezione per una diagnosi precisa resta l’elettrocardiogramma eseguito nel momento esatto in cui si avverte la palpitazione o il sintomo. «In questo modo, il medico può identificare il tipo specifico di aritmia e impostare la terapia mirata per evitare recidive», spiega Riccardo Cappato.

Fibrillazione atriale: come proteggere il cuore in estate

Per quanto riguarda la prevenzione, la regola d’oro è l’idratazione: «è importante bere a sufficienza e mangiare leggero, poco e spesso, privilegiando cibi ricchi di acqua, soprattutto nei periodi più caldi. Nel soggetto sano è consigliabile garantire un apporto idrico compreso tra un litro e mezzo e i due litri e mezzo al giorno, eventualmente integrandolo con i sali minerali da banco comunemente in commercio».

«Poi, stare all’ombra, evitando di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, tra mezzogiorno e le tre del pomeriggio, e fare passeggiate nelle ore più fresche, al mattino presto o alla sera. Attenzione anche alle scottature: un eritema solare provoca una perdita eccessiva di liquidi, favorendo la disidratazione dell’organismo. La protezione con creme solari adatte alla propria carnagione è indispensabile per tutti. Inoltre, chi ha una patologia cardiaca nota deve prestare ancora più attenzione alle precauzioni legate al caldo e seguire le indicazioni del proprio medico».

Come si cura la fibrillazione atriale?

«Quando la diagnosi di fibrillazione atriale è stata formulata, da un lato abbiamo i farmaci, che attenuano il problema, ma se si sospende l’assunzione l’aritmia si ripresenta. Dall’altro c’è l’ablazione, una tecnica curativa: si entra nel cuore e si interviene sulla zona da cui parte l’aritmia».

«La fibrillazione atriale rientra nelle tachiaritmie, cioè nelle condizioni in cui il cuore accelera, che sono tipicamente influenzate dal caldo. Esistono però anche le bradiaritmie, in cui i battiti rallentano eccessivamente. Sebbene non siano correlate alla stagione estiva, possono manifestarsi anche in questo periodo con sintomi analoghi a quelli già presenti per la fibrillazione atriale, fatta eccezione per la palpitazione. In quel caso, la terapia consiste nell’utilizzo di dispositivi impiantabili, quale il pacemaker, che servono a riportare il cuore a frequenze normali», conclude l’esperto.

Il nostro specialista

Riccardo Cappato

Cardiologo

Direttore dell’Unità Operativa di Elettrofisiologia, IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni (MI). Presidente della European Cardiac Arrhythmia Society (ECAS), professore presso Humanitas University HU - dipartimento di Scienze Biomediche, Presidente della VAS CORDIS FOUNDATION – Centro educativo sull’aritmia cardiaca, Co-direttore e organizzatore del Congresso Europe AF.

Riccardo Cappato
Il Riccardo Cappato visita ed opera presso MultiMedica IRCCS Sesto San Giovanni

Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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