Salute

Tumore all’ovaio: gravidanza e allattamento sono davvero fattori protettivi? La spiegazione dell’esperta

Mettere a riposo l'attività ovulatoria riduce l'incidenza della patologia. Facciamo chiarezza anche sui falsi miti della dieta oncologica

Il tumore dell’ovaio rappresenta una delle sfide più complesse nell’ambito dell’oncologia ginecologica, principalmente a causa della scarsità di sintomi precoci e dell’assenza di un test di screening di massa efficace come il Pap test per la cervice. Tuttavia, la comprensione dei fattori di rischio e di protezione ha fatto enormi progressi. Come spiegato dalla dottoressa Ilaria Sabatucci, ginecologa e oncologa dell’Humanitas San Pio X, tra i fattori protettivi più rilevanti rientrano la gravidanza e l’allattamento al seno prolungato.

Tumore all’ovaio e gravidanza: il ruolo dell’ovulazione ininterrotta

una donna incinta sdraiata sul letto
Tumore all’ovaio e gravidanza: il ruolo dell’ovulazione ininterrotta – www.ok-salute.it

Il meccanismo biologico alla base di questa protezione risiede nell’interruzione temporanea dell’ovulazione. Ogni volta che si verifica un’ovulazione, la superficie dell’ovaio subisce una micro-traumatizzazione che richiede un processo di riparazione cellulare.

L’accumulo di questi traumi nel corso degli anni (la cosiddetta “ipotesi dell’ovulazione incessante”) aumenta la probabilità che si verifichino mutazioni genetiche casuali durante la replicazione cellulare. La gravidanza e l’allattamento, imponendo uno stop ormonale ai cicli ovulatori, offrono all’organo un periodo di riposo prolungato. Più si susseguono o si prolungano queste fasi nella vita di una donna, minore sarà il numero complessivo di ovulazioni e, di conseguenza, inferiore sarà il rischio di sviluppare un carcinoma ovarico epiteliale.

Falsi miti su nutrizione e tumori

Nel corso dell’attività clinica emergono spesso dubbi legati all’alimentazione durante il percorso oncologico. Tra le credenze più diffuse spicca l’idea che lo zucchero “nutra” direttamente il tumore o che l’eliminazione totale dei carboidrati possa affamare le cellule neoplastiche. Dal punto di vista fisiologico, le cellule tumorali consumano glucosio, ma lo fanno esattamente come le cellule sane dell’organismo, inclusi i neuroni e i globuli rossi.

Privare il corpo di carboidrati non blocca la neoplasia, ma rischia di indurre malnutrizione e sarcopenia (perdita di massa muscolare), condizioni che riducono la tolleranza ai trattamenti farmacologici. Durante le terapie è fondamentale mantenere una dieta bilanciata, senza restrizioni estreme ma guidata da specialisti della nutrizione clinica.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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