Il tumore dell’ovaio rappresenta una delle sfide più complesse nell’ambito dell’oncologia ginecologica, principalmente a causa della scarsità di sintomi precoci e dell’assenza di un test di screening di massa efficace come il Pap test per la cervice. Tuttavia, la comprensione dei fattori di rischio e di protezione ha fatto enormi progressi. Come spiegato dalla dottoressa Ilaria Sabatucci, ginecologa e oncologa dell’Humanitas San Pio X, tra i fattori protettivi più rilevanti rientrano la gravidanza e l’allattamento al seno prolungato.
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Tumore all’ovaio e gravidanza: il ruolo dell’ovulazione ininterrotta

Il meccanismo biologico alla base di questa protezione risiede nell’interruzione temporanea dell’ovulazione. Ogni volta che si verifica un’ovulazione, la superficie dell’ovaio subisce una micro-traumatizzazione che richiede un processo di riparazione cellulare.
L’accumulo di questi traumi nel corso degli anni (la cosiddetta “ipotesi dell’ovulazione incessante”) aumenta la probabilità che si verifichino mutazioni genetiche casuali durante la replicazione cellulare. La gravidanza e l’allattamento, imponendo uno stop ormonale ai cicli ovulatori, offrono all’organo un periodo di riposo prolungato. Più si susseguono o si prolungano queste fasi nella vita di una donna, minore sarà il numero complessivo di ovulazioni e, di conseguenza, inferiore sarà il rischio di sviluppare un carcinoma ovarico epiteliale.
Falsi miti su nutrizione e tumori
Nel corso dell’attività clinica emergono spesso dubbi legati all’alimentazione durante il percorso oncologico. Tra le credenze più diffuse spicca l’idea che lo zucchero “nutra” direttamente il tumore o che l’eliminazione totale dei carboidrati possa affamare le cellule neoplastiche. Dal punto di vista fisiologico, le cellule tumorali consumano glucosio, ma lo fanno esattamente come le cellule sane dell’organismo, inclusi i neuroni e i globuli rossi.
Privare il corpo di carboidrati non blocca la neoplasia, ma rischia di indurre malnutrizione e sarcopenia (perdita di massa muscolare), condizioni che riducono la tolleranza ai trattamenti farmacologici. Durante le terapie è fondamentale mantenere una dieta bilanciata, senza restrizioni estreme ma guidata da specialisti della nutrizione clinica.
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Evidenze scientifiche di supporto:
- NCBI PubMed: Parity, breastfeeding, and epithelial ovarian cancer risk
- Cancer Research UK: Sugar and cancer – what you need to know




