Negli ultimi anni la “cultura della dieta” e il fitness social hanno spinto verso un unico imperativo: bruciare i grassi e mostrare muscoli scolpiti, un traguardo visivo noto come corpo shredded o ultra-definito. Oggi, questo trend rischia di rafforzarsi ulteriormente nel nostro Paese e a livello globale, complice la forte diffusione dei nuovi farmaci per la perdita di peso. Se da un lato l’obesità resta un grave problema di salute pubblica in Italia, dall’altro l’ossessione per l’azzeramento del grasso corporeo rappresenta un’insidia altrettanto pericolosa per l’organismo.
Come spiegano gli esperti di endocrinologia e medicina metabolica, il tessuto adiposo non è un semplice “deposito inerte” di calorie, ma un vero e proprio organo endocrino attivo fondamentale per la sopravvivenza.
In questo articolo
A cosa serve davvero il grasso corporeo?

Per comprendere perché inseguire una percentuale di grasso troppo bassa sia dannoso, occorre guardare alle sue funzioni biologiche essenziali:
- Regolazione ormonale e sazietà: il grasso produce la leptina, un ormone chiave che comunica al cervello la disponibilità di riserve energetiche. Senza livelli adeguati di leptina, il cervello entra in una modalità di “allarme carestia”, disattivando le funzioni biologiche ritenute non essenziali per la sopravvivenza immediata, come la riproduzione.
- Isolamento e produzione di calore: mentre il grasso bianco isola il corpo e immagazzina energia, il grasso bruno e beige brucia calorie per generare calore e mantenere stabile la temperatura corporea.
- Riserva di sopravvivenza (“Paradosso dell’obesità”): in mezza età e in età avanzata, disporre di una riserva di grasso adeguata aumenta le probabilità di superare malattie acute, infezioni severe e persino eventi cardiaci o ictus.
Cosa succede quando la massa grassa scende troppo?
Quando la percentuale di grasso scende al di sotto della soglia di sicurezza a causa di restrizioni caloriche severe o sovrallenamento, il corpo reagisce riducendo i consumi ed entrando in uno stato di deprivazione:
- Danni a ossa e muscoli: esaurite le riserve adipose, l’organismo comincia ad intaccare la massa muscolare per ricavare energia; contemporaneamente si arresta il processo di rigenerazione ossea, aumentando la fragilità e il rischio di fratture.
- Deficit ormonali e riproduttivi: negli uomini si assiste a un crollo del testosterone, con conseguente calo di energia e prestazioni fisiche. Nelle donne atlete o eccessivamente magre si verificano irregolarità mestruali fino alla scomparsa totale del ciclo (amenorrea).
- Calo delle difese immunitarie: senza riserve energetiche, la capacità di combattere le infezioni viene drasticamente compromessa.
Quant’è il grasso ideale e come misurarlo correttamente
Non esiste una percentuale unica valida per tutti, poiché le esigenze variano in base al sesso, all’età e all’etnia. In linea generale, i valori indicativi per una composizione corporea in salute sono:
- Uomini adulti sani: 10% – 20% di grasso corporeo.
- Donne adulte sane: 20% – 29% di grasso corporeo.
- Atleti di alto livello: gli studi condotti con densitometria ossea (DEXA) indicano che le soglie minime riscontrate in sicurezza si attestano intorno al 10% per gli uomini e al 16% per le donne, smentendo i miti sui fisici allo 1-2% di grasso.
Più della percentuale totale, la medicina sottolinea l’importanza di dove si accumula il grasso. Il grasso viscerale (quello profondo addominale che avvolge gli organi) è quello dannoso per il metabolismo, poiché rilascia sostanze infiammatorie e aumenta il rischio di diabete di tipo 2 e ipertensione.
Per monitorarlo, gli esperti sconsigliano l’uso ossessivo delle bilance impedenziometriche casalinghe (spesso inaccurate poiché influenzate dall’idratazione) o dell’Indice di Massa Corporea (IMC/BMI, che non distingue tra muscoli e grasso). Per la routine quotidiana è molto più utile un semplice metro da sarta per calcolare il rapporto vita/altezza (il valore ideale è tra 0,4 e 0,49) o il rapporto vita/fianchi (che non dovrebbe superare 0,90 negli uomini e 0,85 nelle donne).
Anziché inseguire standard estetici estremi ed irrealistici, la strategia vincente per la salute a lungo termine rimane la combinazione di una dieta bilanciata, attività aerobica e allenamento di forza controresistenza per preservare la massa muscolare con l’avanzare dell’età.
Studi e fonti citate
- Frontiers in Endocrinology – Leptin and Adipose Tissue Signaling: The Multifunctional Role of Leptin in Energy Homeostasis and Neuroendocrine Function
- The American Journal of Clinical Nutrition – The Obesity Paradox in Acute Illness: Body Composition, Fat Mass, and Survival Outcomes in Critical Care
- Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism – Relative Energy Deficiency in Sport (REDs): Endocrine and Metabolic Consequences of Low Energy Availability in Athletes




