Salute

Dai composti della mela al microbioma intestinale: la nuova frontiera contro il tumore del colon-retto

Dalle proprietà protettive di Annurca e Limoncella alla scoperta del batterio che ostacola le cure: ecco come l'ambiente interno del nostro corpo sta rivoluzionando la medicina di precisione

Quando si parla di prevenzione e cura dei tumori, l’attenzione si è a lungo concentrata quasi esclusivamente sui geni. Oggi la scienza sta dimostrando che esiste un altro fattore chiave: l’ambiente interno del nostro corpo, cioè l’equilibrio tra quello che mangiamo e i miliardi di batteri che popolano il nostro intestino (il microbioma).

Due filoni di ricerca recenti mostrano chiaramente due facce di questa stessa medaglia: da un lato il ruolo protettivo di alcuni cibi come le mele, dall’altro l’impatto di batteri “ribelli” che rendono le terapie meno efficaci.

Lo “scudo” naturale nelle mele Annurca e Limoncella

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Lo “scudo” naturale nelle mele Annurca e Limoncella – www.ok-salute.it

Che una mela al giorno tolga il medico di torno è un proverbio popolare, ma la scienza ne ha svelato il motivo molecolare. Uno studio condotto dal CNR di Avellino in collaborazione con l’Università di Salerno ha analizzato l’effetto di alcune varietà di mele – in particolare l’Annurca e la Limoncella (tipica di Campania e Calabria) – sul tumore del colon-retto.

Attraverso simulazioni al computer e analisi di laboratorio, i ricercatori hanno scoperto che:

  • I polifenoli della mela bloccano la crescita cellulare: queste sostanze antiossidanti ostacolano la duplicazione del DNA nelle cellule tumorali, frenando l’avanzamento della massa.
  • Agiscono come alcuni farmaci: le molecole contenute nelle mele colpiscono le stesse identiche proteine bersaglio individuate dai moderni farmaci antitumorali.

Mela e tumore al colon retto: il batterio che “frena” l’efficacia delle terapie

Se certi alimenti aiutano a proteggere l’intestino, alcuni batteri possono invece remare contro. Dopo le scoperte su Bacteroides fragilis (noto per danneggiare la barriera intestinale), la lente degli scienziati si è spostata su un altro microrganismo: il Fusobacterium nucleatum.

Un importante studio internazionale pubblicato su Cancer Treatment Reviews e condotto su oltre 1.500 pazienti – guidato dall’oncologa Sara De Dosso (dell’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana – IOSI) con il contributo del chirurgo italiano Alberto Vannelli – ha dimostrato che la presenza di questo batterio nel tumore è legata a una minore risposta alle cure.

Conoscere questo dato permetterà in futuro di:

  1. Riconoscere subito chi rischia di non rispondere ai farmaci, evitando terapie inefficaci e riducendo gli effetti collaterali.
  2. Usare il batterio come bersaglio, eliminandolo prima di iniziare i trattamenti principali.

Una malattia che pesa sulla salute e sulla società

In Italia il tumore del colon-retto è un vero e proprio “big killer”, con oltre 50.000 nuove diagnosi ogni anno. Per questo motivo il Sistema Sanitario offre lo screening gratuito sopra i 50 anni (il test del sangue occulto nelle feci ed eventuale colonscopia), fondamentale per cogliere la malattia sul nascere.

La neoplasia si sviluppa lentamente negli anni per l’insieme di diversi fattori: l’età, la predisposizione genetica, l’inquinamento, lo stile di vita e, appunto, le alterazioni della flora batterica.

In Europa questa patologia ha un costo stimato di 19 miliardi di euro all’anno, ma oltre il 60% di questa cifra non riguarda le spese per gli ospedali, bensì l’impatto economico e sociale sulle famiglie e sulla produttività. Investire nella ricerca, secondo le stime, genera invece un ritorno economico e sanitario immediato per l’intera collettività.

La svolta: curare il microbioma prima dell’intervento

Le evidenze su Fusobacterium nucleatum hanno dato vita a FusoMetro-001, la prima sperimentazione al mondo guidata dallo IOSI (diretto dalla prof.ssa Silke Gillessen Sommer) per verificare se una breve cura antibiotica prima dell’intervento chirurgico sia in grado di ripulire il tumore dal batterio.

La medicina del futuro, insomma, non guarderà più soltanto ai geni del paziente, ma imparerà a modulare il suo “ambiente interno” a partire da ciò che mangiamo e dai microbatteri che ospitiamo.

Mela e tumore al colon retto: link agli studi scientifici

  • Studio CNR sui composti della mela: Scientific Reports – Meccanismi molecolari e azione antitumorale dei polifenoli della mela
  • Studio internazionale su Fusobacterium nucleatum: Cancer Treatment Reviews – Ruolo del batterio nella resistenza alle terapie del colon-retto.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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