Salute

Test del sangue occulto nelle feci: l’arma principale per prevenire il tumore al colon-retto

Scopriamo perché è importante aderire ai programmi di screening promossi dalle ATS di appartenenza con cadenza biennale

Stando al rapporto I numeri del cancro in Italia 2023, il tumore al colon-retto rappresenta per incidenza la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne. Nell’anno preso in esame, sono state stimate circa 50.500 nuove diagnosi, per un totale di 26.800 uomini e 23.700 donne colpiti.

Si tratta di una patologia che può essere diagnosticata sempre più precocemente, grazie ai programmi di screening inseriti nei livelli essenziali di assistenza (Lea). Per il tumore al colon-retto, infatti, il Servizio sanitario nazionale propone esami di primo livello gratuiti, come il test del sangue occulto nelle feci. In caso di positività, il Ssn copre anche l’accertamento successivo, rappresentato dalla colonscopia.

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Lo screening abbassa del 30% la mortalità per il tumore al colon-retto

«Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che lo screening per il tumore al colon-retto, che consente di individuare e asportare i polipi prima che evolvano in carcinomi e di diagnosticare un eventuale cancro in fase iniziale, riduce del 20% il numero di nuovi casi e del 30% la mortalità per questa forma tumorale», conferma Elisabetta Buscarini, Direttore UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva ASST Crema – Ospedale Maggiore.

Il test del sangue occulto nelle feci: come funziona

I programmi di screening nazionali prevedono che gli uomini e le donne tra i 50 e i 69 anni (in alcune regioni fino a 74 anni) effettuino il test del sangue occulto nelle feci. La cadenza è biennale e su invito (quasi sempre cartaceo) della propria ATS di appartenenza. È una procedura indolore, che si fa a casa propria. Consiste nella raccolta di un campione di feci che viene messo in un’apposita provetta fornita al paziente e fatto analizzare in laboratorio per ricercare tracce ematiche non visibili a occhio nudo.

L’obiettivo dello screening è quello di individuare eventuali polipi o adenomi prima che possano eventualmente evolvere in un tumore o forme tumorali in fase precoce. «Le lesioni precancerose, infatti, iniziano a sanguinare anche diversi anni prima dalla formazione del cancro vero e proprio, quindi questo test costituisce davvero la più importante arma di prevenzione», continua Buscarini.

Pochi italiani vogliono fare il test del sangue occulto nelle feci

Tuttavia in Italia l’adesione a questi programmi è ancora deficitaria. Stando agli ultimi dati rilevati dai programmi di screening relativi al tumore al colon-retto in Italia (2020), solo il 34,1% della popolazione invitata a sottoporsi al test del sangue occulto nelle feci ha aderito alla campagna di prevenzione. Su un totale di oltre 4 milioni di inviti spediti, sono solo 1.368.000 gli italiani che hanno risposto positivamente allo screening colon-rettale.

Un atteggiamento incomprensibile visto che, come riporta AIGO, nei casi frutto di una diagnosi precoce la percentuale di guarigione con sopravvivenza arriva addirittura al 90%.

«Inoltre, solo il 5%, quindi una piccolissima parte, di chi esegue il test sul sangue occulto riceve esito positivo e deve quindi sottoporsi a una colonscopia, mirata ad accertare la presenza di eventuali lesioni sospette», conclude la professoressa. «Chi ha ricevuto un referto negativo si ferma al primo step e ha già concluso l’iter preventivo. Ecco perché bisogna iniziare a considerare queste iniziative come una preziosa opportunità anziché una sgradevole spada di Damocle».

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Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv, e attualmente conduce anche una rubrica quotidiana di salute su Radio LatteMiele e sul Circuito Nazionale Radiofonico (CNR). Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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