Salute

«Tua nonna aveva ragione»: guardare troppa TV riduce il cervello (soprattutto negli uomini)

Rimanere incollati allo schermo per ore danneggia la memoria e aumenta il rischio di demenza. Ma c'è una sorpresa: lavorare seduti alla scrivania ha l'effetto opposto. Ecco la scoperta che stravolge le nostre abitudini

Quante volte da piccoli ci siamo sentiti dire: «Spegni la TV o ti si brucerà il cervello!»? A quanto pare, la saggezza popolare non aveva del tutto torto.

Un imponente studio scientifico durato quasi 24 anni ha scoperto che passare ore sul divano a guardare la televisione ha un impatto visibilmente negativo sulla struttura cerebrale. Tuttavia, la vera sorpresa emersa dalla ricerca non riguarda solo quanto stiamo seduti, ma cosa fa la nostra mente mentre siamo fermi e, incredibilmente, le conseguenze colpiscono in modo drammatico quasi esclusivamente gli uomini.

Guardare troppa tv riduce il cervello: lo studio

un uomo seduto sul divano con un telecomando in mano
Guardare troppa tv riduce il cervello: lo studio – www.ok-salute.it

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Alzheimer’s & Dementia, ha seguito oltre 1.700 persone per quasi un quarto di secolo, dall’età media di 50 anni fino ai 75. I ricercatori della University of Southern California hanno analizzato le abitudini dei partecipanti per poi sottoporli a risonanza magnetica cerebrale.

I risultati hanno mostrato un solco netto:

  • chi guardava molta TV mostrava una riduzione del volume cerebrale nelle aree più vulnerabili all’Alzheimer e un aumento delle lesioni della sostanza bianca (indicatori di declino cognitivo),
  • chi passava la giornata seduto a lavorare al computer o alla scrivania presentava un cervello nettamente più sano e voluminoso.

E l’attività fisica? Gli esperti hanno isolato questa variabile: fare sport non annulla i danni mentali causati da troppe ore di TV passiva.

Perché la TV “rimpicciolisce” il cervello maschile?

Il dato che ha spiazzato gli stessi scienziati è la differenza di genere: il legame tra TV e atrofia cerebrale è risultato spaventosamente più forte negli uomini rispetto alle donne.

Come si spiega questo fenomeno? Il biologo Natan Feter sottolinea due fattori principali:

  1. Il modo di guardare la TV: le donne tendono a guardare la televisione interrompendo più spesso la seduta per svolgere altre mansioni domestiche o personali. Gli uomini, al contrario, tendono a maratone immersive e ininterrotte (sport, film, serie TV).
  2. Fattori biologici e ormonali: il cervello maschile e quello femminile potrebbero reagire diversamente alla sedentarietà prolungata e invecchiare con ritmi e modalità differenti.

Sedentarietà pigra vs sedentarietà attiva: la svolta della “riserva cognitiva”

La vera lezione di questo studio è che non tutte le ore passate seduti sono uguali.

Guardare la TV è un’attività cognitivamente passiva: il cervello si spegne, “subisce” le immagini e spesso si associa a snack spazzatura o colpi di sonno sul divano.

Al contrario, la sedentarietà d’ufficio o da studio (rispondere alle email, risolvere problemi, pianificare, leggere o persino fare puzzle e lavoretti manuali) costringe la materia grigia a lavorare. Questo sforzo continuo crea una riserva cognitiva, uno scudo protettivo che aiuta il cervello a resistere all’invecchiamento e alle neurodegenerazioni. «Per anni ci siamo concentrati solo su quanto tempo le persone passano sedute. I nostri dati dimostrano che dobbiamo iniziare a guardare cosa fanno mentre sono sedute», spiega il dottor David Raichlen.

La prossima volta che vi preparate per una maratona di serie TV, ricordatevi di concedere al vostro cervello una pausa attivamente stimolante. La vostra memoria vi ringrazierà.

Guardare troppa TV riduce il cervello: link Ufficiale

Studio Scientifico Ufficiale: Alzheimer’s & Dementia: Journal of the Alzheimer’s Association (Ricerca sulla sedentarietà e struttura cerebrale nello studio ARIC)

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
Pulsante per tornare all'inizio