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Il vero rischio dopo i 50 anni? Perdere forza e massa muscolare senza accorgersene

Al via la seconda edizione della campagna itinerante “Non romperle!”: un viaggio nel Centro e Sud Italia per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della salute muscolo-scheletrica attraverso prevenzione e corretti stili di vita

Invecchiare in salute non significa rinunciare a una vita dinamica; al contrario, vuol dire continuare a muoversi preservando la propria indipendenza, le relazioni sociali e una buona qualità della vita. Questo è il principio del Dynamic Ageing, un moderno approccio alla longevità che promuove la tutela integrata del sistema muscolo-scheletrico. Ossa e muscoli, infatti, operano in stretta sinergia: la stabilità e la forza necessarie a evitare cadute e a mantenere l’equilibrio dipendono dal benessere di entrambi.

Spesso l’autonomia non si perde in modo improvviso, ma attraverso un processo lento e silenzioso. La fragilità ossea e il progressivo indebolimento muscolare tendono a manifestarsi quando hanno già compromesso la mobilità quotidiana, motivo per cui agire d’anticipo rappresenta l’unica vera strategia efficace.

Il legame tra osteoporosi e sarcopenia

L’osteoporosi e la sarcopenia costituiscono due manifestazioni cliniche della medesima vulnerabilità legata all’avanzare dell’età. Mentre la prima causa una riduzione della densità ossea, la seconda consiste nella perdita di massa, forza e funzionalità dei muscoli. Si tratta di condizioni ancora fortemente sottovalutate, nonostante l’elevato impatto sul rischio di fratture.

In Italia, nello specifico, l’osteoporosi interessa oltre 4 milioni di persone, con una netta prevalenza nel genere femminile. Gli scenari epidemiologici indicano che, in assenza di interventi preventivi, le fratture destinate a richiedere l’intervento del pronto soccorso registreranno un incremento del 20% entro il 2034, superando quota 700.000.

Parallelamente, le stime europee prevedono una crescita della sarcopenia pari al 60-70% nei prossimi decenni. Di fronte a questo scenario, appare evidente la necessità di diffondere una cultura della prevenzione che superi la vecchia tendenza a considerare la salute dell’osso separata da quella del muscolo.

La campagna “Non romperle!” arriva nelle piazze

Per rispondere a questa emergenza informativa nasce la seconda edizione di Non Romperle! Non perdere tempo, proteggi le tue ossa”, iniziativa nazionale promossa da Italfarmaco. La campagna si propone di trasferire la divulgazione scientifica al di fuori dei contesti ospedalieri e ambulatoriali, portandola direttamente tra la gente.

A partire dal 16 giugno, un mezzo mobile attrezzato toccherà diverse località del Centro e Sud Italia, tra cui Pescara, Nettuno (RM), Torre del Greco (NA), Scilla (RC) e Messina. Sulla struttura itinerante, medici specialisti del metabolismo osseo e muscolare saranno a disposizione della cittadinanza per consulti informativi gratuiti, offrendo indicazioni pratiche per la gestione della salute quotidiana. A integrazione del tour, la piattaforma web dedicata raccoglierà materiali di approfondimento e aggiornamenti sulle varie tappe.

L’importanza dell’attività fisica dopo i 50 anni

due donne over 60 che fanno attività fisica moderata come il pilates sul materassino
L’importanza dell’attività fisica dopo i 50 anni – www.ok-salute.it

Il movimento rappresenta il principale strumento terapeutico per contrastare l’invecchiamento articolare e muscolare. Superati i 50 anni, l’organismo va incontro a una fisiologica riduzione della massa muscolare, in particolare a carico degli arti inferiori; questo indebolimento priva l’osso dello stimolo meccanico necessario a mantenere la propria robustezza.

Nonostante ciò, i dati statistici evidenziano che otto persone su dieci sopra i 60 anni non praticano alcuna attività sportiva: la quota di soggetti attivi si attesta sotto il 25% tra i 65 e i 74 anni, per poi scendere sotto il 10% negli over 75. L’errore più comune, tra l’altro, è occuparsi del problema solo dopo il verificarsi di una caduta o di una frattura.

Al contrario, superata la cinquantina è essenziale pianificare un allenamento mirato e personalizzato, focalizzato su obiettivi precisi:

  • Attività aerobica moderata: da 150 a 300 minuti settimanali di camminata veloce, nuoto o ballo per sostenere l’efficienza cardiocircolatoria.
  • Rinforzo muscolare: sessioni di circa 30 anni, almeno due volte a settimana, dedicate ai principali gruppi muscolari (gambe, glutei, addome, braccia e dorsali).
  • Esercizi per l’equilibrio: da eseguire almeno tre volte a settimana, utilizzando supporti stabili come lo schienale di una sedia o un corrimano, incrementando gradualmente la difficoltà per prevenire le cadute.
  • Stretching e mobilità: due o tre appuntamenti settimanali per preservare l’elasticità dei tendini e delle articolazioni.
  • Contrasto alla sedentarietà: mantenere uno stile di vita dinamico, ponendosi l’obiettivo di coprire circa 7.000–8.000 passi nel corso della giornata.

Nutrizione e integrazione mirata

Accanto all’esercizio fisico, un regime alimentare bilanciato gioca un ruolo determinante nel preservare i tessuti. Per la sintesi della massa muscolare è indispensabile garantire un corretto apporto di proteine nobili, ricche di aminoacidi essenziali, associato al giusto equilibrio di carboidrati, micronutrienti e a una costante idratazione cellulare.

Quando l’apporto dietetico non è sufficiente o i fabbisogni organici aumentano a causa dell’età, può rivelarsi utile ricorrere a strategie di integrazione concordate con il proprio medico. Le linee guida cliniche raccomandano di assicurare un apporto giornaliero di calcio pari a circa 1000–1200 mg, eventualmente colmando le carenze alimentari con integratori specifici. Allo stesso modo, in presenza di deficit documentati di vitamina D (fondamentale per l’assorbimento del calcio e per la contrattilità muscolare) è indicata una supplementazione compresa tra le 1000 e le 2000 unità internazionali al giorno.

Le evidenze scientifiche confermano che l’integrazione di amminoacidi o proteine, se associata a un regolare esercizio fisico, ottimizza la sintesi proteica e migliora in modo significativo la forza e la performance motoria complessiva.

Marica Musumarra

Giornalista iscritta all'Albo e SEO Copywriter, ha costruito la sua professione partendo da una profonda passione per la scrittura. Ha iniziato i suoi studi a Catania, laureandosi in Lettere Moderne, per poi trasferirsi a Parma dove ha conseguito la laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale con lode. La sua tesi d'inchiesta sul ruolo delle donne dagli anni Trenta a oggi le è valsa la vittoria del primo premio CUG dell'Ateneo sul tema della parità di genere. Dopo aver lavorato in Emilia Romagna come vicedirettrice di ParmAteneo e in diverse agenzie di comunicazione, è rientrata in Sicilia. Oggi lavora come freelance per clienti in tutta Italia, in particolare nel settore medico-sanitario, con l’obiettivo di “tradurre” il linguaggio medico in testi accessibili e alla portata di tutti.
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