Colesterolo: l’importante è abbassare quello cattivo

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Anche sotto i 50 ci sono benefici senza effetti collaterali. Quello buono, invece, non va necessariamente aumentato. L'esperto Catapano ci spiega le novità

Nel 2016 le Linee Guida Internazionali dei cardiologi europei avevano rivisto al ribasso i limiti massimi consentiti di colesterolo cattivo (LDL), portandoli a quota 100. In occasione del XI Congresso Annuale della Società Italiana di Terapia Clinica e Sperimentale (SITeCS) e del Congresso Regione Lombardia Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA), in programma a Milano dal 19 al 21 ottobre 2017, il professor Alberico Catapano, ordinario dell’Università di Milano, ha messo sul tavolo due novità sui livelli di colesterolo.

Il colesterolo cattivo

La prima, sul colesterolo cattivo. L’LDL deve essere sempre più basso di 100 mg/dl o di 70 mg/dl per le persone ad alto rischio e si può andare anche oltre. Se infatti abbassare di molto i livelli di glicemia o pressione rappresenta un rischio per la salute, la stessa cosa non accade con il colesterolo cattivo. Come spiega il professore nella nostra videointervista,i suoi livelli possono essere abbassati il più possibile senza incorrere in rischi. «Soprattutto per chi ha un rischio cardiovascolare elevato: scendere a valori sotto i 50mg/dl porta a benefici ulteriori senza alcun effetto avverso identificabile» sottolinea Catapano.

Il colesterolo buono

La seconda novità, invece, riguarda il colesterolo buono. Aumentare i suoi livelli non sembrerebbe necessario per avere dei benefici: secondo i risultati di nuovi studi, infatti, il colesterolo HDL sarebbe un indicatore neutro.

Giulia Masoero Regis

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