Avete presente quelle piccole escrescenze, o peduncoli, che si protendono verso l’esterno dalla pelle del collo, delle ascelle, dell’inguine o vicino alle palpebre? Sono comunissime, anche se le persone non sanno mai definirle in modo preciso. Magari le chiamano porro, porretto o neo sopraelevato. Ebbene: si chiamano fibromi penduli.
Sai qual è la differenza con gli xantelasmi? Mentre i fibromi penduli sono estroflessioni cutanee benigni composte da stroma e vasi sanguigni, gli xantelasmi sono placche giallastre piane o leggermente rilevate, situate tipicamente sulle palpebre, causate da accumuli di lipidi (colesterolo) nei tessuti cutanei.
Hanno lo stesso colore della pelle o appena appena più scuri (iperpigmentati per via del continuo sfregamento), sono singoli oppure, abbastanza spesso, multipli, nel senso che se ne formano diversi nella stessa area soggetta a pieghe cutanee. Soprattutto, il fibroma pendulo è benigno, non contagioso (non essendo causato da infezioni virali come l’HPV delle verruche) e non preoccupante da un punto di vista clinico. Hai la dermatite atopica sulle palpebre? Ecco come intervenire.
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Le cause dei fibromi penduli

Non ci sono cause particolari uniche conosciute per la formazione dei fibromi penduli. Di certo, c’è una forte componente genetica e ereditaria: nella stessa famiglia più soggetti hanno la tendenza a sviluppare tali escrescenze assolutamente benigne.
Tuttavia, tra i fattori predisponenti principali vi sono il microtrauma meccanico continuo da sfregamento (pelle contro pelle o pelle contro vestiti/gioielli), il sovrappeso e l’obesità, la gravidanza (a causa delle variazioni ormonali ed estrogeniche) e le alterazioni metaboliche come l’insulino-resistenza e il diabete di tipo 2.
Visto che non si sono appurate le radici univoche, non si è potuto nemmeno mettere a punto un metodo per prevenirne la comparsa. Ma, per fortuna, non è un problema. Ripeto, quei peduncoli non comportano rischi di trasformazione maligna o per la salute. Di conseguenza, la rimozione dei fibromi penduli non è indispensabile. Tuttavia, proprio perché compaiono in punti visibili del corpo o soggetti a continuo fastidio durante la vestizione, sono considerati antiestetici o fastidiosi.
La rimozione
Come eliminare un fibroma pendulo? Le soluzioni da promuovere e da bocciare:
- Il metodo casalingo (da evitare assolutamente): in teoria si può procedere anche da sé, secondo un vecchio procedimento popolare. Si strozza il peduncolo legandolo con un semplice filo di cotone o da cucito. L’operazione ha l’effetto meccanico di chiudere il capillare che alimenta l’escrescenza. Poi basta aspettare. Non più nutrito, il fibroma pendulo va incontro a necrosi, si secca e dopo un po’ di tempo cade. Se l’escrescenza non è piccolissima, però, strozzarla con il filo può essere complicato, lungo, doloroso e con un risultato estetico imperfetto. Soprattutto, si corrono forti rischi di infezione batterica, sanguinamento incontrollato e cicatrici antiestetiche. E certo lo strozzamento non è consigliabile se il fibroma pendulo è sul viso o vicino alle palpebre.
- Il laser chirurgico: l’intervento con il laser chirurgico a anidride carbonica (CO2 pulsato o superpulsato) dura una manciata di secondi. Basta un colpetto di luce che vaporizza istantaneamente il peduncolo e cauterizza il vaso sanguigno. Solo in caso di escrescenze grandicelle il dermatologo può iniettare localmente una goccia di anestesia o applicare una crema anestetica, altrimenti nulla. Poi si medica con una crema antibiotica o riepitelizzante e un cerottino per una settimana. Non ci sono in genere controindicazioni particolari né rischi e nella quasi totalità dei casi non restano segni o cicatrici.
- L’elettrocoagulazione: resiste il metodo dell’elettrocoagulazione per i fibromi penduli. L’operazione avviene mediante elettrobisturi o diatermocoagulatore, ma la durata e la preparazione sono le stesse del laser. In pochi secondi, si taglia e brucia il fibromino e via. Anche in questo caso minima anestesia locale solo se le dimensioni lo consigliano, cremina e cerottino. Non ci sono in genere controindicazioni particolari né rischi e nella quasi totalità dei casi non restano segni o cicatrici.
- Crioterapia o raschiamento chirurgico (curettage/shave excision): in alternativa, il dermatologo può optare per la crioterapia all’azoto liquido (che congela l’escrescenza facendola staccare nei giorni successivi) o la recisione netta tramite forbici chirurgiche sterili a punta curva o bisturi Shave dopo anestesia locale, garantendo un controllo anatomico perfetto.
- I farmaci: preciso che non esistono pomate né altre preparazioni locali o cheratoliti di libera vendita che possano eliminare il fibroma in sicurezza e che la cosa migliore, quando appare un’anomalia sulla pelle, è sempre farsi dare un’occhiata dal dermatologo per escludere nevi peduncolati, cheratosi seborroiche o altre neoformazioni cutanee.
Il distacco del fibroma pendulo
È frequente che il peduncolo possa staccarsi, in tutto o in parte, o andare incontro a torsione vascolare improvvisa (diventando scuro, dolente e gonfio) in seguito a trauma o sfregamento con catenine, colletti della camicia o spalline dell’intimo. Si crea una ferita sanguinante, che è meglio disinfettare subito con antisettici non alcolici per evitare il rischio d’infezione batterica e coprire con un cerotto sterile fino a completa riepitelizzazione.
Focus di Paolo Piazza, docente di dermocosmetologia presso la scuola internazionale di medicina estetica della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli di Roma.




