Salute Mentale

Salute mentale, il dott. Dieci: «La solitudine può avere un impatto devastante sulla salute»

Dalla depressione all’ansia, dalle dipendenze digitali alle nuove terapie: lo psichiatra Massimiliano Dieci spiega come riconoscere i segnali da non sottovalutare e cosa sta cambiando nella cura dei disturbi psichici

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, la consapevolezza attorno ai disturbi psichici sta finalmente trovando uno spazio di dialogo più aperto e privo di pregiudizi. Nonostante i passi avanti culturali, lo stigma sociale rimane un ostacolo concreto e la depressione si conferma oggi una delle patologie con il maggior impatto sulla qualità della vita e sulla produttività nei Paesi occidentali.

Per fare il punto sulle sfide attuali, sulle novità sulla salute mentale, sulle nuove frontiere terapeutiche e sull’impatto dell’isolamento sociale, ne abbiamo parlato con Massimiliano Dieci, medico psichiatra e responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Psichiatrica Specialistica presso gli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza e delle comunità psichiatriche della struttura.

Diagnosi, ansia e l’illusione del “fai-da-te”

cervello di carta con un buco
Diagnosi, ansia e l’illusione del “fai-da-te” – www.ok-salute.it

Dottor Dieci, spesso si tende a confondere l’ansia occasionale con la depressione vera e propria. Quando occorre allarmarsi e chiedere aiuto?

«Non esiste un limite netto, poiché le patologie psichiatriche si collocano lungo un continuum con la normalità. Il confine clinico viene tracciato dove subentra la sofferenza soggettiva o un disfunzionamento nella vita quotidiana. Quando la persona sta male al punto da non riuscire più a svolgere le proprie attività ordinarie, quello è il segnale fondamentale per rivolgersi a uno specialista».

Sui farmaci c’è spesso scetticismo o, al contrario, un abuso imprudente. Che chiarezza occorre fare?

«Antidepressivi e ansiolitici (come le benzodiazepine) sono strumenti straordinariamente efficaci se usati bene, ma sono farmaci specialistici. Non si possono assumere ‘a caso’ o perché consigliati dal vicino di casa. Esistono classi differenti per indicazioni specifiche e vanno gestiti da professionisti che ne conoscano sia i benefici sia gli effetti collaterali. Inoltre, l’evidenza scientifica conferma che l’approccio integrato – che affianca la farmacoterapia alla psicoterapia – garantisce in assoluto i risultati migliori nella maggior parte dei casi».

La solitudine come fattore di rischio e la depressione senile

Quanto incidono l’isolamento sociale e la solitudine sulla salute generale?

«Moltissimo, sia sulla salute psichica sia su quella fisica. La solitudine subita – ossia l’impossibilità non scelta di trovare e coltivare relazioni – è devastante. Grandi studi condotti sulla popolazione anziana dimostrano come l’isolamento rappresenti il fattore di rischio più impattante sulla mortalità e sulle patologie cardiovascolari, paragonabile o superiore ad altri classici fattori di rischio fisici».

Come si distingue la normale malinconia dell’invecchiamento dalla depressione senile?

«La depressione clinica nell’anziano ha un esordio solitamente più rapido e si manifesta con sintomi specifici, come l’anedonia (l’incapacità di provare piacere per ciò che prima gratificava) e una marcata somatizzazione di disturbi fisici privi di riscontro biologico. Oggi, a differenza di 30 anni fa quando avevamo solo molecole complesse e con molti effetti collaterali, disponiamo di farmaci maneggevoli che ci permettono di intervenire precocemente anche in forme non estreme».

Novità sulla salute mentale: riabilitazione, ludopatia e psichedelici

In cosa consiste la riabilitazione psichiatrica e come si affrontano le nuove dipendenze?

«La riabilitazione interviene nella cronicizzazione o nella prevenzione delle ricadute. Se nella depressione ricorrente l’obiettivo è evitare nuovi episodi, in patologie gravi come la schizofrenia significa insegnare o ripristinare competenze sociali compromesse. Per quanto riguarda le dipendenze comportamentali – come la ludopatia o le dipendenze digitali – non abbiamo farmaci specifici dedicati (se non molecole usate off-label per il controllo degli impulsi). Serve un programma riabilitativo e psicologico strutturato che richieda la consapevolezza del paziente, talvolta supportato da brevi ricoveri».

Cosa dobbiamo attenderci dalla ricerca nei prossimi anni?

«Siamo in una fase di grande fermento. Oltre all’esketamina ad uso ospedaliero per le forme resistenti, stiamo sperimentando molecole derivate da sostanze psichedeliche, come la psilocibina (estratta dai funghi allucinogeni). In Australia è già approvata per la pratica clinica e le sperimentazioni europee e italiane stanno fornendo dati estremamente interessanti. Infine, qual è il messaggio da dare sullo stigma che ancora circonda lo psichiatra? Le malattie psichiche hanno la stessa dignità e meritano la medesima attenzione di qualsiasi altra patologia medica».

Novità sulla salute mentale: studi e fonti citate

 

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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