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Depressione post partum: come riconoscerla?

Si tratta di un disturbo transitorio che accomuna il 10-15% delle donne dopo la nascita di un figlio. Lo specialista Claudio Mencacci spiega come superarla

Molte donne nella prima settimana dopo il parto possono provare profonda tristezza, lasciarsi andare facilmente al pianto o sentirsi fortemente in ansia: si parla di “baby blues”, una condizione considerata normale che non dura per più di due settimane. Se i disturbi si protraggono più a lungo, o iniziano più tardi, si potrebbe trattare invece di depressione post partum, la più rilevante complicanza psichica relativa al puerperio. Secondo le stime, in Occidente interessa circa il 10-15% delle donne che partoriscono.

Ce ne parla Claudio Mencacci, medico psichiatra, presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia e direttore emerito del dipartimento Neuroscienze e salute mentale Asst Fatebenefratelli-Sacco, Milano.

Depressione post partum: quali sono i fattori di rischio

I fattori di rischio sono:

  • vulnerabilità familiare;
  • storia pregressa di depressione (prima e/o durante la gravidanza);
  • l’aver sofferto di baby blues;
  • difficoltà di rapporto con il partner;
  • mancanza di supporto sociale;
  • esperienza di eventi stressanti recenti.

Una depressione post-partum non curata tende a cronicizzare, diminuendo nella madre depressa la capacità di prendersi cura del neonato in modo adeguato e di sviluppare un’armonica relazione con il proprio figlio.

Si può prevenire?

Pur essendoci delle cause naturali legate alla fisiologia della donna, è possibile prevenire o attenuare le manifestazioni della depressione post partum agendo soprattutto a livello psicologico.

Per quanto riguarda la madre può essere utile limitare i visitatori nei giorni del rientro a casa dopo il parto, dormire nelle stesse ore in cui dorme il neonato, seguire una dieta adeguata che eviti eccessi e l’assunzione di eccitanti come alcol e caffè, chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno, mantenere i contatti con amici e familiari, rafforzare il rapporto con il partner e soprattutto cercare di assumere un atteggiamento realistico nei confronti di se stessi.

Da parte del partner o dei familiari può essere utile offrire aiuto nei lavori domestici, nell’alleviare gli impegni della mamma, nel mostrare disponibilità ad ascoltare e a offrire sostegno.

Depressione post partum: come si cura?

Se necessario, la depressione post partum può essere affrontata in ambito medico in modo differente a seconda del tipo e della gravità dei sintomi.

Le cure possono consistere nella psicoterapia e nella partecipazione a terapie di gruppo con donne che manifestano la stessa sintomatologia, oppure nell’assunzione di ansiolitici e antidepressivi sotto controllo medico e valutando la possibilità di sospendere o mantenere l’allattamento.

Angela Nanni

Dopo la laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e un master in Nutrizione e Dietetica ha capito che per essere felice e sentirsi pienamente realizzata non poteva non scrivere di salute. Per questo, alla professione di farmacista ha affiancato la scrittura per case editrici, siti web e agenzie specializzate in tema di alimentazione, benessere e salute.
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