L’immagine dell’Italia come patria della longevità e della corretta alimentazione sta crollando sotto i colpi di una realtà ben diversa. A scoperchiare il vaso di Pandora è un’inchiesta della BBC, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento la salute dei più piccoli nel nostro Paese, dipingendo un quadro definibile senza troppi giri di parole come allarmante.
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i bambini italiani sono oggi tra i più sovrappeso d’Europa. Un paradosso doloroso per la culla della Dieta Mediterranea.
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Bambini italiani obesi, il caso Campania: “A 16 anni chiedono la riduzione dello stomaco”
Il reportage si apre con una fotografia drammatica scattata nella periferia di Napoli, a Ponticelli, definita dal network britannico come una delle “capitali mondiali dell’obesità infantile”. Qui, in alcune zone della Campania, oltre il 40% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso.
All’Ospedale Betania la dottoressa Sonja Chiappetta assiste a un cambio di paradigma sconcertante: «Fino a poco tempo fa i miei pazienti avevano cinquant’anni. Oggi vedo gli stessi casi in ragazzi di appena 16 anni. Diventano sempre più giovani ed è spaventoso».
La richiesta di interventi di chirurgia bariatrica (che rimuovono fino al 90% dello stomaco) è in forte aumento tra i giovanissimi. In alcuni casi, tuttavia, il peso è talmente eccessivo da rendere l’operazione troppo rischiosa, costringendo i medici a ricorrere a farmaci di nuova generazione (i GLP-1) per consentire una perdita di peso iniziale.
Addio Dieta Mediterranea: la regola delle “5 P”

Ma com’è potuto succedere nel Paese che negli anni ’50 ha ispirato gli studi di Ancel Keys sul vivere sano?
Per il professor Valter Longo, direttore del Longevity Institute della University of Southern California, la risposta è amara: «La Dieta Mediterranea tradizionale è andata perduta. Solo il 10% degli italiani la segue davvero».
Oggi la dieta dei ragazzi italiani si riassume in quelle che il professor Longo definisce le “5 P”:
- Pizza
- Pasta
- Patate
- Proteine
- Pane
Un mix esplosivo se unito all’abitudine a cibi ultra-processati, merendine industriali, bevande zuccherate e pizze farcite con patatine e wurstel.
Bambini italiani obesi: il fattore culturale e le scuole senza palestre
A peggiorare la situazione c’è un doppio ostacolo: culturale e strutturale.
- La percezione dei genitori: il dottor Roberto Berni Canani, pediatra della Federico II di Napoli, sottolinea come molti genitori non si rendano conto del problema. Spesso portano i figli dal medico per una tosse persistente o un reflusso, senza collegare il disturbo al peso (come il caso di una bambina di 10 anni che pesa 60 kg). Nella cultura popolare, un bambino “paffuto e con le guance rosse” viene ancora associato all’idea di buona salute.
- L’assenza di attività fisica: molte scuole italiane hanno sede in palazzi storici privi di palestre adeguate, rendendo l’attività motoria un miraggio.
Misure d’emergenza e polemiche sui digiuni guidati
Nel 2025 l’Italia è diventata il primo Paese a far passare una legge nazionale che riconosce l’obesità come una malattia cronica, progressiva e recidivante, togliendole l’etichetta di “semplice mancanza di volontà”.
La Campania sta ora facendo da apripista per diversi progetti pilota, tra cui uno che coinvolge 17.000 studenti e un controverso test sulla dieta mima-digiuno guidato dal team del prof. Longo su 300 adolescenti in sovrappeso.
Un approccio, quest’ultimo, che divide la comunità scientifica: molti pediatri temono infatti che restrizioni caloriche troppo severe nei teenager possano innescare disturbi del comportamento alimentare (DCA) e dismorfofobia.
La sfida è aperta, ma il messaggio della stampa estera è chiaro: per salvare le nuove generazioni serve una vera e propria rivoluzione culturale che riparta dalle tavole di casa nostra.
Bambini italiani obesi: link Ufficiali e Fonti
L’inchiesta originale della BBC: BBC News – How Italy lost its way on the Mediterranean diet




