La prevenzione cardiovascolare rappresenta l’insieme di strategie, abitudini e controlli medici mirati, volti a ridurre il rischio di sviluppare eventi gravi come l’infarto del miocardio e l’ictus. Per affrontare questa situazione abbiamo intervistato il professor Antonio Bartorelli, responsabile UO di Cardiologia interventistica universitaria dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano e presidente della Fondazione Cesare Bartorelli ETS.
Un dato fondamentale da ricordare, evidenzia il professore, è che il 90% delle malattie cardiovascolari è prevenibile intervenendo tempestivamente sui fattori di rischio modificabili.
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Prevenzione delle malattie del cuore
Per un’efficace strategia di tutela della salute cardiaca, il Prof. Bartorelli individua tre macro aree essenziali:
- Stile di vita sano: alimentazione equilibrata di tipo mediterraneo (ricca di verdure, legumi, cereali integrali e pesce almeno due volte a settimana, limitando sale e cibi ultra-processati), attività fisica regolare (almeno 30-40 minuti di attività aerobica moderata come una camminata a passo svelto per 5 giorni a settimana), abolizione totale del fumo sia attivo che passivo e controllo del peso corporeo.
- Monitoraggio dei parametri clinici: controllo periodico della pressione arteriosa, della glicemia e del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi, con particolare attenzione al colesterolo “cattivo” LDL).
- Diagnosi precoce: controlli medici e screening mirati da personalizzare in base ai sintomi, all’età e alla familiarità per malattie cardiache.
Gli esami cardiovascolari necessari e la frequenza dei controlli

Secondo il Prof. Antonio Bartorelli, i controlli cardiologici si dividono in esami di primo e di secondo livello:
- Esami di primo livello: comprendono gli esami del sangue (profilo lipidico e glicemia), l’elettrocardiogramma (ECG) – essenziale per individuare silenziosi segni di sofferenza o aritmie come la fibrillazione atriale, potenziale causa di ictus – e l’ecocardiogramma, che valuta la struttura del cuore, lo spessore delle pareti e la funzionalità valvolare. Il Professore ricorda che quasi il 40% degli infarti è silente.
- Esami di secondo livello: indicati in presenza di forti sospetti diagnostici, includono il test da sforzo, l’Holter cardiaco e la TAC coronarica come indagine first-line non invasiva per confermare o escludere ostruzioni coronariche.
Per una persona in salute e priva di sintomi, superati i 35-40 anni, il professor Bartorelli consiglia di ripetere gli esami di primo livello ogni anno. Gli esami di secondo livello vanno invece eseguiti unicamente se dai controlli di prima fascia emergono alterazioni o sospetti clinici.
Prevenzione delle malattie del cuore: screening cardiologici e l’impatto economico sulla sanità pubblica
Le malattie cardiovascolari rappresentano il principale “big killer”, con un’incidenza tre volte superiore a quella delle patologie neoplastiche, evidenzia il Prof. Bartorelli. Ciononostante, si registra una discrepanza: la prevenzione oncologica riceve molta attenzione, mentre i problemi cardiaci vengono spesso affrontati passivamente come una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento.
Promuovere programmi di screening cardiologici sistematici non solo salva vite umane restituendo ai pazienti una qualità di vita eccellente, ma permette anche un notevole risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, sottolinea il cardiologo. Un paziente colpito da un infarto esteso può sviluppare uno scompenso cardiaco cronico con frequenti ricoveri ospedalieri, generando costi assistenziali notevolmente superiori rispetto a quelli di una diagnosi precoce (eseguibile tramite TAC coronarica) e di un tempestivo intervento di rivascolarizzazione. Un ruolo cruciale spetta ai medici di medicina generale nel guidare i soggetti a rischio – in particolare chi ha familiarità o presenta fattori di rischio come fumo, ipertensione, diabete o ipercolesterolemia – verso percorsi di valutazione preventiva.
L’evoluzione delle terapie e il ruolo delle tecnologie emergenti
Il panorama terapeutico cardiovascolare ha registrato importanti innovazioni, spiega il Prof. Bartorelli:
- Terapie farmacologiche avanzate: per le dislipidemie sono disponibili alternative alle statine somministrabili tramite iniezioni sottocutanee periodiche; per l’ipertensione e il diabete si utilizzano farmaci associativi in un’unica pillola per migliorare la compliance del paziente.
- Cardiologia interventistica: l’angioplastica coronarica con impianto di stent medicato rappresenta la soluzione d’elezione per trattare le ostruzioni, prevenendo la progressione della malattia, i sintomi e l’insorgenza di infarti.
Guardando al futuro nei prossimi 10 anni, il professor Bartorelli prevede un ulteriore sviluppo di farmaci in grado di prevenire la formazione e la progressione delle placche aterosclerotiche e di ridurre l’infiammazione dei vasi coronarici, riducendo la necessità di interventi invasivi. Contestualmente, si assisterà a un forte incremento della diagnostica per immagini avanzata (imaging) nella prevenzione delle malattie cardiache.
Intelligenza Artificiale e prevenzione nei giovani
L’Intelligenza Artificiale è già una realtà concreta in cardiologia, racconta il professor Bartorelli, il cui gruppo di ricerca ha recentemente pubblicato uno studio sull’applicazione dell’IA all’elettrocardiogramma. Grazie alla capacità di elaborare una quantità enorme di dati, l’IA consente di individuare nell’ECG (anche in atleti sani) micro-alterazioni impercettibili all’occhio umano che possono essere premonitrici di eventi aritmici gravi e prevenire l’arresto cardiaco.
Per quanto riguarda i soggetti giovani (under 50), il Professore nota che più che ictus veri e propri si riscontrano spesso attacchi ischemici transitori (TIA). Una causa frequente nei giovani è la presenza del Forame Ovale Pervio (PFO), riscontrabile nel 25% della popolazione, che in un 2-2,5% dei casi permette il passaggio di microtrombi dall’atrio destro a quello sinistro e quindi al circolo cerebrale.
Negli individui giovani colpiti da TIA o ictus è fondamentale eseguire uno screening per PFO, che può essere chiuso con tecniche mininvasive non chirurgiche. Infine, il professor Bartorelli richiama l’attenzione sugli aneurismi cerebrali nelle giovani donne, dove l’angio-risonanza magnetica si rivela fondamentale per identificare la lesione prima di drammatiche complicanze emorragiche.
Prevenzione delle malattie del cuore: le conferme della letteratura scientifica internazionale
Le linee guida della European Society of Cardiology (ESC) confermano che oltre l’80-90% degli eventi cardiovascolari prematuri può essere prevenuto modificando lo stile di vita e controllando i principali parametri clinici.




