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Lo smog danneggia capelli e cuoio capelluto

Le sostanze inquinanti vengono assorbite dai capelli che diventano fragili e tendono a spezzarsi facilmente. E provocano anche irritazioni al cuoio capelluto

L’inquinamento è nemico di cuore e polmoni ma, ahinoi, anche di pelle e capelli. Il persistere dell’alta pressione e la continua assenza di piogge – basti pensare che il mese di dicembre è stato caratterizzato dal 91% di precipitazioni in meno rispetto alla media – mantengono alta l’emergenza smog nel nostro Paese. Non tutti sanno, però, che l’inquinamento atmosferico, tra cui le polveri sottili e le PM10, possono danneggiare i nostri capelli fino a causarne la caduta, e aggredire anche il cuoio capelluto.

«Il fusto dei capelli è come una spugna che assorbe tutto quel che c’è nell’atmosfera attraverso la cuticola esterna, compresi odori, fumo di sigaretta, polveri sottili, metalli pesanti, gas di scarico e quant’altro ammorba l’aria delle nostre città» spiega il professor Fabio Rinaldi, dermatologo e Presidente dell’International Hair Research Foundation (puoi chiedere un consulto qui).

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«Osservando i capelli al microscopio si vede bene che sono destrutturati, perché le cellule delle cuticole esterne protettive perdono la loro compattezza» continua il dermatologo.

Ne consegue che i fusti si indeboliscono, risultano più fragili e tendono a spezzarsi facilmente. Lo smog, però, aggredisce anche il cuoio capelluto, provocando fastidiose irritazioni: «Nel 38% delle persone che abbiamo visitato in novembre e che avevamo controllato in luglio abbiamo riscontrato a livello del cuoio capelluto la presenza di una dermatite irritativa, assente durante il periodo estivo, quando il tasso di inquinamento dell’aria è decisamente inferiore» sottolinea il professor Rinaldi. «In questi periodi, bisognerebbe valutare lo stato di infiammazione (spesso si confonde l’irritazione da inquinamento con la forfora), ed è consigliabile controllare bene l’igiene con lavaggi quotidiani con shampoo specifici antiinfiammatori, magari a base di zeolite».

Ma i lavaggi frequenti non danneggiano i capelli? Secondo il dermatologo questo è un falso mito da sfatare: «Anzi, fare spesso lo shampoo con il prodotto giusto – delicato, a pH neutro, con l’indicazione “per lavaggi frequenti” – è la prima mossa per allontanare dalle nostre chiome e dal cuoio capelluto, oltre allo sporco, tutte le sostanze inquinanti».

E se i lavaggi devono essere ripetuti due o tre volte a settimana, è necessario anche saper scegliere gli shampoo, i balsami e le creme più indicati per proteggere i fusti: via libera a «prodotti a base di sostanze ristrutturanti della cheratina, come gli aminoacidi taurina e ornitina, sostanze chelanti, che sono in grado di “catturare” letteralmente molti agenti nocivi, trasportandoli via con sé durante il risciacquo, e qualche principio attivo che riduca l’infiammazione e l’irritazione della pelle» conclude il professor Rinaldi.

Chi pensa di rinvigorire e “ripulire” la chioma a colpi di spazzolate si sbaglia di grosso: se il capello è già spossato e destrutturato a causa dell’inquinamento, l’uso continuo del pettine può danneggiare ulteriormente i fusti.

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