Ogni estate torna puntuale lo stesso consiglio della nonna (o il rimedio “naturale” da passaparola sui social): «Prendi integratori di vitamina B1 qualche settimana prima delle vacanze, il tuo sudore cambierà odore e le zanzare non ti pungeranno più».
Da decenni la tiamina (vitamina B1) viene proposta come un vero e proprio “repellente sistemico”. Ma qual è la posizione della comunità scientifica? Esiste una base reale o si tratta soltanto di un mito duro a morire?
Per rispondere con certezza a questa domanda, abbiamo analizzato la letteratura biomedica e le revisioni sistematiche condotte negli ultimi decenni.
In questo articolo
Vitamina B1 e zanzare: l’origine del mito

L’idea che la vitamina B1 possa fungere da scudo anti-zanzare risale al 1943, quando il medico americano W. Ray Shannon pubblicò un primo resoconto preliminare suggerendo che la somministrazione di tiamina ad alte dosi potesse ridurre i sintomi e le punture degli insetti.
Nei decenni successivi, tuttavia, questi primi report si sono rivelati aneddotici e privi di un gruppo di controllo rigido. Nonostante ciò, l’ipotesi biologica secondo cui la tiamina in eccesso, eliminata tramite la traspirazione cutanea, possa emanare un odore in grado di mascherare i segnali chimici percepiti dalle zanzare (come l’anidride carbonica e l’acido lattico) ha preso piede nel folklore popolare.
Cosa dicono gli studi controllati? La risposta dei laboratori
Quando la teoria è stata sottoposta a test rigorosi in doppio cieco e con metodologie di laboratorio controllate, la presunta efficacia della vitamina B1 è crollata.
- Lo studio pionieristico di Khan e Maibach: negli anni ’60 e ’70, i ricercatori del Department of Dermatology dell’Università della California hanno condotto esperimenti sistematici applicando dosi elevate di tiamina sia per via orale che parenterale su volontari posti a contatto con popolazioni di zanzare Aedes aegypti. I risultati hanno dimostrato in modo inequivocabile che l’assunzione di vitamina B1 non riduce né il tasso di atterraggio degli insetti sulla pelle, né il numero di punture.
- La revisione sistematica del 2022: la conferma definitiva è arrivata dallo studio condotto dal Dott. Matan Shelomi dell’Università Nazionale di Taiwan, intitolato “Thiamine (vitamin B1) as an insect repellent: a scoping review” e pubblicato nel Bulletin of Entomological Research. L’autore ha analizzato 104 studi, casi clinici e linee guida prodotti negli ultimi 80 anni. La conclusione è stata perentoria: la tiamina non possiede alcuna capacità repellente contro le zanzare o altri artropodi, a prescindere dal dosaggio o dalla modalità di somministrazione.
Perché il mito persiste? Prurito vs repellenza
Se la scienza ha smentito l’efficacia della vitamina B1 già da decenni, per quale motivo molte persone riferiscono di trarne beneficio?
La ricerca suggerisce due fattori chiave:
- Effetto placebo e bias di conferma: quando si assume un integratore con l’aspettativa di non essere punti, si tende a fare meno caso alle punture minori o a posizionarsi inconsciamente in ambienti meno esposti.
- Modulazione dei sintomi (non della puntura): alcune evidenze cliniche suggeriscono che la tiamina possa ridurre la reazione infiammatoria soggettiva e l’orticaria papulosa indotta dai morsi di insetto. In altre parole: la zanzara punge ugualmente, ma l’intensità del prurito o del pomfo potrebbe risultare attenuata, portando erroneamente il paziente a credere di essere stato “punto di meno”.
I rischi della falsa sicurezza
Fidarsi della vitamina B1 come unico sistema di protezione non è solo inefficace, ma può rivelarsi pericoloso. In aree geografiche in cui le zanzare sono vettori di malattie infettive gravi (come Malaria, Dengue, Chikungunya o Virus West Nile), fare affidamento su un prodotto privo di efficacia scientificamente dimostrata espone le persone a un rischio concreto di infezione.
Quali sono i repellenti che funzionano davvero?
Le principali autorità di sanità pubblica (come l’OMS e il CDC) raccomandano esclusivamente principi attivi ad azione topica di comprovata efficacia clinica:
- DEET (N,N-dietil-meta-toluammide): lo standard di riferimento per durata ed efficacia broad-spectrum.
- Icaridina (KBR 3023 / Picaridina): eccellente tollerabilità cutanea ed efficacia paragonabile al DEET.
- Citriodiol / Oleum Abietis (estratto di Eucalyptus citriodora / PMD): l’unica alternativa naturale con dimostrata efficacia nei test di laboratorio.
Fonti e Studi Scientifici di Riferimento
Per approfondire i dati della ricerca clinica ed entomologica, è possibile consultare direttamente le pubblicazioni ufficiali:
- Shelomi, M. (2022). Thiamine (vitamin B1) as an insect repellent: a scoping review. Bulletin of Entomological Research, 112(4), 431–440. Leggi lo studio su PubMed
- Khan, A. A., Maibach, H. I., et al. Vitamin B1 is not a systemic mosquito repellent in man. Transactions of the St. John’s Hospital Dermatological Society / Journal of Economic Entomology. Scheda riassuntiva dello studio su Semantic Scholar
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