Se quando tossiamo espelliamo del catarro, magari anche abbondante, dalla bocca, la tosse viene definita grassa (o produttiva, poiché la tosse “improduttiva” è in realtà quella secca). La sostanza prodotta non è altro che muco secreto dalla ghiandole delle mucose respiratorie ed è composto da saliva, secrezioni paranasali e tracheo-bronchiali e da cellule epiteliali desquamate. La sua azione è molto importante, perché garantisce l’umidificazione del tratto respiratorio e cattura batteri e microorganismi. Insomma il colore del muco può essere la nostra prima autoanalisi.
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Quando il catarro può creare dei problemi?

Le secrezioni prodotte in un giorno oscillano tra i 25 ml e i 100 ml e questa sostanza viene ingoiata naturalmente. Il muco diventa un problema quando, per determinate ragioni, assistiamo a una sua iperproduzione: in genere dipende da malattie respiratorie come raffreddore, bronchite, BPCO, pertosse e tubercolosi a cui si aggiungono infezioni virali come l’influenza, il COVID-19 o problematiche non infettive come il reflusso gastroesofageo.
In questi casi si può arrivare a produrne fino a mezzo litro in appena 24 ore. Quando se ne produce troppo, l’espettorato frena la circolazione dell’aria e di conseguenza il corpo reagisce con il meccanismo della tosse per cercare di espellerlo. Il catarro viene anche eliminato con la sua ingestione. Ma lo sai che il colore del muco è indicativo del tuo stato di salute e ti suggerisce come curare la tosse? Ecco le indicazioni.
Colore del muco: catarro trasparente o trasparente-filante
È il muco normale e fisiologico, composto prevalentemente da acqua, sali minerali e proteine. Diventa abbondante ed eccessivamente fluido nelle prime fasi di un’allergia (rinite allergica) o all’inizio di un’infezione virale delle prime vie aeree.
Colore del muco: catarro bianco o mucoso
Questo tipo di espettorato è formato quasi esclusivamente da muco. È decisamente vischioso e filante. In genere è tipico delle bronchiti, nell’asma bronchiale e nella fibrosi cistica. Molto comune anche tra i fumatori e gli allergici. Può comparire anche nelle fasi avanzate di infezioni virali o in caso di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD).
Catarro giallo-verdastro o purulento
È piuttosto denso e gelatinoso. È tipico delle infezioni a carico del tratto tracheo-bronco-polmonare. Contiene anche pus.
Il colore verde/giallo denso è dato dal raggruppamento di globuli bianchi (neutrofili) e dall’enzima mieloperossidasi reclutati dal sistema immunitario. Attenzione: non indica automaticamente un’infezione batterica; si riscontra comunemente anche nelle infezioni virali avanzate, pertanto la presenza di muco verde non è di per sé un’indicazione automatica per l’uso di antibiotici.
Colore del muco: catarro rosaceo o biancastro o sieroso
È schiumoso con una tipica sfumatura rosacea. È tipico dell’edema polmonare, ma anche di altre malattie gravi come il carcinoma polmonare.
Se schiumoso e striato di rosa in un paziente con dispnea (fame d’aria), richiede un intervento medico immediato.
Catarro marrone, nerastro o arrugginito
Il catarro marrone o rugginoso deriva spesso da sangue “vecchio” ed è classico della polmonite da pneumococco o dell’esposizione cronica a inquinanti e fumo. Se appare chiaramente nerastro (melanottisi), è tipico dei forti fumatori, dell’inalazione prolungata di polvere di carbone (antracosi) o di rare infezioni fungine.
Catarro a gelatina di lampone o emorragico
È composto da un mix di muco, sangue, siero o pus. È tipico delle neoplasie polmonari e delle broncopneumopatie o di grave polmonite da Klebsiella pneumoniae. La presenza di sangue vivo e abbondante nell’espettorato (emottisi) rappresenta sempre un segnale d’allarme.
Catarro fibrinoso
È piuttosto raro. Si verifica solo ma non sempre in caso di polmonite fibrinosa o in sindromi rare come la bronchite plastica, dove il catarro forma veri e propri “calchi” ramificati dei bronchi.
Sintesi rapida delle caratteristiche dell’espettorato
| Colore / Aspetto | Cause principali |
| Trasparente | Fisiologico, allergie (rinite), inizio infezioni virali |
| Bianco / Mucoso | Bronchite cronica, asma, fibrosi cistica, reflusso |
| Giallo-Verde / Purulento | Infezioni virali avanzate o batteriche (polmonite, bronchite acuta) |
| Marrone / Arrugginito / Nero | Sangue datato, polmonite pneumococcica, fumo denso, inquinamento |
| Rosaceo / Schiumoso | Edema polmonare acuto, patologie oncologiche |
| Striato di sangue / Lampone | Lesioni vascolari, infezioni severe, neoplasie polmonari |
Quali sono le terapie
Naturalmente dipende dalla causa che ha scatenato l’iperproduzione di muco. In genere si prescrivono mucolitici e farmaci espettoranti, come l’acetilcisteina, che agiscono stimolando l’espulsione delle secrezioni. I mucolitici agiscono incrementando la fluidità del catarro, consentendo una più facile eliminazione.
Tuttavia, le linee guida cliniche raccomandano cautela nell’uso indiscriminato dei mucolitici:
- Non somministrare mai mucolitici e sedativi della tosse contemporaneamente: si rischia di fluidificare il muco senza permetterne l’espulsione, accumulandolo nei polmoni.
- I mucolitici sono controindicati nei bambini sotto i 2 anni per il rischio di ostruzione bronchiale.
- L’idratazione abbondante (bere molta acqua) rimane il primo e più efficace fluidificante naturale del muco.
- Gli antibiotici vanno assunti esclusivamente sotto prescrizione medica se viene accertata un’origine batterica dell’infezione, e non semplicemente basandosi sul colore verde del catarro.
Quando rivolgersi immediatamente al medico
Se la tosse con catarro persiste da più di 2-3 settimane, se è accompagnata da febbre alta, difficoltà respiratoria (dispnea), dolore toracico o se si nota la presenza di sangue (anche in piccole striature) nell’espettorato




