Una svolta terapeutica fondamentale apre nuove prospettive per la cura del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato. I risultati dello studio internazionale di Fase 2 Combi-TED, promosso dalla Fondazione Ricerca Traslazionale (FoRT) e condotto in collaborazione con 17 centri oncologici d’eccellenza tra Italia, Francia e Spagna, evidenziano un vero e proprio raddoppio della sopravvivenza a un anno nei pazienti in progressione di malattia dopo la prima linea di chemo-immunoterapia.
I dati sono stati presentati al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO Congress) da Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, presidente di FoRT e primo autore della ricerca.
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I numeri dello studio: sopravvivenza raddoppiata al 47% con il nuovo farmaco contro il tumore al polmone

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule rappresenta circa l’85% delle oltre 40.000 nuove diagnosi di tumore al polmone registrate ogni anno in Italia, patologia che si conferma la prima causa di mortalità oncologica nel Paese. Alla progressione della malattia, le opzioni di seconda linea sono storicamente limitate al solo utilizzo del docetaxel, un chemioterapico tradizionale caratterizzato da elevata tossicità e modesta efficacia clinica.
Nello studio Combi-TED, 106 pazienti HLA-A2 positivi sono stati suddivisi in tre bracci di trattamento:
- Vaccino peptidico + Chemioterapia (docetaxel): sopravvivenza a un anno pari al 47%;
- Vaccino peptidico + Immunoterapia (nivolumab): sopravvivenza a un anno pari al 46%;
- Chemioterapia standard (solo docetaxel): sopravvivenza a un anno ferma al 29%.
I risultati dimostrano una risposta clinica concreta senza alcun incremento della tossicità o degli effetti collaterali rispetto alla terapia standard.
Nuovo farmaco contro il tumore al polmone: un addestratore molecolare
Il farmaco al centro dello studio è Tedopi (OSE2101), un vaccino peptidico di nuova generazione costituito da una combinazione sintetica di 10 brevi frammenti di amminoacidi selezionati da antigeni tumorali.«A differenza dei classici vaccini proteici o di quelli preventivi, il vaccino peptidico agisce come un vero e proprio addestratore molecolare del sistema immunitario», spiega il professor Federico Cappuzzo. «Nei pazienti HLA-A2 positivi presenta questi 10 “identikit” ai linfociti T, insegnando loro a riconoscere e distruggere le cellule tumorali con chirurgica precisione».
Proseguire l’immunoterapia: una risposta alle esigenze dei pazienti
Oltre a potenziare l’efficacia della chemioterapia, lo studio Combi-TED risponde a un’esigenza cruciale riscontrata quotidianamente nei reparti di oncologia. «Nella pratica clinica, quando un paziente va in progressione dopo la prima linea, ci chiede molto spesso di poter proseguire l’immunoterapia», sottolinea Cappuzzo. «Il dato fondamentale emerso dal nostro studio è che anche i pazienti che proseguivano l’immunoterapia aggiungendo il vaccino peptidico ottenevano un beneficio sostanziale in termini di sopravvivenza».
La validazione definitiva del vaccino peptidico OSE2101 è attualmente in corso all’interno dello studio internazionale di Fase 3 ARTEMIA Trial, che punta a confermarne la superiorità nei confronti dello standard terapeutico e a sancirne l’ingresso nella pratica clinica quotidiana.
Fonti e riferimenti scientifici
- Studio Combi-TED e aggiornamenti clinici: European Society for Medical Oncology (ESMO)
- Dettagli clinici sul vaccino OSE2101 (Tedopi): ClinicalTrials.gov – OSE2101 Trials
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