Salute

Colesterolo, genetica e statine: la guida definitiva della cardiologa per proteggere le arterie

Dal mito del "colesterolo buono" ai limiti della sola alimentazione: la Dott.ssa Ilaria Previtali chiarisce l'impatto dei fattori ereditari e l'efficacia dei nuovi farmaci iniettabili 

Il colesterolo elevato è uno dei principali fattori di rischio modificabili per le patologie cerebro e cardiovascolari (infarto e ictus). Tuttavia, attorno a questo tema circolano spesso convinzioni errate o sottovalutazioni dei rischi. La dottoressa Ilaria Previtali, responsabile della Cardiologia Clinica e della Terapia Intensiva Cardiologica presso Humanitas Gavazzeni, affronta la gestione della dislipidemia a 360 gradi, spiegando perché ridurne i livelli ematici sia sempre vantaggioso e come impostare un percorso terapeutico corretto.

“Più basso è, meglio è”: sfatare il mito dei limiti del colesterolo

disegno che mostra l'accumulo di colesterolo nelle arterie
“Più basso è, meglio è”: sfatare il mito dei limiti del colesterolo – www.ok-salute.it

Un’idea diffusa è che avere livelli molto bassi di colesterolo possa rivelarsi dannoso. La Dott.ssa Previtali chiarisce in modo netto che, sebbene una quota minima sia necessaria, gli studi clinici dimostrano una riduzione lineare degli eventi cardiovascolari all’abbassarsi dei valori di colesterolo LDL.

Per comprendere come agisce, occorre distinguere i vettori del colesterolo nel sangue:

  • HDL (colesterolo “buono”): è la lipoproteina che rimuove il colesterolo dalle pareti dei vasi sanguigni (lo “spazzino” delle arterie).
  • Non-HDL e LDL (colesterolo “cattivo”): comprende l’LDL e una serie di altre lipoproteine che trasportano il colesterolo verso i tessuti, dove può depositarsi e dare origine all’aterosclerosi.

Aterosclerosi e calcolo del rischio cardiovascolare

L’aterosclerosi è un accumulo progressivo di colesterolo, grassi e altri detriti all’interno della parete delle arterie. Con il passare del tempo, questo processo riduce il calibro dei vasi sanguigni, ostacolando il flusso del sangue fino al rischio di occlusione completa.

Per stabilire i valori target di colesterolo LDL da raggiungere non esiste una cifra valida per tutti, e la presenza dell’asterisco negli esami del sangue ha solo un significato statistico di popolazione, non un obiettivo terapeutico individuale. Il cardiologo calcola il profilo di rischio cardiovascolare a 5-10 anni sulla base di:

  1. Valori di pressione arteriosa.
  2. Presenza di abitudine al fumo.
  3. Età e sesso.
  4. Presenza di familiarità o patologie concomitanti (es. diabete o sindrome metabolica).
Categoria di Rischio Target LDL Consegnato Strategia Principale
Soggetti a Rischio Basso / Moderato < 115 mg/dl

Stile di vita, dieta equilibrata

Soggetti Cardiopatici / Rischio Molto Alto

< 55 mg/dl

Terapia farmacologica immediata e continuativa

Dieta vs Ereditarietà: i limiti dello stile di vita

La maggior parte del colesterolo presente nel sangue non proviene direttamente da ciò che mangiamo, ma è autoprodotta dal fegato su base genetica (ipercolesterolemia familiare o poligenica).

Per questo motivo, la sola associazione tra dieta equilibrata e attività fisica consente di ottenere una riduzione del colesterolo di circa il 20-25%. Se un paziente parte da livelli elevati (es. 180 mg/dl di LDL) ed è un soggetto cardiopatico che deve scendere sotto i 55 mg/dl, la sola alimentazione non sarà mai sufficiente.

Consigli alimentari

Per prevenire l’accumulo di colesterolo e mantenere la dieta sostenibile a lungo termine, occorre ridurre i grassi saturi di origine animale:

  • Cibi da limitare: carni rosse, insaccati, formaggi stagionati, latte intero, uova e dolci ricchi di grassi.
  • Crostacei e molluschi: cozze, vongole e gamberi contengono colesterolo, ma dato il consumo sporadico nella dieta quotidiana hanno un impatto complessivo limitato.
  • Vegani: i soggetti vegani tendono ad avere livelli più bassi di colesterolo dietetico, ma in presenza di predisposizione genetica sfavorevole possono comunque sviluppare ipercolesterolemia.

Terapie farmacologiche: statine e le nuove opzioni iniettabili

Quando lo stile di vita non è sufficiente, la terapia farmacologica diventa una scelta indispensabile e tendenzialmente a vita, data la natura evolutiva dell’aterosclerosi.

  1. Le Statine: rappresentano il farmaco cardine e più efficace per ridurre la sintesi del colesterolo e prevenire eventi cardiaci. Nonostante il timore dei pazienti per i crampi muscolari, la letteratura più recente dimostra che la vera mialgia da statine riguarda solo il 10% dei soggetti.

  2. Farmaci Iniettabili (Inibitori PCSK9 / Inclisiran): rappresentano l’innovazione per migliorare l’aderenza terapeutica nelle malattie croniche. Si somministrano tramite iniezioni sottocutanee ogni due settimane, una volta al mese o una volta ogni sei mesi (in ambiente ospedaliero).

    • Indicazioni: sono riservati ai pazienti affetti da particolari forme di ipercoleterolemia familiare o con
      gravissime patologie cardiovascolari diagnosticate con target non raggiungibili con le sole statine o a
      soggetti con intolleranza dimostrata alle statine.

Studi e fonti scientifiche di riferimento

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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