Il cortisone è uno dei farmaci più prescritti e allo stesso tempo più temuti. Quando viene consigliata la sua assunzione, molti pazienti reagiscono con diffidenza: “fa ingrassare”, “rovina le ossa”, “abbassa le difese immunitarie”. Eppure, in diverse circostanze non se ne può fare a meno e a volte rappresenta addirittura una terapia salvavita. Inoltre, molte delle paure che circondano il cortisone nascono da un equivoco: si tende a valutare nello stesso modo una terapia di pochi giorni, una cura di diversi mesi, una crema dermatologica o uno spray per l’asma. In realtà si tratta di situazioni molto diverse: dose, durata del trattamento e vie di somministrazione influenzano profondamente benefici e rischi.
Gli effetti collaterali esistono e non vanno sottovalutati, soprattutto quando il trattamento è prolungato. Cerchiamo chiarezza con Giovanna Mantovani, direttrice del reparto di Endocrinologia della Fondazione Irccs Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e professoressa ordinaria all’Università degli Studi di Milano.
In questo articolo
Cortisone e cortisolo sono la stessa cosa – FALSO
Il cortisolo è un ormone prodotto naturalmente dalle ghiandole surrenali ed è essenziale per regolare metabolismo, pressione arteriosa, risposta allo stress e funzione immunitaria. Il cortisone – o, più correttamente, i corticosteroidi – sono invece farmaci che imitano l’azione del cortisolo. Alcuni corticosteroidi vengono trasformati dall’organismo in molecole attive simili al cortisolo, altri agiscono direttamente. Per esempio, il cortisone acetato, utilizzato come terapia sostitutiva nei pazienti con insufficienza surrenalica e quindi non in grado di produrre il cortisolo, viene trasformato nell’ormone che poi si può dosare nel sangue per ottimizzare il trattamento.
Il cortisone fa ingrassare – FALSO
Sia i cortisonici che il cortisolo hanno effetti sulla regolazione dell’appetito e sul metabolismo. L’aumento di peso, però, non è inevitabile e dipende soprattutto da dose e durata del trattamento. Nelle terapie prolungate, i corticosteroidi favoriscono la distruzione delle proteine, e quindi della massa muscolare, e possono provocare anche una caratteristica redistribuzione del grasso corporeo, con accumulo soprattutto su addome e volto, che può assumere una forma arrotondata chiamata “cushingoide” o “a luna piena”. Gli arti rimangono spesso sottili, sia perché lì il grasso non si accumula, sia perché c’è una riduzione della massa muscolare.
Creme e spray hanno meno effetti collaterali delle compresse – VERO

Esistono numerosi corticosteroidi, come prednisone, prednisolone, desametasone e metilprednisolone. Differiscono per potenza, durata d’azione, modalità di somministrazione e rischio di effetti collaterali. Una crema dermatologica, uno spray per l’asma e una compressa non hanno lo stesso impatto sull’organismo, perché le prime due sono assorbite in quantità inferiori rispetto alle formulazioni orali o endovenose.
La maggior parte degli effetti collaterali è legata alla somministrazione sistemica e prolungata dei farmaci, oppure su superfici estese (nel caso di creme e unguenti), occasioni in cui i cortisonici possono provocare effetti indesiderati soprattutto locali, come l’assottigliamento della pelle (atrofia cutanea), specie su viso o nelle pieghe cutanee. Si tratta comunque di una complicanza rara se il trattamento è seguito secondo le indicazioni del medico.
Cortisone, falsi miti: una terapia di pochi giorni è sicura – VERO
Di solito i trattamenti brevi sono ben tollerati e non provocano complicanze importanti come osteoporosi o diabete. Tuttavia, anche pochi giorni di terapia, soprattutto ad alte dosi, possono causare insonnia, nervosismo, aumento dell’appetito o rialzi della glicemia. Il rischio di effetti indesiderati aumenta con dosi elevate e trattamenti ripetuti.
Preso a lungo può danneggiare le ossa – VERO
Le terapie prolungate aumentano il rischio di osteoporosi e fratture. Il cortisone interferisce con il normale rimodellamento dell’osso: riduce la formazione di nuovo tessuto osseo e ne aumenta il riassorbimento. Inoltre riduce l’assorbimento intestinale del calcio e ne aumenta l’eliminazione attraverso le urine. Il danno però non è inevitabile: oggi esistono strategie preventive efficaci, tra cui attività fisica, adeguato apporto di calcio e vitamina D e, per i soggetti a rischio, farmaci specifici per proteggere lo scheletro.
A volte salva la vita – VERO

Per esempio, nelle gravi crisi d’asma o nelle reazioni allergiche importanti in cui si verifica un accumulo di liquidi nella gola che ostacola la respirazione. In questi casi, la somministrazione di corticosteroidi ad alte dosi, insieme all’adrenalina, può ridurre rapidamente l’infiammazione e contribuire a ripristinare il passaggio dell’aria. Ci sono poi circostanze in cui il cortisone è pressoché indispensabile, per esempio in alcune malattie autoimmuni per le quali non ci sono alternative.
Il cortisone abbassa le difese immunitarie – VERO
L’effetto immunosoppressivo è uno dei principali meccanismi d’azione dei corticosteroidi. È proprio questa caratteristica che li rende utili nelle malattie autoimmuni e in alcuni trapianti d’organo solido. L’entità della riduzione delle difese dipende dalla dose e dalla durata della terapia.
Cortisone, falsi miti: causa anche l’aumento della glicemia – VERO
I corticosteroidi possono incrementare i livelli di zucchero nel sangue attraverso diversi meccanismi. Da un lato stimolano il fegato a produrre più glucosio, dall’altro rendono muscoli e tessuto adiposo meno sensibili all’insulina, un fenomeno chiamato insulino-resistenza. Di conseguenza, l’organismo fatica di più a mantenere sotto controllo la glicemia. Nelle persone predisposte questo può favorire la comparsa del diabete, mentre nei diabetici può rendere necessario modificare la terapia.
Durante una terapia cortisonica meglio evitare i vaccini – FALSO
Nella maggior parte dei casi la vaccinazione è possibile. Tuttavia, dosi elevate e trattamenti prolungati possono ridurre la risposta immunitaria e rendere alcuni vaccini meno efficaci. Particolare attenzione va posta ai vaccini vivi attenuati, che possono essere controindicati nei soggetti fortemente immunodepressi. La valutazione va sempre richiesta al medico.
Può creare dipendenza – FALSO
Non provoca dipendenza come sostanze quali la nicotina o gli oppioidi. Tuttavia, l’organismo può ridurre la produzione naturale di cortisolo durante la terapia. Se il farmaco viene sospeso improvvisamente dopo un uso prolungato, possono comparire sintomi dovuti alla carenza di cortisolo. Per questo la sospensione deve spesso essere graduale.
Non bisogna mai sospendere la terapia di propria iniziativa – VERO
Quando si assumono corticosteroidi potenti per settimane o mesi, l’organismo riduce progressivamente la produzione naturale di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Se il farmaco viene sospeso bruscamente, il corpo potrebbe non essere ancora in grado di produrre quantità sufficienti di questo ormone essenziale. Si può così verificare una crisi surrenalica, caratterizzata da forte debolezza, nausea, vomito, calo della pressione, ipoglicemia, alterazioni degli elettroliti e, nei casi più gravi, rischio per la vita. Per questo, la terapia va spesso ridotta gradualmente secondo uno schema stabilito dal medico.
Il cortisone influenza l’umore – VERO

I corticosteroidi agiscono anche sul cervello e possono modificare il funzionamento di alcuni neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore e del sonno. Alcune persone riferiscono una sensazione di maggiore energia e benessere, soprattutto all’inizio della terapia; altre sviluppano irritabilità, nervosismo, ansia o sbalzi d’umore. A dosi elevate possono comparire anche sintomi più importanti, come depressione, confusione o, raramente, episodi psicotici. Gli effetti tendono a essere più frequenti e intensi con l’aumentare del dosaggio.
Cortisone, falsi miti: chi lo assume non si può esporre al sole – VERO-FALSO
Non esiste un divieto assoluto. Alcuni corticosteroidi, rendendo la pelle più sottile e fragile, possono aumentare la sensibilità della pelle ai raggi ultravioletti e favorire scottature o comparsa di macchie cutanee. Per questo è consigliabile utilizzare protezioni adeguate ed evitare esposizioni eccessive, soprattutto nelle ore centrali della giornata e nel caso di trattamenti di lunga durata.
Interferisce con la qualità del sonno – VERO
L’insonnia è uno degli effetti collaterali più comuni, soprattutto all’inizio della terapia o con dosi elevate. Molti pazienti riferiscono difficoltà ad addormentarsi, sonno frammentato o risvegli precoci. Per ridurre questo problema, quando possibile il farmaco viene assunto al mattino, in modo da imitare il naturale ritmo del cortisolo.
Può bloccare la crescita nei bambini – VERO
L’uso prolungato di corticosteroidi orali durante l’infanzia può rallentare la crescita staturale interferendo con il metabolismo osseo e con alcuni ormoni coinvolti nello sviluppo. Per questo nei bambini si cerca sempre di utilizzare la dose minima efficace e di monitorare attentamente la crescita nel tempo.
Aumenta la pressione – VERO

I corticosteroidi possono aumentare la pressione arteriosa con diversi meccanismi: da un lato rendono i vasi sanguigni più sensibili alle sostanze che li fanno restringere e riducono la produzione di ossido nitrico, che normalmente li mantiene dilatati; dall’altro, alcuni di questi farmaci favoriscono anche la ritenzione di sodio e acqua, aumentando il volume di sangue circolante. Il risultato è un aumento della pressione arteriosa, soprattutto in caso di terapie prolungate o a dosi elevate. Nelle persone già ipertese i corticosteroidi possono rendere più difficile il controllo dei valori pressori e richiedere un aggiustamento della terapia antipertensiva. Il rischio cresce con dosi elevate e trattamenti di lunga durata.
Chi prende cortisone deve assumere sempre un gastroprotettore – FALSO
Non tutti i pazienti che assumono cortisone hanno bisogno automaticamente di un gastroprotettore. La necessità dipende dalla dose, dalla durata della terapia e, soprattutto, dalla presenza di altri fattori di rischio per ulcera o sanguinamento gastrico. Il pericolo aumenta, per esempio, se il cortisone viene associato a farmaci antinfiammatori come ibuprofene o diclofenac, oppure in persone anziane o con una storia di ulcera gastrica. I corticosteroidi da soli hanno un effetto irritante sullo stomaco meno marcato di quanto comunemente si pensi, ma nelle terapie farmacologiche a dosi non fisiologiche il medico può comunque prescrivere un inibitore di pompa protonica (come omeprazolo o pantoprazolo) per evitare che si manifestino complicanze gastrointestinali.
Al contrario, nelle terapie sostitutive utilizzate per rimpiazzare il cortisolo che l’organismo non riesce a produrre, il gastroprotettore generalmente non è necessario: la prescrizione deve quindi essere personalizzata e non rappresenta una regola valida per tutti i pazienti.



