A partire dal 21 settembre entreranno in vigore le nuove tariffe nazionali per il rimborso delle prestazioni sanitarie erogate dalle strutture accreditate per conto del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La misura, approvata dalla Conferenza Stato-Regioni, rappresenta un passaggio fondamentale per il sistema sanitario e sostituisce il precedente provvedimento del 25 novembre 2024, che era stato annullato dal TAR del Lazio a seguito dei ricorsi presentati dalle strutture private.
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Nuove tariffe del servizio sanitario nazionale

L’aggiornamento economico interessa complessivamente:
- 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, tra cui visite mediche ed esami diagnostici;
- 222 codici (su un totale di 1063) del nomenclatore dell’assistenza protesica su misura, con particolare attenzione agli ausili per le persone con disabilità.
Nello specifico, le prime visite specialistiche vedranno riconosciuta una tariffa media nazionale fissata a 26 euro. L’aumento medio complessivo si attesta intorno al 5,8% e coinvolge branche cruciali come:
- l’ecocolordoppler,
- la diagnostica vascolare,
- la medicina nucleare,
- l’endoscopia e l’elettromiografia,
- oltre a dispositivi medici come ortesi spinali, protesi per arti e ausili ottici.
A regime, la revisione tariffaria comporterà un investimento aggiuntivo di 210,7 milioni di euro all’anno, che si sommano ai circa 550 milioni già previsti in precedenza. I fondi sono garantiti dagli stanziamenti della manovra di bilancio, che ha destinato 100 milioni per l’anno in corso e 183 milioni per il 2027. Non mancano tuttavia le polemiche: la Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata) ha contestato la misura definendo gli importi non sostenibili per il settore.
Nuovi fondi per le apparecchiature e le Case di Comunità
Nel corso della stessa seduta della Conferenza Stato-Regioni è stato dato il via libera al decreto che sblocca 235 milioni di euro per l’acquisto di apparecchiature diagnostiche destinate a oltre 1.200 nuove Case di Comunità.
- Strumentazione di prossimità: le risorse derivano da uno stanziamento del 2022 originariamente pensato per i medici e i pediatri di famiglia (per dotarli di Ecg, spirometri e strumenti di prima diagnostica). Potranno ora essere impiegate fino al 50% per le nuove strutture territoriali finanziate dal PNRR.
- Aree interne e periferie: le Regioni avranno 90 giorni di tempo per presentare i piani dei fabbisogni. In questo modo dovranno garantire una quota prioritaria di strumenti diagnostici anche agli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri situati in zone disagiate, piccole isole o periferie urbane, per favorire l’equità di accesso alle cure.
Fabbisogno formativo: 20.842 medici e quasi 25.000 infermieri
Sul fronte delle risorse umane, è stato sancito l’accordo per il fabbisogno formativo del personale medico 2026/2027. È uno strumento essenziale per consentire al Ministero dell’Università e della Ricerca di programmare i corsi di laurea.
Il piano individua le necessità numeriche per il SSN, puntando in particolare su:
- 20.842 medici chirurghi;
- 25.479 infermieri;
- Ulteriori figure tra cui 1.599 odontoiatri, 1.733 veterinari, 1.500 farmacisti, 2.673 biologi, 469 chimici e 287 fisici.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inoltre ribadito che in vista della prossima legge di bilancio la priorità assoluta del Governo sarà incrementare il personale sanitario e valorizzare economicamente chi opera quotidianamente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.




