La maternità non è sempre sinonimo di felicità. Stanchezza, senso di colpa, fragilità emotiva e depressione post partum possono trasformare i primi mesi dopo il parto in un periodo molto complicato. Giorgia Venturini, che su Canale 5 conduce il programma X-Style e lavora come speaker per Radio Monte Carlo, racconta la sua esperienza, dal ricovero della figlia Sole alla rinascita, spiegando perché ha deciso di parlarne pubblicamente.
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La nascita di Sole e i primi mesi difficili
«Il mio monologo andato in onda il 10 febbraio 2023 su Italia 1 per Le Iene ha rappresentato un momento di snodo: ho ammesso davanti a tutti che fare la mamma non equivale a essere un’eroina che tutto sopporta, comprende e capisce, ma significa anche vivere momenti, giorni e settimane densi di incertezze, angosce, paure e grande fragilità», racconta la 42enne.
«La mia esperienza di mamma è iniziata con l’arrivo ad agosto 2022 di Sole: desiderata e voluta, è entrata nella mia vita dopo il grande dolore per la perdita di mia madre. Lei, però, come dice il suo nome, è il Sole dopo le immancabili tempeste della vita. Appena l’ho portata a casa, a causa dell’ittero con il quale è nata, faceva fatica a dormire e dopo poche settimane si è evidenziata anche una marcata difficoltà a crescere. Nei suoi primi mesi di vita è entrata e uscita continuamente dall’ospedale, tanto che alla fine del 2022 si ipotizzava fosse affetta da una malattia rara. Per fortuna non è stato così e la sua salute ha iniziato lentamente a stabilizzarsi», continua Venturini.

Giorgia Venturini: «Non riuscivo più ad accudire mia figlia»
«Di pari passo io, che fino a quel momento tutto sommato avevo retto sia sul piano psicologico che su quello fisico, ho iniziato a cedere. Non mi riconoscevo più, mi dava fastidio tutto e non riuscivo ad accudire come desideravo quella bambina per la quale avrei dato la vita. Anche il rapporto di coppia ne ha risentito negativamente, perché neppure mio marito riusciva a comprendere tanta stanchezza e frustrazione da parte mia», prosegue la conduttrice, che ad agosto diventerà mamma per la seconda volta.
«Come se non bastasse, a gennaio 2023 un fatto di cronaca mi ha scosso profondamente: un bambino nato da poche ore è morto schiacciato sotto il peso della mamma addormentatasi per la stanchezza del parto. Quella terribile tragedia ha fatto scattare in me, che mi sentivo tanto fragile e provata da quei mesi di maternità, la necessità di reagire in maniera concreta e di dare un chiaro segnale: la maternità non fa rima con eroicità».
La fondazione dell’associazione Sole
«Per questo, con la stretta collaborazione di una ragazza che mi ha sostenuto e aiutata sin dai primi giorni di vita di mia figlia, ho deciso di fondare l’associazione Sole, con l’obiettivo di prestare assistenza attraverso una serie di iniziative indirizzate alle famiglie in difficoltà prima e subito dopo il parto. L’avvio di questa attività da una parte mi ha profondamente gratificata, dall’altra il peso di così tante esperienze mi ha come svuotata. Ho iniziato a non voler più vedere e sentire nessuno, a trascurarmi e a lasciarmi andare», racconta Venturini.
La psicoterapia e la scelta di chiedere aiuto
«Stavo già seguendo un percorso di psicoterapia, ma proprio il mio terapeuta mi ha suggerito di rivolgermi a uno psichiatra perché ravvisava in me i sintomi della depressione. Dopo un paio di incontri, lo specialista mi ha prescritto una terapia farmacologica per il mio stato depressivo. Li ho acquistati subito e li ho messi in una posizione ben visibile nel bagno: ogni giorno mi chiedevo se assumerli o no».
« Io, che non ero mai dipesa da niente e da nessuno, avevo davvero bisogno di medicinali per ritrovare me stessa? Ogni giorno mi ponevo questa stessa domanda e ogni giorno la risposta era sempre la stessa: se oggi riuscirò a perdonarmi per non essere ovunque, se riuscirò a non sentirmi colpevole per non essere in grado di portare a termine perfettamente tutto quello che mi sono prefissata, se non mi sentirò un’incapace, forse mi sentirò meglio. E così, giorno dopo giorno, acquisendo la consapevolezza dei miei limiti e accettandoli senza sentirmi in colpa, ho ricominciato a riassaporare la gioia di vivere».
Giorgia Venturini: «Oggi aspetto il mio secondo figlio»
«Oggi sono qui con la mia dolcissima bambina: ad agosto compirà quattro anni, proprio quando arriverà il suo fratellino», conclude la donna.




