Benessere

Pesciolini d’argento in casa: ecco cosa fare

Non rappresentano un pericolo per la nostra salute, ma la loro presenza massiccia può causare dei problemi nelle abitazioni

Ti è mai capitato di notare un piccolo insetto argentato sfrecciare veloce lungo i muri di casa, magari in bagno o dietro una libreria? Probabilmente anche tu hai avuto a che fare con i pesciolini d’argento. Scopriamo cosa sono, perché compaiono e come tenerli lontani in modo efficace.

Cosa sono i pesciolini d’argento?

Il pesciolino d’argento, scientificamente noto come Lepisma saccharina, è un insetto di piccole dimensioni (circa 10-15 mm) privo di ali. Appartiene all’antichissimo ordine dei Tisanuri, una classe di insetti considerati veri e proprio “fossili viventi” per non essere quasi mai cambiati in milioni di anni di evoluzione. Ha un corpo affusolato, ricoperto di squame argentate, ed è dotato di due lunghe antenne. Si muove molto velocemente e, poiché non ama la luce, è attivo soprattutto di notte, mentre durante il giorno solitamente si rifugia in fessure e angoli nascosti delle abitazioni.

Perché si trovano in casa

un pesciolino d'argento si nasconde all'interno delle pagine di un libro
Perché si trovano in casa – www.ok-salute.it

La presenza dei pesciolini d’argento in casa è favorita da condizioni come l’umidità elevata. Infatti, prediligono gli ambienti bui e soprattutto umidi, motivo per cui si trovano spesso nei bagni, nelle cucine, nelle cantine e nei ripostigli. Possono insediarsi facilmente anche nelle crepe dei muri, nelle librerie, nei battiscopa o dietro i mobili. Inoltre, amano cibarsi di amidi e polisaccaridi.  

I pesciolini d’argento sono dannosi?

Anche se non mordono e non sono pericolosi per la nostra salute nel senso che non trasmettono patogeni né aggrediscono l’uomo, i pesciolini d’argento possono risultare dannosi per l’ambiente domestico.

Dal punto di vista medico, tuttavia, va segnalato che la perdita delle loro squame argentate e i loro residui biologici, mescolandosi alla comune polvere di casa, possono agire come forti allergeni scatenando riniti o episodi di asma nei soggetti predisposti.

Se ne trovi uno o due in casa non c’è motivo di allarmarsi, ma il problema sorge quando si sviluppa una vera e propria infestazione. Oltre a essere ospiti sgraditi nella dispensa, dove possono mangiare farine, cereali e altri residui alimentari, si nutrono anche della colla presente in oggetti domestici, delle rilegature dei libri, della carta e possono causare danni ai tessuti e alla biancheria.

Come allontanare i pesciolini d’argento

Per liberarsi dei pesciolini d’argento è fondamentale intervenire sull’ambiente e sulle condizioni che possono favorirne la proliferazione:

  • tieni sotto controllo l’umidità: arieggia bene i locali, usa deumidificatori e ripara eventuali perdite d’acqua.
  • pulizia e ordine: passa regolarmente l’aspirapolvere, evita l’accumulo di carta, polvere o residui di cibo e conserva gli alimenti in contenitori ermetici.
  • sigilla fessure e crepe: evita che trovino rifugi ideali per annidarsi.
  • prova rimedi naturali, come l’olio essenziale di cedro, che possono aiutare ad allontanarli;
  • predisponi trappole: facilmente realizzabili con vasetti o contenitori in cui inserire esche come pane, patate o altri alimenti ricchi di amido, in grado di attirarli. Un trucco efficace è rivestire l’esterno del vasetto di vetro con dello scotch di carta per dare grip alle zampe dell’insetto: una volta entrato per cibarsi dell’esca, non riuscirà più a risalire lungo le pareti interne di vetro liscio;
  • applica insetticidi specifici, da usare con cautela, soprattutto in ambienti frequentati da bambini o animali domestici;
  • infine, in caso di infestazione estesa, valuta se rivolgerti a una ditta specializzata per una disinfestazione.

Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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