Benessere

Vai in vacanza ma torni più stanco di prima? Il motivo potrebbe essere questo

Mail, WhatsApp, social e notifiche ci seguono ovunque, anche sotto l'ombrellone. Ma restare sempre connessi può impedire al cervello di riposare davvero e farci tornare dalle ferie ancora più stanchi, spiega lo psicoterapeuta Giuseppe Attorre

Prima un’occhiata veloce alle mail, poi un contenuto da postare sui social, ma anche una notifica da leggere del quotidiano cui si è abbonati e alla fine anche un messaggino a cui rispondere su WhatsApp. Quasi senza accorgersene, ci si ritrova con lo smartphone in mano decine di volte nell’arco della giornata, anche quando si è in spiaggia, in montagna o a bordo piscina.

Succede a più persone di quanto si pensi. Il problema non è tanto utilizzare il telefono quanto piuttosto non riuscire mai a interrompere il flusso continuo di stimoli. In questo modo il cervello rimane costantemente in allerta, senza mai staccare la spina, nemmeno in vacanza. Il rischio è tornare dalle ferie più stanchi di prima, senza aver recuperato davvero energie fisiche e mentali.

Perché il cervello continua a cercare il telefono anche in vacanza

Per molte persone lo smartphone rappresenta quasi un’estensione del proprio corpo, tanto da non essere più soltanto uno strumento di comunicazione ma un collegamento diretto con le relazioni, il lavoro, le notizie, gli impegni, l’agenda, il mondo esterno. Così, a un certo punto, diventa difficile farne a meno. Da una parte perché i confini tra vita privata e lavoro sono sempre più sfumati, dall’altra perché si è spesso vittime della cosiddetta FOMO (Fear of Missing Out), cioè la paura di perdersi qualcosa di importante o di essere esclusi.

«Il rischio principale è quello di non staccare mai, ma non dal cellulare: da tutto quello che viviamo giorno dopo giorno. Chi non riesce a interrompere questo filo si porta dietro un fardello pesantissimo che non gli permette di vivere liberamente il piacere dell’esperienza che sta facendo», commenta lo psicoterapeuta Giuseppe Attorre.

In pratica, il cervello continua a comportarsi come se fosse ancora immerso nella routine quotidiana. Le notifiche diventano un richiamo costante che impedisce di vivere pienamente il presente.

Che cos’è la “falsa pausa” e perché non ti fa riposare

Cambiare alloggio, aria e panorama non significa automaticamente “staccare la spina”. Molti, infatti, continuano a pensare al lavoro e alle proprie incombenze, controllando quasi compulsivamente mail, notifiche, messaggi. È quella che gli specialisti definiscono “falsa pausa”: il corpo è in ferie ma la testa è rimasta in ufficio.

I segnali che indicano che non stai staccando davvero la spina

Se si sente il bisogno di controllare continuamente il telefono, se si risponde immediatamente a ogni messaggio di lavoro o se si prova disagio quando non si ha il cellulare a portata di mano, probabilmente non si sta dando alla mente il tempo necessario per rallentare.

Secondo Attorre, uno dei rischi più grandi riguarda la qualità delle relazioni. «L’iperconnessione ci impedisce di godere della compagnia altrui, amici o familiari che siano, con il rischio di trascurare chi è venuto in vacanza con noi. Ciò potrebbe contribuire a incrinare il rapporto con queste persone».

Ma non solo. Con la testa piegata all’ingiù e gli occhi sempre puntati sullo schermo, si finisce per non apprezzare ciò che si ha intorno, cioè paesaggi, piccoli dettagli, profumi. «La nostra mente non è in grado di cogliere la bellezza di ciò che ci circonda in quei momenti. Anche se noi siamo fisicamente in una località, con la mente siamo da tutt’altra parte».

Il paradosso è che questa iperconnessione rischia di compromettere anche il ritorno al lavoro. «Non riposando mai, quando rientro non sono più fresco. Anzi, molto probabilmente torno ancora più stanco di quando sono partito».

Come fare un digital detox senza rinunciare allo smartphone

donna in spiaggia davanti a delle palme che scrive messaggio su smartphone
Come fare un digital detox senza rinunciare allo smartphone – www.ok-salute.it

La soluzione non è eliminare completamente lo smartphone. «Non si chiede di rinunciarvi in maniera assoluta ma di trovare semplicemente un equilibrio», chiarisce Attorre.

L’ideale, suggerisce l’esperto, sarebbe individuare un momento della giornata da dedicare a messaggi, notizie, contenuti social, evitando di interrompere continuamente le proprio attività. «Controllare le mail una sola volta al giorno, magari nel primo pomeriggio, può essere una soluzione molto sana».

Anche chi ci contatta finirà per comprendere e rispettare questi limiti. «Se rispondo immediatamente a qualsiasi ora, comunico che sono sempre disponibile, anche se sono in ferie. Se, invece, proteggo uno spazio della mia giornata, trasmetto anche agli altri il valore del tempo che sto dedicando a me stesso».

Infine, il consiglio è riempire le giornate di esperienze davvero coinvolgenti. «In vacanza dobbiamo andare incontro a stimoli positivi, inventarci momenti che ci facciano stare bene. Solo così sarà più facile sentire meno il bisogno di rifugiarsi continuamente nel telefono e staccare davvero la spina in vacanza».

Cinque consigli per staccare la spina in vacanza

Disattiva le notifiche non indispensabili

Lascia attive solo quelle realmente importanti e, se possibile, tieni il telefono in modalità silenziosa o vibrazione.

Scegli un solo momento della giornata per controllare le mail

Meglio nel primo pomeriggio, evitando di interrompere continuamente il tempo dedicato al relax.

Datti delle regole prima che lo facciano gli altri

Stabilire dei limiti nell’uso dello smartphone – prima che lo facciano gli altri, colleghi e capi in primis – significa proteggere il proprio benessere psicologico e tornare dalle ferie realmente riposati.

Vivi pienamente le esperienze

Goditi i momenti in compagnia di chi ha scelto di venire in vacanza con te, osservando i paesaggi, facendo il pieno di profumi e colori, passeggiando, leggendo, dormendo. Lascia che la mente si concentri sul presente.

Ricorda perché sei partito

Lo scopo della vacanza non è essere reperibili ovunque, ma recuperare energie e tornare alla quotidianità più riposati di prima.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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