Benessere

Concerti all’aperto: come proteggersi da caldo, disidratazione e zanzare

Dall'idratazione alla protezione solare, fino ai repellenti contro le zanzare: i consigli per vivere in sicurezza i grandi live dell'estate

Da Ultimo a Vasco Rossi, passando per Max Pezzali: i protagonisti dell’estate sono i grandi concerti all’aperto. Migliaia di persone si ritrovano negli stadi, nei parchi e nelle arene per assistere ai live dei propri artisti preferiti, spesso dopo ore (addirittura anche giorni) di attesa sotto il sole o nelle tende. Se da una parte questi eventi rappresentano un’occasione di svago, dall’altra espongono il corpo a condizioni particolari: temperature elevate, lunghe permanenze in piedi, folla, difficoltà a bere con regolarità e, nelle ore serali, anche alle punture di zanzara.

A rendere più complicata la situazione ci sono le misure di sicurezza adottate dagli organizzatori. Nella maggior parte degli eventi è consentito entrare con una bottiglietta d’acqua da 500 ml, ma il tappo viene rimosso ai controlli; inoltre gli spray aerosol, compresi molti repellenti per insetti, possono non essere ammessi. Prepararsi in anticipo diventa quindi fondamentale.

Perché ai concerti all’aperto ci si disidrata facilmente

Molti associano la disidratazione alle giornate molto calde, ma in realtà entrano in gioco diversi fattori. Il nostro organismo mantiene la temperatura corporea intorno ai 37 °C grazie soprattutto alla sudorazione: quando il sudore evapora dalla pelle disperde calore e contribuisce a raffreddare il corpo. Durante un concerto questo sistema lavora più del normale. Le ore trascorse in piedi, il calore irradiato dall’asfalto o dal prato, la vicinanza con migliaia di altre persone e il movimento continuo aumentano la produzione di calore corporeo.

Se le perdite di liquidi non vengono compensate, l’organismo entra progressivamente in uno stato di disidratazione. Anche una perdita di acqua pari al 2% del peso corporeo può compromettere le prestazioni fisiche e cognitive, causando stanchezza, riduzione della concentrazione, mal di testa e capogiri (fonte: American College of Sports Medicine).

Le regole pre-concerto

Una delle strategie più efficaci inizia diverse ore prima dell’evento. Bere regolarmente durante la giornata permette infatti di arrivare al concerto con una buona riserva di liquidi, evitando di dover recuperare tutta l’acqua persa una volta entrati. È consigliabile consumare acqua a piccoli sorsi durante tutta la giornata e fare un pasto leggero ma completo, ricco di frutta e verdura, alimenti che contribuiscono anche all’apporto di acqua e sali minerali.

Al contrario, è meglio limitare il consumo di alcolici prima dell’ingresso. L’alcol aumenta infatti la diuresi e può favorire la perdita di liquidi, oltre a ridurre la percezione dei primi segnali di disidratazione.

Bottigliette senza tappo: bere l’acqua prima di entrare non basta

Chi frequenta concerti lo sa bene: quasi sempre il tappo della bottiglia viene ritirato ai controlli di sicurezza. La misura serve a ridurre il rischio che le bottiglie possano essere lanciate tra il pubblico, ma rende inevitabilmente più difficile conservare l’acqua durante il concerto.

Molte persone finiscono così per bere tutta la bottiglietta nei primi minuti oppure, al contrario, evitano di acquistarne un’altra per non perdere il posto vicino al palco. Il consiglio degli esperti è semplice: bere poco e spesso, approfittando dei momenti di pausa o dei punti di ristoro, invece di assumere grandi quantità d’acqua in una sola volta.

Attenzione al colpo di calore

ragazzi con le mani alzate che partecipano a un concerto all'aperto
Attenzione al colpo di calore – www.ok-salute.it

La disidratazione rappresenta soltanto uno dei rischi. Se il calore accumulato supera la capacità dell’organismo di disperderlo, può svilupparsi il cosiddetto colpo di calore, una condizione potenzialmente grave. I primi sintomi comprendono forte debolezza, vertigini, nausea, confusione mentale, mal di testa intenso e, nei casi più severi, perdita di coscienza. Il rischio aumenta durante le lunghe attese ai cancelli, soprattutto se si rimane immobili sotto il sole senza possibilità di trovare ombra.

Consigli per evitarlo nei concerti all’aperto

Per questo motivo è consigliabile utilizzare un cappello fino all’ingresso, applicare una crema solare ad ampio spettro almeno 20-30 minuti prima dell’esposizione e cercare, quando possibile, zone ombreggiate durante le attese.

Le zanzare sono più attive al tramonto?

La risposta è sì, ma con alcune differenze tra le specie.

  • La zanzara comune (Culex pipiens) concentra la propria attività soprattutto dal tramonto fino alle prime ore della notte.
  • La zanzara tigre (Aedes albopictus) può pungere anche durante il giorno, ma presenta un picco di attività nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio.

Questo significa che molti concerti estivi iniziano proprio nella fascia oraria in cui questi insetti sono maggiormente attivi. In più, le aree verdi, i prati degli stadi, i parchi e le zone vicine all’acqua rappresentano ambienti particolarmente favorevoli alla presenza delle zanzare.

Perché alcune persone vengono punte più di altre?

Le zanzare non scelgono le loro vittime a caso. Sono attratte soprattutto:

  • dall’anidride carbonica che espiriamo;
  • dal calore corporeo;
  • da alcune sostanze presenti nel sudore, come acido lattico, ammoniaca e altri composti volatili prodotti naturalmente dalla pelle.

Uno studio pubblicato sulla rivista Cell ha inoltre mostrato che alcune persone producono quantità maggiori di specifici acidi carbossilici sulla superficie cutanea, rendendole particolarmente attraenti per le zanzare. In pratica, la predisposizione alle punture dipende in parte anche dalla propria composizione chimica naturale e non dal cosiddetto “sangue dolce”, un’espressione molto diffusa ma priva di basi scientifiche. Chi suda molto durante un concerto può quindi diventare un bersaglio ancora più interessante per questi insetti.

Se non posso portare lo spray, come posso proteggermi?

Molti regolamenti vietano l’ingresso di bombolette aerosol. Fortunatamente esistono diverse alternative che sono generalmente consentite perché non pressurizzate.

  • Le salviettine impregnate di repellente rappresentano una delle soluzioni più pratiche: occupano pochissimo spazio, non rischiano di perdere liquido nello zaino e permettono di riapplicare il prodotto in modo uniforme.
  • Anche i formati in stick, roll-on o crema sono spesso ammessi, soprattutto se di piccole dimensioni.

Ha senso applicare il repellente prima di entrare?

Assolutamente sì. L’importante è farlo poco prima dell’ingresso, seguendo le indicazioni riportate in etichetta e distribuendo il prodotto sulle aree di pelle esposte. La durata della protezione dipende dal principio attivo utilizzato e dalla sua concentrazione.

I repellenti contenenti DEET o icaridina (nota anche come picaridina) sono quelli per cui esistono le prove scientifiche più solide. In condizioni normali possono offrire una protezione che varia mediamente dalle quattro alle otto ore, anche se la durata effettiva dipende dalla concentrazione del principio attivo e dalle condizioni ambientali.

Anche l’abbigliamento può ridurre le punture

Molte persone pensano che basti indossare pantaloni lunghi per essere protette. In realtà le zanzare sono in grado di pungere attraverso alcuni tessuti molto sottili o aderenti alla pelle. L’apparato boccale della zanzara è formato da sottilissimi stiletti che riescono a raggiungere la cute se il tessuto è sufficientemente leggero o rimane a stretto contatto con il corpo.

Per questo gli esperti consigliano indumenti leggeri ma con trama fitta e, se possibile, non troppo aderenti. Anche scegliere colori chiari può rappresentare un piccolo vantaggio: alcune ricerche hanno osservato che le zanzare sono maggiormente attratte da tonalità molto scure come nero e blu intenso, probabilmente perché assorbono più calore e creano un maggiore contrasto visivo.

La toilette? Un problema sottovalutato

Molti spettatori finiscono per bere meno del necessario semplicemente perché temono di perdere il posto in fila o sotto il palco andando ai servizi igienici. Ridurre drasticamente l’assunzione di liquidi aumenta il rischio di disidratazione proprio quando il corpo ne avrebbe maggiore bisogno. La soluzione migliore consiste nell’organizzarsi prima dell’ingresso, utilizzare i servizi disponibili appena arrivati e, se si è con amici, accordarsi in modo da potersi alternare senza perdere completamente la posizione.

Concerti all’aperto: attenzione alle infezioni respiratorie

I grandi concerti all’aperto rappresentano ambienti ad alta densità di persone provenienti da città e Paesi diversi. Gli infettivologi ricordano che, in presenza di tosse, raffreddore, mal di gola o febbre, indossare una mascherina può ridurre il rischio di trasmettere virus respiratori agli altri spettatori. Si tratta di una misura di buon senso che continua ad avere valore anche oltre la pandemia di COVID-19, soprattutto nei contesti molto affollati.

Simona Cortopassi

Classe 1980, è una giornalista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Toscana d’origine, vive a Milano e collabora con testate nazionali cartacee e digitali, occupandosi principalmente di benessere.È fondatrice di The Good Nighter, un blog dedicato al mondo del sonno, nato con l’obiettivo di diffondere maggiore consapevolezza sui disturbi del sonno e sull’insonnia.
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