Come ogni estate, si torna a parlare (e cresce la paura) del ragno violino. Basta una lesione “sospetta” sulla pelle per farci subito pensare al peggio. Del resto questo aracnide marrone-giallastro, sulla cui parte anteriore del corpo è presente una macchia che ricorda proprio lo strumento musicale, compare nelle nostre case più di quanto si possa pensare: nelle ore di sole rimane rintanato dietro ai battiscopa e ai mobili, negli scatoloni ma anche in valigie, asciugamani, biancheria da letto; nelle ore notturne, invece, ama spostarsi e cambiare luogo.
Insomma, è possibile incappare in questo ragno ma il timore rischia di far trascurare un aspetto fondamentale: il suo morso ha caratteristiche diverse da quelle che molti immaginano. «Se il morso è stato immediatamente molto doloroso, infatti, è improbabile che si tratti di un ragno violino», spiega Franca Davanzo, direttore del Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda di Milano, in questa intervista.
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Il morso del ragno violino non si sente subito
Il morso del Loxosceles rufuscens, conosciuto appunto come ragno violino, è nella maggior parte dei casi indolore. Questa caratteristica contribuisce a ritardare la diagnosi perché la persona colpita si accorge di essere stata morsa solo in un secondo momento, cioè quando compare una piccola vescicola arrossata accompagnata da:
- bruciore;
- prurito;
- dolore crescente;
- formicolio.
Con il passare dei giorni questa lesione evolve progressivamente, allargandosi fino a trasformarsi in una tumefazione scura, eritematosa, dolorosa e dura.
Quando bisogna preoccuparsi davvero
Non tutti i morsi di ragno violino evolvono in forme gravi, ma alcune situazioni richiedono attenzione. Secondo la professoressa Davanzo, il rischio aumenta se la lesione, anziché migliorare, tende ad espandersi nei giorni successivi.
Oltre al veleno, infatti, il ragno può introdurre nei tessuti anche batteri anaerobi (che sopravvivono, cioè, senza ossigeno) che proliferano e provocano infezioni anche gravi, come la fascite necrotizzante. Si tratta di un’infezione degli strati profondi della pelle e dei tessuti sottocutanei che, se non trattata, può evolvere in necrosi e shock settico e portare al decesso. Per questo motivo è importante non aspettare che la situazione degeneri.
Morso del ragno violino: cosa non bisogna fare
Uno degli errori più frequenti è applicare creme o pomate da banco, magari contenenti cortisone o antistaminici, acquistate senza consiglio medico. «È meglio evitare trattamenti fai-da-te», sottolinea la specialista.
Se compare una lesione sospetta è consigliabile rivolgersi al medico di famiglia o andare al pronto soccorso. Il personale medico valuta diversi elementi:
- come si è sviluppata la lesione;
- se il dolore è comparso subito oppure dopo diverse ore;
- l’eventuale presenza di necrosi;
- l’evoluzione dell’arrossamento.
Se il ragno viene trovato, può essere raccolto con cautela in un contenitore trasparente e consegnato agli specialisti per l’identificazione.
Come ridurre il rischio di essere morsi
Per limitare il rischio di essere morsi da questo aracnide, gli esperti consigliano alcune precauzioni:
- scuotere vestiti, asciugamani, scarpe e borsoni rimasti fuori dall’armadio e inutilizzati per giorni;
- maneggiare scatoloni o mobili fermi in soffitta o in cantina indossando sempre dei guanti;
- non infilare le mani nude in angoli bui, fessure, ripiani senza prima aver controllato.
La maggior parte degli incontri con il ragno violino, comunque, non provoca conseguenze gravi. Sapere riconoscere i segnali che meritano una visita medica è il modo migliore per evitare inutili allarmismi ma anche sottovalutazioni.




