L’uso frequente (ma decisamente indispensabile) del pannolino può causare l’insorgenza di un’irritazione pruriginosa, con macchie e rossore, sul sederino del bambino. Mamme e papà, niente paura: si tratta di dermatite da pannolino, un piccolo “inconveniente” del tutto naturale dovuto all’estrema sensibilità della pelle del neonato nei primi mesi di vita.
Questa condizione, nota in ambito medico come dermatite da contatto irritativa dell’area del pannolino, colpisce la maggior parte dei neonati almeno una volta durante il primo anno, con un picco di incidenza tra i 9 e i 12 mesi, in corrispondenza dell’introduzione dei cibi solidi che modificano il pH delle deiezioni.
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Parola all’esperta
Come possono intervenire i genitori? Paola Marangione, responsabile di Neonatologia di Humanitas San Pio X di Milano, nel nostro video vi spiega quali sono le buone abitudini da seguire dal punto di vista igienico, quali prodotti usare per idratare la pelle e quali lasciar perdere, anche se molto diffusi sugli scaffali dei supermercati.
Dermatite da pannolino: le cause biochimiche dell’irritazione

Il fattore scatenante dell’infiammazione non è il pannolino in sé, ma il microambiente umido e occlusivo che si crea al suo interno. L’unione tra l’umidità della pipì e gli enzimi digestivi naturalmente presenti nelle feci (come l’ureasi) provoca la produzione di ammoniaca. Questa sostanza alza il pH cutaneo, che da acido e protettivo diventa alcalino, aggredendo la barriera idrolipidica della pelle.
Di conseguenza, lo sfregamento continuo del tessuto cutaneo contro il pannolino genera micro-lesioni e arrossamenti intensi. Nei casi più trascurati, questa alterazione della barriera facilita la proliferazione di funghi, portando a una sovra-infezione da Candida albicans, riconoscibile per la comparsa di piccoli puntini rossi isolati attorno all’area principale.
Cosa fare e cosa evitare: la scelta dei prodotti
La gestione della dermatite richiede gesti quotidiani mirati. Per la detersione, è fondamentale abbandonare l’uso sistematico delle salviette umidificate usa e getta, spesso ricche di alcol, profumi o conservanti aggressivi che peggiorano il bruciore; vanno limitate ai momenti fuori casa e scelte rigorosamente senza fragranze.
Il lavaggio ideale deve avvenire con acqua tiepida e un detergente oleoso o a base di tensioattivi delicati, asciugando poi la pelle tamponando delicatamente con un asciugamano di cotone, senza mai sfregare. Un altro pilastro della prevenzione è l’applicazione di creme barriera a base di ossido di zinco o pantenolo, che creano uno scudo protettivo contro l’umidità. Gli esperti suggeriscono infine la terapia del “senza pannolino”: lasciare il neonato libero di muoversi su una traversina assorbente all’aria aperta per alcuni minuti a ogni cambio accelera spontaneamente i processi di guarigione.




