Salute Mentale

Le quattro stagioni del cervello: ecco come cambiano le nostre connessioni

Un imponente studio rivela che il "cablaggio" cerebrale non declina gradualmente, ma affronta quattro brusche sterzate nel corso della vita

Dimenticate l’idea di un invecchiamento cerebrale come una lenta e inesorabile discesa. La nostra mente sembra muoversi piuttosto come un’auto che cambia improvvisamente direzione a incroci prestabiliti. Una massiccia analisi pubblicata su Nature Communications ha identificato quattro “punti di svolta” cruciali nello sviluppo e nella riorganizzazione delle connessioni neurali: si verificano, in media, all’età di 9, 32, 66 e 83 anni.

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Cambridge e di Pittsburgh, ha mappato la materia bianca (i “cavi” di comunicazione del cervello) di oltre 4.000 persone. Il risultato è una sorta di “tabella di crescita” del cervello, simile a quelle che i pediatri usano per l’altezza, ma focalizzata sull’efficienza delle nostre rotte mentali. Un altro studio aveva invece calcolato quando avviene l’invecchiamento anche di altri organi del corpo umano.

Le tappe del cablaggio umano

I ricercatori, guidati da Alexa Mousley e Richard A. I. Bethlehem, non hanno osservato un cambiamento fluido anno dopo anno, ma fasi distinte di riorganizzazione:

  • 9 anni (L’esplosione della complessità): è il momento in cui il cervello passa da una rete densa e grezza a un’architettura più raffinata. Coincide con lo sviluppo cognitivo accelerato e una maggiore vulnerabilità alle sfide di salute mentale adolescenziali.
  • 32 anni (La maturità strutturale): il cervello raggiunge un equilibrio ottimale tra comunicazione a lungo raggio e specializzazione locale. È l’età in cui le competenze si affinano e la struttura diventa “adulta”.
  • 66 anni (La riorganizzazione senior): inizia una fase in cui i modelli legati all’invecchiamento diventano visibili. Questo punto di svolta si allinea con l’aumento dei rischi vascolari (come l’ipertensione) che possono influenzare la salute cerebrale.
  • 83 anni (La specializzazione locale): l’ultima grande sterzata, dove la rete tende a frammentarsi in connessioni più locali, sebbene i dati su questa fascia d’età siano ancora oggetto di studio per la minore numerosità del campione.

Quando invecchia il cervello: la matematica dietro la mente

Per individuare queste “curve” nel percorso della vita, gli scienziati hanno utilizzato la teoria dei grafi, una branca della matematica che analizza le reti (come le rotte aeree o i social network). Hanno misurato quanto velocemente le informazioni viaggiano da un punto all’altro del cervello e quanto la rete sia divisa in “quartieri” isolati.

Grazie a un algoritmo chiamato UMAP, sono riusciti a condensare migliaia di misurazioni MRI in una mappa semplificata, dove i quattro punti di svolta sono emersi con estrema chiarezza statistica.

Perché queste date contano?

Sapere che il cervello affronta una riorganizzazione a 9 o 66 anni non è solo una curiosità accademica. Queste finestre temporali potrebbero spiegare perché certi disturbi dello sviluppo o malattie neurodegenerative compaiono in momenti specifici della vita.

Tuttavia, gli esperti invitano alla cautela: queste sono medie di gruppo. Il cervello di ogni individuo ha il proprio ritmo. Come sottolineato dagli autori, il prossimo passo sarà collegare questi spostamenti strutturali ai risultati della vita quotidiana, integrando le scoperte con le linee guida globali sulla prevenzione della demenza.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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