Stoccafisso e baccalà: scopri i loro benefici

Pancia piatta e muscoli forti con queste due specie di merluzzo nordico

Stoccafisso e baccalà:
simili ma diversi

Stoccafisso e baccalà sono prodotti alimentari ben distinti, nonostante derivino entrambi da due precise specie – e, per legge, solamente da queste due – di merluzzo nordico: il gadus morhua, che ogni anno si sposta per deporre le uova dal Mare di Barents alle isole Lofoten e all’arcipelago delle Vesterålen, in Norvegia; e il gadus macrocephalus, tipico dell’area compresa tra Mar Giallo, Stretto di Bering, isole Aleutine e costa occidentale degli Stati Uniti.

Che differenza c’è

A differenziare baccalà e stoccafisso è principalmente il processo di lavorazione, in quanto il primo è merluzzo nordico eviscerato, lavato, salato e stagionato, mentre il secondo si ottiene tramite il solo essiccamento del pesce, che, ripulito delle parti non commestibili, resta sulle rastrelliere all’aria aperta per almeno tre mesi.

Hanno pochi grassi

«Adatti a tutti per l’elevata digeribilità e masticabilità, il merluzzo fresco, il baccalà e lo stoccafisso sono caratterizzati da un basso contenuto di grassi, tra 0,8 e 1,5 grammi in un etto», spiega la nutrizionista Elena Orban, già responsabile del settore qualità alimentare ittici dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

Tante proteine contrastano
la sarcopenia

Stoccafisso e baccalà hanno un buon contenuto di proteine «ad alto valore biologico, cioè con una composizione che comprende tutti gli amminoacidi essenziali che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare» sottolinea Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy. La ricchezza proteica rende tali alimenti particolarmente adatti a chi pratica sport e in generale alle persone dai 40 anni in su, nelle quali inizia a manifestarsi la sarcopenia, cioè la perdita di massa muscolare.

Aiutano a perdere peso

Baccalà e stoccafisso sono, al pari del merluzzo fresco, un’efficace arma contro l’obesità. Una ricerca della Landspitali University Hospital & Faculty of Food Science and Nutrition e dell’University of Iceland (Islanda) ha individuato, sempre nella particolare composizione proteica di tale pesce, il fattore determinante nell’aiutare chi lo consuma a perdere peso, senza contare che le stesse proteine risultano particolarmente sazianti e quindi calmano l’appetito.

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