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Ictus a 40 anni? Parla l’esperto: ecco come salvarti la vita

Mentre i casi tra i giovani aumentano del 20%, il Prof. Danilo Toni rivela la verità sul legame tra obesità, junk food e rischio cerebrovascolare

L’ictus non è più “una cosa da vecchi”. I dati sono allarmanti: mentre la prevenzione sembra funzionare per gli over 70, l’incidenza nelle fasce più giovani sta letteralmente esplodendo. Ma cosa sta succedendo davvero nelle nostre arterie?

Abbiamo intervistato il Professor Danilo Toni, uno dei massimi esperti italiani di malattie cerebrovascolari, direttore Unità Trattamento Neurovascolare Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv, che lancia un monito: «siamo vittime di una “associazione a delinquere” di fattori di rischio che inizia già a tavola, da bambini».

Obesità tra i principali fattori di rischio dell’ictus

Professore, lei parla di “associazione a delinquere” quando si riferisce all’ictus. Chi sono i colpevoli?

«L’obesità non è solo una malattia a sé stante che scatena uno stato infiammatorio cronico, ma colpisce vasi sanguigni e organi, favorisce la resistenza all’insulina e il diabete, e si lega all’ipertensione. Insieme, questi fattori collaborano per distruggere il sistema vascolare. L’obesità è il “capobanda” di questa associazione».

Ma perché non riusciamo a invertire la rotta nonostante le campagne di informazione?

«Perché l’educazione alimentare è complessa e si scontra con la realtà economica. I cibi ipercalorici e le bevande zuccherate costano meno della frutta fresca. Se al bar una brioche costa un euro e una macedonia ne costa cinque, la scelta delle fasce meno abbienti o meno istruite ricadrà sempre sul junk food. È un problema sociale, non solo medico».

Molti pensano: “sono un po’ robusto, ma non sono obeso”. Qual è il limite?

«Dobbiamo smetterla di guardarci allo specchio ma dobbiamo iniziare a calcolare il BMI (Body Mass Index), l’indice di massa corporeo. Si ottiene dividendo il peso per il quadrato dell’altezza. È questo il parametro scientifico che ci dice se siamo in pericolo o meno. Non servono moltissimi chili in più per entrare nella zona rossa».

La maggior parte dei casi potrebbe essere evitata

È vero che 9 ictus su 10 si potrebbero evitare?

«Teoricamente sì. Se gestissimo perfettamente i fattori modificabili – pressione, colesterolo, fumo, alcol e sedentarietà – potremmo abbattere l’incidenza del 90%. È un’astrazione, ma ci dice quanto potere abbiamo nelle nostre mani».

I dati mostrano un aumento del 20% dei casi tra i giovani sotto i 55 anni. Perché?

«È un dato reale e preoccupante, come conferma uno studio pubblicato su The Lancet. Oltre all’abuso di sostanze stupefacenti e alcol, pesano i “fattori classici” che trascuriamo da giovani. L’obesità oggi è un’epidemia che inizia nell’infanzia. In Italia, quasi il 20% dei bambini è in sovrappeso e 1 su 10 è obeso. Questi bambini sono spesso figli di genitori obesi e condividono abitudini alimentari malsane».

Quale attività fisica come prevenzione?

Parliamo di prevenzione pratica: basta una camminata?

«Assolutamente sì. Non serve chiudersi in palestra. Bastano 45 minuti al giorno di camminata a passo sostenuto per fare una prevenzione efficace. Il movimento quotidiano è il miglior farmaco gratuito che abbiamo».

Cosa succede se, nonostante tutto, l’ictus colpisce? In Italia ci sono abbastanza stroke unit?

«L’ictus è una malattia tempo-sensibile. Ogni minuto perso sono neuroni che muoiono. In Italia abbiamo circa 220 centri (Stroke Unit), ne servirebbero 300. Il gap tra Nord e Sud si sta riducendo – penso alla Campania che ha fatto grandi passi avanti – ma c’è ancora molto lavoro da fare».

Qual è il bilancio finale per chi sopravvive?

«Ogni anno abbiamo 120.000 nuovi casi. La mortalità a un anno è del 30%. Tra chi sopravvive, il 40% recupera bene, ma il restante 30-40% deve fare i conti con disabilità permanenti, da moderate a gravi».

La Call to Action del Prof. Toni: 3 regole d’oro

Quali sono le tre regole della prevenzione dell’ictus?

«Numero uno, aderenza alla terapia: se il medico ti dà la pastiglia per la pressione, prendila sempre. Numero due, dieta mediterranea: meno zuccheri, meno alcol, meno grassi saturi, più alimenti freschi. Numero tre, movimento: 45 minuti di camminata veloce ogni singolo giorno. Ricorda: le regole che salvano il tuo cervello sono le stesse che ti proteggono da cancro, diabete, malattie cardiovascolari e Alzheimer».

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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