Chiara Schettino, 24 anni, è guarita da un linfoma non-Hodgkin. Ha fondato la startup Rosso (donarosso.it) per
sensibilizzare sulla donazione di sangue. Ha raccontato la sua storia a OK Salute.
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Linfoma non-Hodgkin a 18 anni: «Ero sempre stata una ragazza in salute»
«Non appena sarò guarita, farò di tutto per sensibilizzare sulla donazione di sangue», pensavo nell’estate del 2020, all’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Avevo 18 anni e mi capitava di aspettare per ore una trasfusione che mi salvasse la vita. Pochi mesi prima avevo ricevuto la diagnosi di linfoma non-Hodgkin. I sintomi si erano
manifestati mentre frequentavo il quarto anno del liceo classico: a mettermi in allarme erano stati i linfonodi sul collo e sul torace. Proprio in quei mesi aveva iniziato a diffondersi la pandemia Covid-19 e nel periodo del lockdown è stato complicato prenotare visite mediche ed esami».
«Sono sempre stata una ragazza in salute, molto attiva, praticavo nuoto, equitazione e arti marziali, ma nel giro di pochi mesi avevo iniziato a dimagrire e sentirmi debole. Nessuno dei miei parenti aveva mai avuto questo tipo di malattia ed ero abbastanza spaventata. Per affrontare le cure mi sono trasferita a Roma con la famiglia, che è stata il mio punto di forza; ho avuto la fortuna di avere accanto non solo i genitori, ma anche zii e cugini. Il loro affetto e il tempo che mi hanno dedicato sono stati molto importanti per aiutarmi a reagire. Guardando indietro penso di aver affrontato la malattia con molta determinazione e una forza che non credevo di avere in me».
«Aspettavo anche 15 ore per due sacche di sangue»
«Mi tenevo impegnata con lo studio focalizzando la mia concentrazione su obiettivi scolastici e i progetti che
volevo realizzare una volta guarita. Ma ricordo bene i momenti di sconforto: per poter ottenere una trasfusione di due sacche, corrispondenti alla dose necessaria per il mio peso, mi capitava di dover aspettare anche 15 ore, un’attesa estenuante a livello fisico, ma anche psicologico. Ho una passione per l’innovazione nel mondo sanitario, tanto che proprio in quei mesi ho avviato, con un team internazionale, una start-up per far fronte
all’emergenza sanitaria del Coronavirus, realizzando una soluzione per pre-diagnosticare il Covid, classificando i flussi sonori della voce delle persone».
Dopo il linfoma, la promessa: «Avrei fatto di tutto per sensibilizzare sulla donazione»
«E nei mesi successivi, una volta guarita dal linfoma non-Hodgkin, ho iniziato a promuovere un’attività che sensibilizzasse sulla donazione di sangue. Ho chiamato la start-up Rosso (Chiara Schettino ce ne ha parlato in maniera approfondita in un’altra intervista, ndr) e lo scopo principale è quello di azzerare in dieci anni l’emergenza di sangue in Italia. Mi sono ripromessa di impegnarmi in questo settore per creare informazione e supportare il ricambio generazionale dei donatori. Oggi, infatti, l’età media è tendenzialmente over 45, il che contribuisce ad aggravare la situazione. Le attività della start-up si stanno focalizzando anche nella costruzione della più grande anagrafe europea di donatori di sangue under 45, una rete di solidarietà che vuole essere una soluzione concreta all’emergenza di sangue».
Rosso, la startup per combattere la carenza di sangue in Italia
«L’impegno di Rosso è quotidiano. Con gli altri che ho coinvolto nella start-up affianchiamo passo dopo passo i donatori, li seguiamo nella prenotazione, diamo loro la possibilità di annullare l’appuntamento in qualsiasi momento, ma anche di avere un confronto diretto con un medico e rimanere aggiornati sulle future donazioni. Diverse aziende, anche multinazionali, mi stanno aiutando».
«La mia sfida è portare sempre più giovani a fare questo passo. A oggi siamo riusciti a convincere anche diverse persone con la fobia degli aghi e confido nella possibilità di motivare ancora molti altri a intraprendere questo prezioso gesto che rappresenta un aiuto vitale per il prossimo. Per questo ci tengo a ricordare che in Italia si può donare tra i 18 e 60 anni, gli uomini possono donare fino a quattro volte l’anno e le donne in età fertile due volte. E la donazione può essere prenotata direttamente online. Donare sangue è un gesto semplice, che richiede poco tempo, appena dieci minuti: 600 secondi che possono salvare una vita».
Chiara Schettino




