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Cura dell’emicrania, aggiornate le raccomandazioni ufficiali: tutte le novità su farmaci e profilassi

L’American Academy of Neurology e l’American Headache Society aggiornano le raccomandazioni dopo 12 anni: riflettori puntati sulle terapie biologiche, la prevenzione sottoutilizzata e le novità in gravidanza

Un cambio di passo fondamentale nella gestione e nella cura dell’emicrania. L’American Academy of Neurology (AAN) e la American Headache Society hanno pubblicato le nuove linee guida ufficiali per la prevenzione farmacologica dell’emicrania negli adulti (sia episodica che cronica), sostituendo la precedente versione risalente al lontano 2012.

Negli ultimi dodici anni la ricerca scientifica ha compiuto passi da gigante, e la principale novità del documento risiede nell’integrazione formale dei farmaci diretti contro il CGRP (il peptide correlato al gene della calcitonina), una classe di terapie biologiche progettate in modo specifico per disarmare i meccanismi molecolari alla base del dolore emicranico.

L’obiettivo primario degli esperti è chiarire il panorama terapeutico e facilitare la scelta del trattamento attraverso un approccio fortemente personalizzato e condiviso tra medico e paziente.

Un’emergenza sommersa: la profilassi è ancora poco usata, ma arrivano nuovi farmaci per l’emicrania

una donna si porta le mani sulle tempie per alleviare il mal di testa
Un’emergenza sommersa: la profilassi è ancora poco usata – www.ok-salute.it

Nonostante l’impatto invalidante della patologia, la terapia preventiva resta un’arma drammaticamente sottoutilizzata. Ridurre i giorni di mal di testa non solo restituisce qualità di vita, ma previene la progressione della malattia da forma episodica a forma cronica.

Le nuove raccomandazioni stabiliscono che la terapia di profilassi debba essere offerta a tutti i pazienti che presentano:

  • almeno 4 giorni di emicrania al mese;
  • almeno 4 giorni di mal di testa di intensità da moderata a severa al mese;
  • una disabilità significativa o un forte impatto sulle attività quotidiane legato agli attacchi.

Come evidenziato dalla dottoressa Rebecca Burch, neurologa presso la Larner College of Medicine dell’Università del Vermont e co-autrice del documento, le linee guida intendono ampliare la platea dei beneficiari: la platea delle persone elegibili per la prevenzione è oggi molto più vasta di quella che attualmente riceve un trattamento adeguato.

Come scegliere la cura giusta: nuovi farmaci per l’emicrania

Poiché nessuna singola molecola ha dimostrato una superiorità assoluta rispetto alle altre in termini di efficacia globale, la scelta del farmaco deve nascere da una decisione collaborativa basata sulla storia clinica del paziente, sulle patologie concomitanti e sulle sue preferenze personali (ad esempio tra terapia orale e iniettabile).

Le raccomandazioni si articolano in base alle priorità del paziente:

  • Massima efficacia: Per l’emicrania episodica sono raccomandati l’orale atogepant, gli anticorpi monoclonali anti-CGRP (eptinezumab, erenumab, fremanezumab, galcanezumab) e i farmaci tradizionali come propranololo, topiramato e valproato. Per l’emicrania cronica, la lista include la tossina onabotulinica A al posto del propranololo.
  • Massima tollerabilità: Per chi teme particolarmente gli effetti collaterali, la scelta principale ricade su atogepant, sugli anticorpi monoclonali CGRP o sulla tossina botulinica (per la forma cronica).
  • Profilo di sicurezza a lungo termine: Nei pazienti che preferiscono molecole con decenni di storia clinica alle spalle, rimangono validi presidi storici come il propranololo e il topiramato.

I medici dovranno inoltre valutare le comorbilità per trattare due condizioni con un solo farmaco: ad esempio, l’amitriptilina è indicata per chi soffre contemporaneamente di emicrania e fibromialgia, mentre il topiramato è suggerito nei pazienti con indice di massa corporea (BMI) elevato.

I tempi di prova: quanto attendere prima di valutare i risultati?

Un altro punto chiave riguarda la durata minima del trattamento prima di considerarlo inefficace. Interrompere una profilassi troppo presto è uno degli errori più comuni nella pratica clinica.

Per la maggior parte dei farmaci orali e per gli anticorpi monoclonali, è necessario attendere da 8 a 12 settimane alla dose raccomandata e tollerata prima di valutare la risposta clinica. Per la tossina onabotulinica A, il periodo di prova suggerito è più lungo e richiede fino a 24 settimane. Se la risposta rimane parziale o insoddisfacente dopo questo arco di tempo, il medico dovrà discutere il passaggio a un’alternativa terapeutica.

Focus gravidanza: cosa cambia e quali sono i rischi

Il capitolo dedicato alla gestione del mal di testa nelle donne in età fertile, in gravidanza o che pianificano una gestazione rappresenta uno dei punti di maggiore discussione tra i neurologi.

In fase di pianificazione o durante la gravidanza, la prima linea deve essere rappresentata da approcci non farmacologici: interventi comportamentali, agopuntura, esercizio fisico e gestione dei fattori scatenanti (trigger).

Qualora sia indispensabile un supporto farmacologico:

  1. Pianificazione e prevenzione dei rischi: I farmaci con nota teratogenicità (come il topiramato e il divalproex sodico) devono essere evitati nelle donne in età fertile senza un adeguato piano contraccettivo.
  2. Prima scelta in gravidanza: La nifedipina (un calcio-antagonista utilizzato per l’ipertensione) è considerata un’opzione di prima linea raccomandata anche dall’American College of Obstetricians and Gynecologists.
  3. Seconde scelte: In caso di inefficacia, possono essere valutati metoprololo o propranololo, soppesando attentamente i benefici materni con i potenziali rischi fetali. Per l’emicrania cronica si può considerare la tossina onabotulinica A, pur in presenza di dati limitati sugli esiti gestazionali.

Cefalea da abuso di farmaci

Infine, le nuove raccomandazioni affrontano la complessa gestione della cefalea da abuso di farmaci (MOH, medication-overuse headache), una condizione paradosso in cui l’uso eccessivo di analgesici per bloccare gli attacchi acuti finisce per cronicizzare il mal di testa.

Il documento suggerisce di avviare tempestivamente una terapia di prevenzione specifica anche in presenza di sovrautilizzo di sintomatici, privilegiando farmaci che hanno dimostrato efficacia in questa particolare popolazione di pazienti, come gli anticorpi monoclonali CGRP, atogepant, la tossina onabotulinica A e il topiramato.

L’auspicio degli autori è che questo aggiornamento renda il panorama terapeutico – sempre più ricco ma articolato – più semplice da navigare per medici di medicina generale e specialisti, restituendo speranza e cure efficaci ai milioni di persone che convivono quotidianamente con l’emicrania.

FONTE: American Academy of Neurology

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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