Benessere

Quando un ristorante diventa un luogo di inclusione: la storia del Bistrot Le Rais

In questa dimora storica, in Val di Fiemme, la ristorazione rappresenta un'opportunità di inserimento lavorativo per persone con disabilità o fragilità

Rendere un territorio accessibile significa permettere a tutti non soltanto di frequentarlo, ma anche di partecipare attivamente alla vita della comunità. In Val di Fiemme, questo obiettivo si traduce in iniziative che promuovono l’accessibilità allo sport, alla montagna e al tempo libero, fino a percorsi di formazione e inclusione lavorativa. Ne è un esempio il Bistrot Le Rais a Villa Flora, dove l’attività di ristorazione si accompagna a un progetto dal forte valore sociale.

Bistrot Le Rais: a Villa Flora, un luogo di comunità

Bistrot Le Rais a Villa Flora
Bistrot Le Rais: a Villa Flora, un luogo di comunità – www.ok-salute (Crediti: Mattia Rizzi)

La Cooperativa Sociale Le Rais, che gestisce anche due strutture ricettive, ha individuato nell’accoglienza un’opportunità per realizzare i propri obiettivi sociali, valorizzando al tempo stesso la vocazione turistica della zona. «Gestiamo anche due convitti per studenti, uno dei quali in Val di Fassa. Quando si è presentata la possibilità di prendere in gestione una casa per ferie da cinquanta posti letto, abbiamo potuto sperimentare l’inserimento lavorativo di ragazzi con disabilità o fragilità», racconta Alessandro Ceol, uno dei soci fondatori della Cooperativa.

Da quell’esperienza è emersa la volontà di rafforzare il legame con la comunità locale. È nato così il ristorante Le Rais, aperto inizialmente a Cavalese, che oggi ha sede a Villa Flora, elegante dimora di fine Ottocento a Ziano di Fiemme. La villa ospita il bistrot, una mostra al secondo piano e una sala polifunzionale all’ultimo, messa a disposizione della comunità a tariffe agevolate per attività ed eventi. L’intento è mettere in relazione questi spazi per creare un luogo di incontro, oltre che un contesto capace di favorire nuove occasioni di lavoro.

«Se il lavoro manca, diventa difficile imparare a lavorare». Per questo, la qualità gastronomica resta un pilastro del progetto: «Vogliamo che le persone vengano innanzitutto perché si mangia bene».

Il lavoro come occasione di crescita e autonomia

Attualmente, il Bistrot Le Rais vede coinvolti quindici ragazzi con fragilità o disabilità, affiancati da educatori professionisti. «Dietro c’è un grande lavoro di progettazione, svolto insieme alla comunità delle nostre due valli, ai servizi sociali e agli educatori di riferimento. Attraverso riunioni periodiche, questi professionisti costruiscono un progetto individualizzato per ogni ragazzo, con obiettivi specifici basati sulle potenzialità di ciascuno».

Confrontarsi ogni giorno con i clienti, i colleghi, le responsabilità e i ritmi del servizio diventa per loro un’occasione per sviluppare autonomia e competenze, valorizzando le proprie capacità e assumendo un ruolo attivo nella comunità. «Cerchiamo di accompagnarli soltanto fino al punto in cui è necessario il nostro intervento, lasciando poi che agiscano autonomamente», spiega Alessandro. Tecnicamente, questo approccio si chiama scaffolding.

Bistrot Le Rais: tra sfide e nuove opportunità

L’inserimento lavorativo richiede di conciliare esigenze e fragilità differenti con i tempi della ristorazione. «Possono esserci momenti di difficoltà che vanno gestiti insieme, mantenendo però la consapevolezza che ci sono clienti seduti ai tavoli e il servizio deve andare avanti. È una grande sfida che affrontiamo soprattutto grazie a un’équipe di professionisti di altissimo livello».

Ma è proprio nella quotidianità del servizio che questa esperienza rivela il suo valore, arricchendo anche chi entra in contatto con questa realtà. «Si instaurano relazioni con i clienti, che spesso ne escono affascinati e con un’idea diversa di ciò che una persona con disabilità può fare per gli altri e per contribuire a un’attività lavorativa».

Il coperto sociale

Inoltre, il Bistrot Le Rais coinvolge i propri ospiti nella scelta dei progetti da sostenere, destinando a questo scopo una parte del coperto. Dei 2,50 euro previsti, 1 euro viene destinato a uno dei tre progetti proposti, individuati rispettivamente dalla cooperativa, dai soci e dalla comunità. Al tavolo, ogni ospite trova una fiche del valore del coperto sociale e può esprimere la propria preferenza depositandola nell’apposito box vicino all’ingresso.

Bistrot Le Rais: dalla scelta dei prodotti al sostegno del territorio

Bistrot Le Rais a Villa Flora in Val di Fiemme
Bistrot Le Rais: dalla scelta dei prodotti al sostegno del territorio – www.ok-salute.it (Crediti: Mattia Rizzi)

La scelta degli ingredienti riflette la volontà del ristorante di valorizzare le produzioni locali: «Cerchiamo di utilizzare ingredienti il più possibile a chilometro zero, di non avere bevande di multinazionali, privilegiare i piccoli produttori e sostenere altre realtà del terzo settore con l’acquisto dei loro prodotti».

«Naturalmente, questo significa che dobbiamo coordinarci con molti fornitori e non sempre gli ingredienti sono disponibili, perché si tratta spesso di produzioni artigianali. Queste decisioni richiedono un impegno concreto per portare avanti la nostra mission ed è quello che poi contribuisce a creare una rete con il territorio», conclude Alessandro Ceol.

Aurora Pianigiani

Collabora con OK Salute e Benessere e si occupa di comunicazione in ambito medico-scientifico e ambientale. Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, si è formata nel settore dei media digitali e del giornalismo. Ha conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e della Salute presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e contestualmente ha scritto articoli per testate giornalistiche che svolgono attività di fact-checking.
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