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L’obesità è una malattia di genere? Gli uomini sono più a rischio

Un'analisi della Federico II di Napoli su decine di studi sull'argomento ha confermato che gli ormoni sessuali giocano un ruolo importante nella scelta dei cibi che mangiamo ogni giorno

Uomini e obesità. Questo connubio è già confermato dai dati. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità gli uomini in sovrappeso raggiungono il 44%, contro il 27,3% delle donne. Anche l’obesità conclamata è più maschile: gli uomini sono al 10,8%, mentre le donne si fermano al 9. Comprenderne meglio i fattori di rischio può essere molto importante, soprattutto in un Paese come il nostro che è tra i peggiori in Europa. Il dato che più preoccupa è quello relativo all’obesità infantile. Al Sud raggiunge il 30%, in Campania supera il 40.

Uomini e obesità: esperti ne hanno parlato al Congresso della SIE

Ora una revisione di 43 studi svolti su questo argomento negli ultimi dieci anni ha confermato che alcune scelte alimentari dipendono in gran parte dalle conseguenze degli ormoni sessuali. Gli esperti hanno presentato il lavoro nell’ultimo Congresso Nazionale dedicato all’Endocrinologia di Genere, promosso e organizzato dalla Società Italiana di Endocrinologia (SIE). I ricercatori hanno puntato i fari sulla nutrizione di genere, scoprendo come ci sia una “obesità di genere”, che vede gli uomini più a rischio.

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Uomini e obesità: prediligono cibi grassi e mangiano poca frutta e verdura

I ricercatori dell’Università Federico II di Napoli hanno scoperto che i gusti in fatto di cibo dipendono molto spesso non solo dall’età ma anche dal sesso di appartenenza. Tendenzialmente le donne preferiscono mangiare carboidrati, ma anche molta più frutta e verdura. Gli uomini si concedono più volentieri cibi ricchi di grassi, anche saturi, e alimenti che contengono molto sale. Già un altro studio aveva dimostrato come non si possa fare una dieta che possa andare bene sia agli uomini, sia alle donne.

Il ruolo di estrogeni e testosterone

Gli ormoni femminili per antonomasia, gli estrogeni, hanno un impatto significativo sui nuclei ipotalamici. Si tratta della zona del cervello che controlla il senso di fame e di sazietà. Stimolano in pratica l’appetito, spingendo le donne a cercare maggiormente i carboidrati. Il testosterone, che è il corrispettivo maschile degli estrogeni, agiscono principalmente sulla dopamina. Si tratta di un neurotrasmettitore che genera una sensazione di forza e aggressività. Questa situazione porta gli uomini a cercare cibi ricchi di grassi.

Tenere conto di queste differenze nella scelta della terapia

Questa importante meta analisi deve far riflettere i professionisti dell’alimentazione e i medici sul diverso uso dei farmaci anti obesità.  Secondo Annamaria Colai, presidente della SIE e professore di Endocrinologia alla Federico II di Napoli «ci sono forti segnali che questi farmaci non abbiano lo stesso effetto su uomini e donne».

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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