Il caldo può uccidere? L’ondata di temperature estreme che sta colpendo l’Italia sta diventando un’emergenza sanitaria e lavorativa, tanto che alcune regioni, come la Lombardia, hanno firmato ordinanze che vietano lo svolgimento di attività lavorative con esposizione prolungata al sole tra le 12.30 e le 16.00.
Il caldo, specie quando combinato a sforzi fisici e umidità, può essere fatale. Ma perché accade? E quali sono i sintomi da non ignorare?
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Perché il caldo può uccidere?

Quando la temperatura corporea supera i 40°C, il nostro organismo non riesce più a raffreddarsi tramite la sudorazione. È il cosiddetto colpo di calore (o “heat stroke”), una condizione medica grave che può portare alla morte in pochi minuti se non trattata.
I meccanismi pericolosi del caldo estremo
Ecco cosa succede al nostro corpo quando la temperatura supera i 37 gradi, quindi i valori del corpo umano:
- Disidratazione: la perdita massiccia di liquidi altera la pressione sanguigna e può causare svenimenti e danni renali.
- Stress termico: il cuore è costretto a lavorare di più per mantenere la temperatura corporea costante.
- Malfunzionamento degli organi: quando la temperatura corporea resta troppo alta, si possono danneggiare cervello, reni, cuore e fegato.
- Shock termico: nei soggetti più fragili può verificarsi un collasso cardiocircolatorio improvviso.
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Sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS): il calore estremo può danneggiare le pareti cellulari e l’endotelio vascolare, innescando una reazione infiammatoria generalizzata simile a quella della sepsi.
Il caldo può uccidere: sintomi del colpo di calore da riconoscere subito
Quali sono i sintomi che devono spingerci immediatamente a chiamare soccorsi:
- mal di testa forte;
- nausea, vomito;
- confusione mentale o comportamenti insoliti;
- pelle calda, secca e arrossata (spesso con totale assenza di sudore);
- tachicardia e respirazione accelerata;
- svenimenti.
In presenza di questi sintomi, chiamare immediatamente il 112 e cercare di raffreddare la persona all’ombra, con acqua fresca impacchi di ghiaccio su collo, inguine e ascelle e ventilazione.
Lombardia: vietati i lavori all’aperto dopo le 12.30
La risposta non si è fatta attendere. La Regione Lombardia ha firmato un’ordinanza temporanea che impone il blocco di tutti i lavori all’aperto dalle ore 12.30 alle 16, nei giorni in cui è attivo il bollino rosso per le ondate di calore. Una misura che mira a tutelare i lavoratori più esposti, come operai edili, addetti alla manutenzione stradale, agricoltori.
Questa misura nel 2026 è ormai integrata con la piattaforma “Worklimate“, l’algoritmo di monitoraggio epidemiologico che incrocia la temperatura reale con i tassi di umidità e l’esposizione solare per bloccare automaticamente i cantieri a rischio. Anche altre regioni, tra cui Emilia-Romagna, Lazio e Puglia, stanno valutando interventi simili o hanno già reso strutturali i decreti di stop d’emergenza.
Chi è più a rischio: non solo anziani
Il caldo può colpire chiunque, ma alcuni gruppi sono più vulnerabili:
- anziani e bambini piccoli;
- lavoratori all’aperto (edilizia, logistica, agricoltura);
- persone con malattie croniche (diabete, ipertensione, insufficienza renale);
- chi assume farmaci diuretici o antipertensivi o psicofarmaci;
- chi pratica attività fisica intensa nelle ore più calde.
Consigli per proteggersi dal caldo estremo
Ecco i consigli degli esperti:
- Evitare sforzi fisici dalle 11 alle 17
- Bere molta acqua, e integrare sali minerali (sodio, potassio e magnesio) anche se non si ha sete
- Vestirsi leggeri, con abiti chiari e traspiranti
- Rinfrescare gli ambienti con ventilatori, tende, aria condizionata
- Mai lasciare persone o animali in auto al sole
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Bagnarsi spesso le tempie, i polsi e il collo per aiutare la termoregolazione.
Emergenza caldo: servono piani di prevenzione strutturali
Le ondate di calore estreme, come quelle di questi giorni, non sono più eventi eccezionali, ma sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Per questo motivo, i sindacati e le associazioni di categoria chiedono piani di prevenzione permanenti, che includano:
- flessibilità negli orari di lavoro (con turni mattutini anticipati o serali);
- estensione e facilitazione dell’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIGO) ordinaria per temperature superiori ai 35°C percepiti;
- sorveglianza sanitaria nei cantieri;
- obbligo di acqua e zone d’ombra allestite nei luoghi di lavoro;
- interventi infrastrutturali nelle città per abbassare le temperature (alberi, zone verdi, tetti bianchi).




