Un annoso dibattito della scienza riguarda le differenze di comportamento e preferenza tra maschi e femmine: si tratta di fattori innati legati alla natura (“nature”) o del risultato dell’educazione e delle aspettative sociali (“nurture”)? Una nuova ricerca dell’Università di Cambridge offre una risposta chiara, dimostrando che alcune differenze nell’attenzione visiva sono riscontrabili già a pochissime ore dalla nascita.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Biology of Sex Differences e condotto su 130 neonati reclutati presso il Rosie Hospital di Cambridge, ha analizzato le reazioni dei piccoli collocandoli di fronte a due video affiancati: uno raffigurante uno stimolo sociale (un volto umano con movimenti naturali) e l’altro uno stimolo non sociale (un pendolo di Newton con sferette metalliche in movimento).
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Cervello e genere: i risultati della ricerca

Dallo studio è emerso che, in linea generale, i neonati di entrambi i sessi preferiscono osservare lo stimolo umano. Tuttavia, analizzando i dati nel dettaglio con tecniche di tracciamento oculare, i ricercatori hanno individuato chiare differenze medie:
- Le neonate trascorrono in media una percentuale di tempo maggiore a fissare il volto umano rispetto ai maschi, mostrando una maggiore voglia di socialità.
- I neonati maschi dedicano una quota maggiore di tempo all’osservazione dell’oggetto meccanico rispetto alle femmine, mostrando una maggiore praticità.
Per garantire l’imparzialità dei risultati, l’analisi dei movimenti oculari è stata condotta “in cieco”, ossia senza che i ricercatori conoscessero il sesso del neonato né la tipologia di video che il piccolo stava osservando.
Natura ed educazione: non una scelta binaria
Dal momento che tali differenze emergono a poche ore dal parto, prima che l’esperienza postnatale e i condizionamenti culturali possano influire sullo sviluppo, gli scienziati ritengono che i fattori biologici prenatali – come i livelli ormonali e la genetica – svolgano un ruolo primario.
Il Prof. Sir Simon Baron-Cohen, direttore dell’Autism Research Centre dell’Università di Cambridge e supervisore dello studio, ha commentato: «Questo studio affronta l’annosa questione se la natura svolga un ruolo nel modellare le differenze di genere nella mente e nel cervello umano. Osservare queste differenze a poche ore dalla nascita suggerisce che i fattori prenatali – ormoni sessuali e/o geni – interagiscono successivamente con l’esperienza postnatale. In altre parole, si tratta di nature e nurture, non di nature o nurture.»
Sovrapposizioni individuali e sviluppi futuri
L’autrice principale della ricerca, la dottoranda Yumnah Khan, ha evidenziato come recenti analisi abbiano già mostrato la presenza di differenze medie nella struttura cerebrale fin dalla nascita. Questo nuovo lavoro dimostra che tali divergenze si riflettono precocemente anche nell’attenzione e nel comportamento.
Tuttavia, il team di ricerca raccomanda cautela nell’interpretazione dei dati. I risultati riflettono medie di popolazione e non determinano in modo rigido il futuro di ogni singolo individuo. Come spiegato dal Dr. Alex Tsompanidis e dalla Prof.ssa Carrie Allison:
- Esiste un’ampia variabilità e una forte sovrapposizione tra i due sessi.
- I fattori biologici di partenza non determinano in modo rigido come i bambini apprenderanno e si svilupperanno nel corso della vita, poiché l’ambiente sociale continua a interagire con la biologia.
I ricercatori hanno già avviato uno studio longitudinale per seguire i bambini nel tempo e verificare se queste prime inclinazioni visive possano offrire spunti utili per comprendere meglio la neurodiversità e condizioni come l’autismo, diagnosticato con una frequenza doppia nei maschi rispetto alle femmine.
Studi di riferimento su cervello e genere
Studio principale su Biology of Sex Differences: Sex differences in social attention at birth (Khan et al., 2026)




