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«Sentivo un odore strano che non passava»: così Maria ha scoperto di avere un tumore al seno

Da una sudorazione insolita alla diagnosi di carcinoma al seno: la testimonianza che invita a non ignorare i segnali sfumati del nostro organismo

Ci sono segnali che il nostro corpo invia in modo quasi impercettibile, depistando anche i controlli più attenti. Per mesi, una strana e pungente nota olfattiva ha accompagnato le giornate di Maria Schenkel, trentenne di Greenville (Carolina del Sud). Una fragranza sgradevole, resistente a qualunque sapone e capace di ripresentarsi puntuale a pochi minuti da una doccia calda.

Tra la cura dei due figli e i ritmi serrati del lavoro, l’ipotesi più immediata era quella di uno sbalzo ormonale o di un periodo di forte stress. La realtà, emersa solo più tardi, nascondeva invece un’insidia ben più profonda: quel cambio d’odore era il primo, sottilissimo sintomo di una neoplasia mammaria.

Tumore o odore: sintomi sfumati e la scoperta accidentale

un disegno che mostra l'interno del seno
Tumore o odore: sintomi sfumati e la scoperta accidentale – www.ok-salute.it

A raccontare la sua storia è stata la stessa Maria sul proprio profilo Instagram, ripercorrendo una scia di campanelli d’allarme a cui inizialmente non era stato possibile dare un senso logico. Prima ancora che apparissero segni evidenti, la donna conviveva con un odore strano, sgradevole, che non passava neanche dopo un bagno caldo, l’uso del deodorante o del profumo. E poi, un’improvvisa spossatezza e un costante senso di pesantezza: «Mi svegliavo ogni mattina con la sensazione che un autobus mi avesse investito», ha ricordato. A questo si aggiungevano un fastidioso gonfiore addominale, un’insolita fragilità capillare con lividi sulle gambe e una pressione al petto che non sembrava passare.

La svolta è arrivata nell’agosto del 2024 per puro caso: durante un gioco in casa, la figlia di quattro anni le ha involontariamente urtato il seno sinistro, scatenando un dolore acuto. Toccando la parte dolente, Maria ha percepito per la prima volta un piccolo nodulo. La corsa dai medici e la serie di esami di approfondimento – ecografia, mammografia e la successiva biopsia – hanno spazzato via ogni dubbio, portando alla diagnosi di carcinoma duttale invasivo, la forma di tumore al seno più diffusa (rappresenta circa l’80% di tutti i casi diagnosticati).

Una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno per una donna che seguiva una dieta a base vegetale, praticava sport, non fumava, non consumava alcol e non aveva alcuna familiarità oncologica. A quasi due anni da quel giorno, Maria continua a condividere la sua testimonianza per lanciare un messaggio chiave: imparare a leggere anche i cambiamenti più bizzarri del proprio organismo e richiedere un parere medico senza lasciar correre.

Non solo seno: quando è il tumore a cambiare l’odore del corpo

La vicenda di Maria ha riacceso l’interesse della comunità scientifica su un fenomeno clinico affascinante: la capacità di alcune neoplasie di modificare il nostro “impronta olfattiva”. Il metabolismo umano produce costantemente composti organici volatili (VOC), molecole gassose rilasciate tramite il sudore, l’alito, le urine e le secrezioni cutanee. Quando le cellule tumorali alterano la chimica cellulare o causano micro-necrosi dei tessuti, la composizione di questi gas varia, modificando l’odore percepito all’esterno.

Oltre al carcinoma della mammella – in cui l’infiammazione o l’interessamento dei dotti può alterare la traspirazione e le secrezioni della zona ascellare – la letteratura medica individua diverse altre neoplasie in grado di cambiare l’odore corporeo:

  • Tumori della pelle (melanoma e carcinomi cutanei): nelle forme più estese o avanzate, il rapido decadimento dei tessuti superficiali e la possibile sovrainfezione batterica generano un odore acre e stagnante, molto difficile da mascherare.
  • Tumori del distretto testa-collo (cavo orale, laringe e faringe): si manifestano spesso con un’alitosi resistente e marcata. La proliferazione delle cellule tumorali ostacola la micro-circolazione locale e degrada i tessuti organici, liberando composti solforati dall’odore putrido.
  • Tumore del polmone: i processi metabolici delle cellule neoplastiche polmonari alterano i gas espirati. Proprio su questo principio si basano le ricerche per lo sviluppo dei “nasi elettronici” e l’impiego di cani molecolari addestrati per lo screening precoce attraverso il respiro.
  • Tumori ginecologici (collo dell’utero ed endometrio): soprattutto nelle fasi avanzate, possono causare perdite ematiche e vaginali anomale caratterizzate da un odore particolarmente penetrante e sgradevole, dovuto alla degradazione dei tessuti.
  • Tumori dell’apparato digerente (stomaco e colon-retto): la presenza di lesioni o sanguinamenti occulti lungo il tratto gastrointestinale altera la flora batterica e i processi digestivi, manifestandosi talvolta con eruttazioni o feci dall’odore insolitamente metallico o fetido.

Tumore e odore, niente panico: nella maggior parte dei casi si tratta di dermatiti

Un’improvvisa variazione dell’odore corporeo non deve gettare nel panico. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di sbalzi ormonali, variazioni nella dieta o semplici infezioni cutanee benigni. Se il fenomeno però persiste nel tempo e non trova spiegazione, rappresenta un valido motivo per consultare il proprio medico.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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