Salute

Diabete di tipo 2: perché c’è un boom di casi tra le giovani donne?

Un'analisi scientifica rivela che sotto i 40 anni la malattia cresce a ritmo doppio rispetto alla media. Anche in Italia l'allerta è alta: il "buco" nei controlli post-parto mette a rischio migliaia di neo-mamme

Un campanello d’allarme che non può più essere ignorato, e che ridefinisce la geografia di una delle patologie croniche più diffuse al mondo. Il diabete di tipo 2 sta crescendo a un ritmo due volte più rapido nelle donne giovani rispetto a quelle in età più avanzata.

A rivelarlo è un’allarmante analisi condotta nel Regno Unito dall’associazione Diabetes UK, secondo cui tra il 2017 e il 2024 le diagnosi di diabete di tipo 2 nelle donne sotto i 40 anni sono aumentate del 47%, contro il 22% registrato nella fascia d’età tra i 40 e i 79 anni.

Al centro di questa vera e propria impennata c’è un colpevole ben preciso: la gestione lacunosa del follow-up post-parto per le donne che hanno sofferto di diabete gestazionale.

Diabete nelle giovani donne: che cos’è il diabete gestazionale e perché non scompare davvero dopo il parto

Il diabete gestazionale è una condizione caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue che si sviluppa per la prima volta durante la gravidanza (colpendo tra il 10% e il 20% delle gestanti) e che, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente dopo la nascita del bambino.

Tuttavia, il superamento della fase acuta lascia strascichi importanti. I dati dell’audit nazionale parlano chiaro:

  • Il 11% delle donne che hanno avuto il diabete gestazionale sviluppa prediabete entro un solo anno dal parto.
  • Il 15% delle donne evolve verso un diabete di tipo 2 conclamato entro 10 anni.

«Ogni diagnosi cambia la vita, ma quando il diabete di tipo 2 si sviluppa in persone giovani è ancora più aggressivo», spiega Colette Marshall, Ceo di Diabetes UK. «La gravidanza non dovrebbe essere una strada verso la malattia cronica».

Il problema non è la mancanza di linee guida, ma la loro applicazione. Le neo-mamme dovrebbero sottoporsi a un test dell’emoglobina glicata tra le 6 e le 13 settimane dopo il parto, e successivamente una volta all’anno. Eppure, i dati dimostrano che solo il 57% di esse esegue regolarmente questi controlli. Le testimonianze sul campo confermano il vuoto informativo: donne lasciate senza indicazioni sui rischi futuri una volta dimesse dal reparto di maternità.

La realtà italiana: quante donne rischiano in Italia?

La situazione descritta oltremanica specchia da vicino la realtà italiana. Nel nostro Paese, il diabete gestazionale interessa circa il 10-12% delle gravidanze (oltre 40.000 donne ogni anno).

Anche in Italia, le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e delle società scientifiche come l’AMD (Associazione Medici Diabetologi) prevedono l’esecuzione di una curva da carico di glucosio ($OGTT$) a 6-12 settimane dal parto per riclassificare il metabolismo della donna, seguita da uno screening annuale.

Tuttavia, la medicina territoriale italiana soffre dello stesso “buco di monitoraggio”:

  • La frammentazione delle cure: una volta terminata la gravidanza, la donna esce dal canale di tutela intensiva del reparto di ginecologia ed entra nel SSN generico. Spesso, presa dai ritmi frenetici della cura del neonato, salta i controlli.
  • Mancanza di recall automatici: non tutte le Regioni dispongono di sistemi informatizzati in grado di “chiamare” attivamente la neo-mamma per lo screening della glicata a un anno dal parto.
  • Aggressività precoce: come ricordano i diabetologi italiani, il diabete di tipo 2 che insorge in età fertile o giovanile espone la donna a un numero maggiore di anni di malattia, aumentando esponenzialmente il rischio cardiovascolare e microvascolare precoce.

La prevenzione basata sugli stili di vita (dieta mediterranea e attività fisica moderata nel post-parto) può abbattere il rischio di transizione al diabete di tipo 2 di oltre il 50%, ma per farlo serve intercettare le pazienti in tempo.

Gli studi scientifici di riferimento sul diabete nelle giovani donne

Per approfondire i dati clinici ed epidemiologici citati, è possibile consultare le fonti ufficiali e i report sanitari:

Le linee guida e i dati epidemiologici in Italia: documenti ufficiali dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – Standard di cura del diabete mellito.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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