Soltanto la metà degli italiani dichiara di sentirsi realmente informata sul diabete, mentre appena una persona su dieci riesce a distinguere correttamente il diabete di tipo 1 dal diabete di tipo 2. A offrirci questa fotografia è l’indagine “La conoscenza degli italiani sul diabete di tipo 1”, condotta da SWG per Sanofi, che ha evidenziato come la comprensione reale della malattia sia ancora parziale e fortemente condizionata da stereotipi e falsi miti.
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Diabete di tipo 1 e tipo 2: gli italiani fanno ancora confusione
«Tra i dati più significativi emerge il peso dei falsi miti ancora radicati nell’opinione pubblica: per esempio, tre italiani su quattro associano il diabete di tipo 1 all’età pediatrica, alimentando l’idea del cosiddetto “diabete dei bambini”, nonostante oggi sia noto che la malattia possa insorgere a qualsiasi età» spiega Fabiano Marra, Presidente di Diabete Italia.
I falsi miti più diffusi sul diabete di tipo 1
«Allo stesso tempo, quasi la metà della popolazione continua a ritenere che il diabete di tipo 1 sia legato a una alimentazione scorretta, sovrappeso o stili di vita poco sani, confondendo così una patologia autoimmune complessa con altre forme di diabete».
Quali sono i sintomi del diabete di tipo 1
Un altro aspetto riguarda la conoscenze dei sintomi dei diabete di tipo 1 e per questo motivo spesso la diagnosi avviene quando la malattia è già in una fase avanzata. «I sintomi del diabete di tipo 1 – tra cui sete intensa, aumento della minzione (l’atto di urinare), perdita di peso e stanchezza marcata – compaiono generalmente quando la malattia è già in una fase avanzata, ovvero quando la produzione di insulina è ormai compromessa» conferma Salvatore De Cosmo, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD).
«Questo significa che la diagnosi avviene spesso in condizioni di emergenza, talvolta in presenza di complicanze acute come la chetoacidosi diabetica, una condizione potenzialmente pericolosa che può richiedere ospedalizzazione e che può avere esiti fatali».
Perché la diagnosi precoce è fondamentale
La possibilità di identificare la malattia nelle fasi iniziali, prima della comparsa dei sintomi, rappresenta quindi una delle principali sfide ma anche una delle più grandi opportunità per la comunità scientifica. Intercettare il diabete di tipo 1 in fase pre-sintomatica significa infatti poter ridurre il rischio di esordi improvvisi e complicanze acute.
Screening e prevenzione: le nuove sfide per il diabete di tipo 1
«Riconoscere la patologia prima della comparsa dei sintomi cambia profondamente la prospettiva delle persone che convivono con il diabete di tipo 1 e delle loro famiglie, perché significa poter affrontare il percorso con maggiore consapevolezza, preparazione e supporto» commenta Francesca Ulivi, Direttore Generale della Fondazione Italiana Diabete (FID). «Parlare di diagnosi precoce e screening non significa soltanto fare prevenzione clinica, ma anche ridurre l’impatto psicologico ed emotivo di un esordio improvviso e favorire una migliore qualità della vita nel lungo periodo».



