Caldo e farmaci non vanno d’accordo. L’Italia sta affrontando un’ondata di caldo anomalo per il mese di maggio, con temperature che hanno superato i 35 gradi in molte località. Di fronte a questa emergenza, le autorità sanitarie hanno innalzato l’allerta sanitaria al livello arancione.
Tuttavia, il pericolo maggiore non è legato solo ai classici colpi di calore. Un gruppo di esperti ha lanciato un appello urgente: chi assume determinati farmaci d’uso comune deve prestare la massima attenzione.
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I farmaci nel mirino: dai diabetici alle terapie psichiatriche
Le alte temperature non influenzano solo il nostro corpo, ma interagiscono pericolosamente con le terapie farmacologiche croniche. I rischi principali riguardano:
- Insulina e metformina: utilizzati per il trattamento del diabete, questi farmaci possono alterare la risposta dell’organismo al calore, aumentando esponenzialmente il rischio di disidratazione grave e rendendo più difficile per il paziente riconoscere i primi segnali di malessere.
- Antipsicotici (Olanzapina, Quetiapina): questi medicinali possono compromettere la capacità del cervello di regolare la temperatura corporea, impedendo la corretta sudorazione e facilitando il surriscaldamento.
- Stimolanti (terapie per l’ADHD): possono innalzare la temperatura basale del corpo, rendendo i soggetti più vulnerabili ai colpi di calore.
Il consiglio degli esperti: la disidratazione può causare vertigini, mal di testa, confusione e affaticamento. Per chi soffre di patologie cardiache o renali, questi sintomi possono trasformarsi rapidamente in emergenze mediche. Se si avverte un malessere, è fondamentale spostarsi in un luogo fresco, bere acqua a piccoli sorsi e consultare un medico.
Il pericolo nascosto: dove conservi i tuoi farmaci?
Oltre agli effetti biologici, il caldo estivo mina l’efficacia stessa dei prodotti sanitari. Come sottolineato da Alison Cave, Chief Safety Officer della MHRA, è comune dimenticare i farmaci in auto, nelle borse o sui davanzali soleggiati.
Se esposti a temperature superiori ai 25°C, principi attivi salvavita come l’insulina possono degradarsi rapidamente, perdendo la loro efficacia senza che il paziente se ne accorga.
Caldo e farmaci: ecco il meccanismo che altera l’effetto dei medicinali

Ma cosa succede esattamente all’organismo? Il caldo killer agisce su due fronti: la circolazione e la farmacocinetica (ovvero come il corpo assorbe ed elimina i farmaci). Quando le temperature salgono, il corpo avvia la vasodilatazione periferica per disperdere calore tramite il sudore. Questo processo attira il sangue verso la pelle, modificando la velocità con cui farmaci come l’insulina sottocutanea vengono assorbiti, con il rischio di picchi ipoglicemici imprevisti.
Inoltre, molti farmaci comunemente prescritti hanno un effetto intrinsecamente diuretico o ipotensivo. Se a questo si somma la naturale perdita di liquidi dovuta all’afa, il volume del sangue diminuisce: il risultato è una concentrazione pericolosamente più elevata del farmaco nel flusso sanguigno e un sovraccarico tossico per i reni, già messi a dura prova dalla disidratazione.




