Salute

Sintomi del tumore al seno: attenzione al seno a buccia d’arancia

L'importanza di individuare tempestivamente i campanelli d'allarme e come le nuove terapie stanno cambiando l'evoluzione delle forme metastatiche

La capacità di ascoltare il proprio corpo e di riconoscerne le variazioni minime rappresenta il primo passo per la diagnosi precoce del tumore al seno. Nell’immaginario comune, il segnale di allarme per eccellenza è rappresentato dal riscontro al tatto di un nodulo duro. Sebbene questo rimanga l’elemento più rilevante, secondo la Dott.ssa Carmen Criscitiello, responsabile oncologia dell’Humanitas San Pio X e oncologia mammaria dell’Istituto Clinico Humanitas, vi sono segni visibili che le donne tendono a ignorare: «La presenza di un linfonodo, la retrazione del capezzolo o la cute a buccia d’arancia sul seno sono segnali che richiedono sempre un approfondimento medico».

Sintomi del tumore al seno: riconoscere la cute a buccia d’arancia

una donna a seno scoperto con il simbolo della lotta al tumore al seno
Sintomi del tumore al seno: riconoscere la cute a buccia d’arancia – www.o

L’aspetto a “buccia d’arancia”, in particolare, si manifesta quando la pelle appare edematosa, spessa e con i pori pronunciati. Questo cambiamento del tessuto cutaneo della mammella non va mai confuso con un semplice inestetismo ed è un chiaro campanello da sottoporre immediatamente a visita senologica. Intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali consente di raggiungere tassi di guarigione e di sopravvivenza estremamente elevati con trattamenti sempre meno invasivi.

Il nuovo traguardo della cronicizzazione

Parallelamente ai grandi progressi della diagnosi precoce, l’oncologia moderna ha compiuto passi da gigante nell’approccio alle fasi più avanzate della patologia. Se un tempo la diagnosi di tumore al seno metastatico lasciava pochissime opzioni, oggi lo scenario è mutato grazie a farmaci biologici intelligenti, immunoterapia e anticorpi coniugati. «Nelle fasi metastatiche, l’obiettivo clinico realistico è diventato la cronicizzazione della malattia», spiega la Dott.ssa Criscitiello.

Convivere con la malattia in fase avanzata

Cronicizzare una neoplasia significa poter contare su sequenze terapeutiche efficaci che permettono di bloccare l’avanzamento delle metastasi per mesi, anni o decenni, garantendo un’ottima qualità della vita. Esattamente come accade per altre malattie croniche, le pazienti continuano i propri trattamenti in modo costante, mantenendo sotto controllo il tumore e vivendo una quotidianità piena e attiva. Questo cambio di paradigma offre nuove prospettive concrete anche nei casi più complessi.

Sintomi del tumore al seno: studi scientifici di riferimento

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
Pulsante per tornare all'inizio