Si sta parlando molto di melanoma, vista anche la stagione, ma occorre rispondere a una domanda cruciale: sappiamo davvero cosa guardare sulla nostra pelle?
Per fare chiarezza abbiamo intervistato il Professor Santo Raffaele Mercuri, Primario dell’Unità di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Sebbene oggi il 60-70% dei melanomi venga scoperto in fase favorevole, il vero rischio è ignorare quelle lesioni che non somigliano ai “classici” nei neri e irregolari.
In questo articolo
La trappola del colore: perché il rosa e il rosso devono preoccupare
Siamo abituati a pensare al melanoma come a una macchia scura, quasi antropomorfa nella sua irregolarità. Ma la realtà clinica è diversa. «Questo è un punto cruciale. Non tutti i melanomi hanno l’aspetto classico», spiega il Professor Mercuri. «Esistono forme, come i melanomi amelanotici, che possono essere rosa o rossi. Possono apparire come piccoli rilievi simmetrici, consistenti al tatto e di rapida crescita».
L’errore più comune? Pensare che una macchia chiara sia solo un’irritazione passeggera. Un ritardo nella diagnosi, in questi casi, può essere pericolosissimo. Anche il fattore dimensione è relativo: sebbene la regola medica parli di un diametro superiore ai 6 millimetri, il Prof. Mercuri avverte che esistono lesioni aggressive molto più piccole.
Sfatare i falsi miti: la regola del “Brutto anatroccolo”

La prevenzione si basa spesso sulla famosa regola ABCDE (Asimmetria, Bordi, Colore, Diametro, Evoluzione), ma per il paziente comune esiste un metodo ancora più intuitivo: la regola della F (il “brutto anatroccolo”).
- L’aspetto insolito: i nei di una persona tendono a somigliarsi tutti. Quello che “stona”, che appare diverso dagli altri, merita un controllo immediato.
- I nuovi inquilini: un altro errore frequente è monitorare solo i vecchi nei. Il melanoma compare molto spesso ex novo su una pelle apparentemente sana.
- I sintomi ingannevoli: prurito e sanguinamento sono segnali d’allarme, ma la loro assenza non è sinonimo di sicurezza. Nelle fasi iniziali, i melanomi sono quasi sempre totalmente asintomatici.
Errori nel controllo dei nei: cosa fare se noti una macchia sospetta
La parola d’ordine è tempestività. Non bisogna aspettare per vedere se la macchia scompare da sola, né cercare rassicurazioni sul web.
- Visita specialistica: è necessaria una valutazione clinica tramite videodermatoscopia (la mappatura dei nei).
- Esame istologico: se il dermatologo riscontra un sospetto, le linee guida prevedono l’asportazione chirurgica della lesione per l’analisi al microscopio, l’unica in grado di fornire una certezza assoluta.
- Il “Punto Zero”: tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero effettuare una mappatura completa. Sarà poi lo specialista a stabilire i controlli successivi in base al fototipo e alla familiarità.
Intercettare il melanoma in fase iniziale garantisce una guarigione del 100%: un’opportunità terapeutica che non possiamo permetterci di sprecare.
Linee guida e risorse utili per evitare gli errori nel controllo dei nei
Per approfondire i protocolli medici ufficiali e le opzioni di trattamento attuali, è possibile consultare i seguenti documenti scientifici:
- Le raccomandazioni ufficiali per lo screening e il trattamento precoce sono disponibili nelle Linee Guida AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) sul Melanoma.
- Per una panoramica completa sulle strategie terapeutiche e chirurgiche di ultima generazione, consultare il report del National Cancer Institute (NCI) – Melanoma Treatment.
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Santo Raffaele Mercuri
È primario dell’Unità di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ed è professore a contratto nel Corso di laurea magistrale di Odontoiatria e protesi dentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Messina, dove consegue anche la specializzazione in Dermatologia e Venereologia, con Lode. Nel corso della sua carriera svolge attività didattica per l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nell’ambito dei corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, di Igiene dentale e di Odontoiatria e Protesi dentale. Sempre per lo stesso istituto universitario è docente nelle scuole di specializzazione di Pediatria e di Malattie infettive e Tropicali. Tra il 2013 e il 2015, tiene lezioni nel corso di perfezionamento di Dermatologia pediatrica all’Università degli Studi di Parma e nei corsi di laurea e master universitari di II livello nell’Università degli Studi di Tor Vergata a Roma. Partecipa a diverse attività scientifiche di gruppi di ricerca composti da specialisti provenienti da diversi atenei, come quelle relative al trattamento innovativo della vitiligine, all'utilizzo di nuove metodiche laser ablative e non ablative nel trattamento di patologie cutanee e allo studio dell'eziopatogenesi della psoriasi nelle sue varianti cliniche. È poi Principal investigator e Responsabile scientifico di sperimentazioni cliniche e studi osservazionali multicentrici. Autore e co-autore di oltre 60 articoli pubblicati in riviste nazionali e internazionali e di numerosi capitoli di libri, dal 2011 ricopre la carica di Esperto del Consiglio Superiore di Sanità su tematiche inerenti la dermatologia; è poi Responsabile e Membro del Consiglio Direttivo della Sezione Regionale Lombardia per l'Associazione Dermatologi della Magna Grecia, oltre che Membro del Comitato Scientifico della Società di Medicina Estetica di Milano.




