Salute

Malattie rare del rene, la campagna CL3AR arriva a Roma: nel 44% dei casi la diagnosi corretta richiede oltre un anno

Mercoledì 14 ottobre 2026 l'iniziativa fa tappa nella capitale per rompere il silenzio su patologie insidiose come C3G e IC-MPGN primaria. L'intervista a Fabrizio Spoleti (Progetto DDD ETS).

Ottenere una diagnosi tempestiva di fronte a una malattia renale rara si trasforma ancora oggi in una vera e propria corsa contro il tempo. Secondo i dati diffusi in occasione della campagna nazionale itinerante “CL3AR – Obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”, ben il 44% delle persone colpite da una patologia renale rara deve attendere più di un anno prima di ricevere una diagnosi corretta.

Un ritardo drammatico che espone i pazienti al rischio concreto di un’evoluzione silenziosa verso l’insufficienza renale cronica avanzata. Quando ad essere colpiti sono bambini o adolescenti, l’impatto stravolge non soltanto la loro salute, ma la vita sociale, emotiva ed economica dell’intero nucleo familiare.

CL3AR arriva a Roma

immagine di Roma con la cupola di San Pietro
Cl3ar arriva a Roma  – www.ok.salute.it

Dopo il successo delle tappe svolte a Milano, Bari, Palermo, Torino e Bologna, la campagna fa tappa a Roma mercoledì 14 ottobre 2026. Il progetto – promosso da Sobi Italia con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP – vuole offrire ai cittadini l’opportunità di comprendere la funzione di questi organi vitali, accendendo i riflettori su patologie complesse quali la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria.

L’impatto sulle famiglie della malattie del rene rare: l’intervista a Fabrizio Spoleti

A tracciare il quadro di cosa significhi convivere con una malattia renale rara è Fabrizio Spoleti, presidente dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS. Come sottolinea Spoleti, l’impatto di patologie come la C3G o la IC-MPGN primaria è devastante sul piano pratico ed emotivo. L’esordio avviene spesso in età pediatrica e la diagnosi cala sulle famiglie come una spada di Damocle, catapultando i genitori da una vita normale all’angoscia di accertamenti invasivi, come le biopsie renali.

Per i più giovani il peso psicologico si traduce nel sentirsi diversi, dovendo affrontare assenze scolastiche frequenti, alterazioni fisiche come la lipodistrofia parziale e rigide limitazioni nella vita sociale, dall’alimentazione all’impossibilità di consumare alcolici in età adulta.

Genitori costretti a pesanti rinunce anche nella vita professionale

A questo si aggiunge un forte carico economico e logistico. La presenza di pochi centri di nefrologia pediatrica in tutta Italia costringe moltissime famiglie a faticose trasferte regionali per accedere a terapie e dialisi, con pesanti ricadute sul lavoro e sulla vita di coppia, fino ai disincentivi alla gravidanza per le giovani donne malate.

In questo contesto, il presidente di Progetto DDD ETS spiega come l’associazione – nata nel 2010 per finanziare la ricerca – svolga un ruolo cruciale di supporto psicologico e pratico. L’ente agisce come un vero facilitatore, offrendo alle famiglie un confronto con chi ha già affrontato lo stesso percorso e indirizzandole verso i centri d’eccellenza dove eseguire esami specialistici non disponibili ovunque.

Inoltre, l’associazione promuove periodici momenti di incontro tra pazienti, clinici e ricercatori per fare il punto sui nuovi progressi terapeutici. Iniziative di sensibilizzazione come la campagna CL3AR risultano quindi fondamentali secondo Spoleti, poiché permettono di accendere i riflettori su bisogni spesso invisibili, stimolare la diagnosi precoce e favorire il dialogo tra cittadini, medici e istituzioni, abbattendo l’isolamento che da sempre circonda le malattie renali rare.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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