Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa causata dalla morte progressiva di alcune cellule del cervello che producono dopamina, un neurotrasmettitore che controlla i movimenti automatici del corpo. L’esposizione a idrocarburi, pesticidi, erbicidi, solventi o l’assunzione in modo indiscriminato di farmaci antipsicotici tipici o antinausea favorisce l’insorgenza della malattia. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica si è concentrata fortemente sull’asse cervello-intestino, confermando come i processi patologici possano originarsi ben prima della comparsa dei classici deficit di movimento.
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Segnali precoci di Parkinson: fondamentale escludere altre condizioni
I sintomi precoci non motori possono manifestarsi fino a dieci anni prima della diagnosi della malattia. Quando compaiono i sintomi caratteristici del Parkinson come i tremori o la rigidità, la metà dei neuroni che producono dopamina sono già morti.
Per questo è bene non trascurare alcuni sintomi precoci per intervenire in tempo sulla malattia. Attenzione: non è detto che con uno di questi sintomi occorra per forza pensare al Parkinson o una malattia neurologica, ma può valere la pena parlarne con uno specialista.
I sintomi spia a cui prestare attenzione

I principali segnali precoci di Parkinson sono:
Perdita del senso dell’olfatto
Anni prima della manifestazione di sintomi motori può verificarsi una forte riduzione dell’olfatto e può risultare difficile avvertire il profumo di un mazzo di fiori o quello di una pietanza appena cucinata. Circa il 25-30% dei pazienti presenta una perdita dell’olfatto prima dell’esordio della malattia mentre questo deficit interessa il 50% dei pazienti con diagnosi. La disfunzione olfattiva permane nel tempo e non sembra variare con la terapia farmacologica. Non è naturalmente sufficiente manifestare deficit nel gusto e nell’olfatto per trarre conclusioni: questo è uno dei possibili sintomi premonitori, ma oggi è anche una conseguenza della malattia del Covid-19. Come confermano i protocolli diagnostici, l’iposmia rimane tuttavia uno dei biomarcatori clinici non invasivi più attendibili.
Segnali precoci di Parkinson: i disturbi del sonno
Uno dei possibili segnali precoci della malattia è il REM Behavior Disorder (RBD), una parasonnia REM caratterizzata da movimenti bruschi e grida durante il sonno REM. Chi ne soffre, durante il sonno REM, invece di essere atonico, gesticola, si muove, parla, urla, tira calci e pugni e i sogni risultano spesso vividi e angoscianti. Circa il 40% delle persone con RBD può sviluppare il Parkinson, addirittura ad anni di distanza dal manifestarsi dei primi sintomi. Circa il 70% di chi ha avuto una diagnosi di Parkinson soffre di disturbi del sonno.
Disturbi urinari
Un sintomo preliminare è rappresentato dalla necessità di urinare durante la notte (nicturia). Naturalmente , per gli uomini, con l’età possono subentrare problematiche legate alla prostata quindi non deve scattare subito l’allerta. Tuttavia il paziente in fase preliminare del Parkinson che sviluppa un aumento della pressione sanguigna durante la notte si alzerà spesso a urinare in abbondanza perché il rene lavora moltissimo.
Segnali precoci di Parkinson: i problemi intestinali
La stipsi può essere uno dei sintomi precoci della malattia. Anche chi non ha mai sofferto di stitichezza potrebbe cominciare ad avere l’intestino pigro e ad avvertire gonfiore intestinale. La stipsi legata al Parkinson spesso è accompagnata a una sensazione di pienezza anche se si è consumato un pasto leggero. Anche in questo caso niente allarmismi: la costipazione è un disturbo molto comune che può avere svariate cause.
Difficoltà nella scrittura
Il rallentamento e la perdita di movimenti spontanei e di routine (bradicinesia) è uno dei sintomi principali del Parkinson. Può cominciare a essere difficile scrivere e la scrittura si altera fino a diventare sempre più piccola e illeggibile. I caratteri, inizialmente di normali dimensioni, si contraggono e si rimpiccioliscono verso la fine di una parola o di una riga (micrografia).
Movimento delle braccia ridotto
Un’accentuata difficoltà nel movimento del braccio quando si cammina può essere un campanello d’allarme. Può succedere che non si riesca più ad estendere il braccio giocando a tennis o a prendere un libro che si trova sullo scaffale alto della libreria. A differenza dell’artrite o altre lesioni, dal momento che non sono coinvolte le articolazioni, non si manifesta alcun dolore. Durante una camminata è tipico notare che un braccio oscilla meno di un altro: il Parkinson infatti esordisce quasi sempre in modo asimmetrico coinvolgendo prima una parte del corpo e poi l’altra.
Difficoltà nel pronunciare le parole
Altro campanello d’allarme può essere una voce che diventa flebile, spesso monotona, con difficoltà nel pronunciare le parole e talvolta ad aprire la bocca. Chi ascolta si trova spesso a dover chiedere di alzare il tono perché non sente.
Problemi di deglutizione
La deglutizione è un procedimento complesso che implica l’attivazione di circa 28 muscoli in 10-11 secondi, in una rigida sequenza temporale. Capita che, nelle fasi iniziali di malattia, un pezzo di pane, un sorso di succo di frutta, un po’ di formaggio o una foglia di insalata vadano di traverso (disfagia). Inoltre, proprio a causa di una ridotta deglutizione, la saliva può accumularsi in bocca.
Segnali precoci di Parkinson: la rigidità nell’espressione facciale
A causa della perdita di dopamina, i muscoli facciali possono diventare rigidi, portando nelle fasi più avanzate alla mancanza di espressione. La lentezza nel sorridere, gli occhi sbarrati e scarsamente ammiccanti, il tipico “viso di cera” sono segnali importanti nella fase iniziale della malattia che però scompaiono con il trattamento.
Depressione e cambiamenti dell’umore
La depressione potrebbe manifestarsi molto prima della comparsa dei sintomi motori anche in chi non l’aveva mai sperimentata prima. Umore triste, affaticamento, cambiamenti nell’appetito, apatia sono i segnali più frequenti. Anche l’esecuzione di determinate attività può subire un rallentamento. Uno dei segnali del declino è l’incapacità di svolgere più azioni insieme (multitasking) diversamente da come avveniva prima. Questo avviene perché la carenza di dopamina e serotonina impatta direttamente sui circuiti cerebrali preposti alla regolazione emotiva e alla flessibilità cognitiva.
Segnali precoci di Parkinson: studi e riferimenti scientifici
Per approfondire le evidenze scientifiche e la letteratura medica citata nell’articolo, è possibile consultare i principali studi di riferimento internazionale:
- Asse cervello-intestino e progressione della patologia: studio della Fondazione Michael J. Fox sull’ipotesi della progressione corporea o craniale nel Parkinson.
- Disturbo del sonno REM (RBD) come biomarcatore precoce: PubMed – Long-term risk of neurodegenerative disease in idiopathic REM sleep behavior disorder.




