Salute

Parkinson: la diagnosi inizia dal sonno e dall’olfatto. Ecco i 10 segnali da non ignorare

In occasione dell'11 aprile, Giornata Mondiale del Parkinson, la Fondazione LIMPE diffonde il nuovo decalogo per la prevenzione. In Italia oltre 300.000 casi, ma la consapevolezza sui sintomi non motori resta bassa

Non è solo una questione di tremore. La malattia di Parkinson, la seconda patologia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer, è un nemico “silenzioso” che spesso lancia i suoi primi segnali anni prima che i disturbi del movimento diventino evidenti.

Con oltre 300.000 pazienti in Italia e 6,5 milioni nel mondo, il Parkinson è la malattia neurologica in più rapida crescita a livello globale. Per contrastare questa tendenza, la Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS ha lanciato la campagna Parkinson: 10 cose da sapere, un vademecum pratico per distinguere i campanelli d’allarme precoci e adottare stili di vita neuro-protettivi.

Oltre il tremore: i sintomi del Parkinson

La diagnosi precoce è fondamentale, ma per ottenerla bisogna guardare dove spesso non si sospetta. Secondo gli esperti della Fondazione, esistono sintomi non motori che possono precedere di un decennio la fase clinica della malattia.

Tra i 5 segnali precoci da monitorare figurano:

  1. Disturbi del sonno REM: sogni estremamente vividi, spesso accompagnati da movimenti bruschi degli arti (il paziente “recita” il sogno).
  2. Iposmia: una perdita o riduzione significativa dell’olfatto immotivata.
  3. Stipsi persistente: alterazioni della motilità intestinale che non rispondono ai comuni cambi di dieta.
  4. Micrografia: un cambiamento quasi impercettibile nella scrittura, che tende a farsi più piccola e serrata.
  5. Cambiamenti vocali: una riduzione del volume della voce (ipofonia) che appare più debole o monocorde.

«La consapevolezza è il primo strumento di cura», afferma il professor Michele Tinazzi, Presidente di Fondazione LIMPE. «Conoscere questi segni permette di intervenire tempestivamente, migliorando drasticamente l’efficacia delle terapie e la qualità della vita».

Neuro-protezione: come difendere il cervello

Se da un lato la diagnosi rapida è cruciale, dall’altro la scienza punta sempre più sulla prevenzione e sulla gestione degli stili di vita. Il decalogo della Fondazione suggerisce 5 comportamenti chiave:

  • Esercizio fisico costante: l’attività motoria agisce come un vero e proprio “farmaco” naturale, stimolando la plasticità neuronale.
  • Dieta mediterranea: l’alto apporto di antiossidanti da frutta e verdura protegge le cellule dopaminergiche.
  • Igiene del sonno: mantenere ritmi regolari facilita i processi di “pulizia” cerebrale dai metaboliti tossici.
  • Protezione ambientale: evitare l’esposizione prolungata a pesticidi e solventi industriali, fattori di rischio accertati per il Parkinson.
  • Dialogo con il medico: non sottovalutare i piccoli cambiamenti, specialmente dopo i 50 anni.

La situazione in Italia

Ogni anno si registrano circa 10-12 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Nonostante i numeri, la ricerca ha fatto passi da gigante: oggi, grazie a trattamenti personalizzati e a un approccio multidisciplinare, convivere con la patologia mantenendo un’autonomia prolungata è un obiettivo possibile.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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