L’infarto miocardico rimane una delle emergenze sanitarie più critiche e diffuse. Riconoscerne tempestivamente la sintomatologia è fondamentale per salvare tessuto cardiaco e ridurre drasticamente il rischio di mortalità. La dottoressa Ilaria Previtali, responsabile della Cardiologia Clinica e della Terapia Intensiva Cardiologica presso Humanitas Gavazzeni, fa chiarezza su come si manifesta l’infarto, sulle differenze sostanziali rispetto all’arresto cardiaco e sui motivi per cui il quadro clinico nel sesso femminile presenta insidie e complessità specifiche.
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Come riconoscere l’infarto: il dolore e i sintomi associati

Il segnale cardine e più costante dell’infarto miocardico è un dolore al petto localizzato in sede retrosternale. La Dott.ssa Previtali lo descrive come un dolore gravativo, ossia una sensazione oppressiva, una vera e propria sensazione di peso o schiacciamento sul torace.
- Irradiazione del dolore: il peso o la compressione al petto possono diffondersi verso il braccio (spesso il sinistro, ma non solo), la mascella, la mandibola, la scapola e la schiena. Tuttavia, l’irradiazione al braccio è un sintomo frequente ma non obbligatorio: la sua assenza non esclude affatto che si stia verificando un infarto.
- Intensità e stabilità: in una scala di valutazione del dolore da 1 a 10, il dolore da infarto si attesta solitamente tra il 6 e il 7, fino a raggiungere picchi superiori. Si tratta di un dolore fisso e persistente che dura nel tempo e non migliora mettendosi a riposo, cambiando posizione o assumendo comuni antidolorifici.
- Sintomi associati: all’oppressione toracica si accompagnano frequentemente la mancanza di fiato (dispnea), la percezione di alterazioni del ritmo cardiaco (tachicardia o bradicardia), sudorazione profusa, alterazioni termiche improvvise (sensazione improvvisa di caldo o freddo) e, nei casi più gravi, svenimento (sincope).
Infarto e arresto cardiaco: quali sono le differenze?
Nel linguaggio comune infarto e arresto cardiaco vengono spesso confusi, ma dal punto di vista medico si tratta di due condizioni distinte.
L’infarto è un evento ischemico: un’arteria coronarica si ostruisce e non porta più il necessario apporto di sangue e ossigeno al muscolo cardiaco (miocardio), provocando un dolore analogo a un crampo muscolare particolarmente grave.
L’arresto cardiaco, invece, si verifica quando il cuore smette di pompare. Può essere causato da un infarto esteso o prolungato nel tempo che va a colpire punti critici del tessuto cardiaco, ma può avere anche un’origine primaria differente, come un’aritmia severa, un’embolia polmonare o un evento cerebrovascolare grave (ictus o emorragia cerebrale). L’infarto può quindi evolvere in un arresto cardiaco, ma rappresenta la causa ischemica sottostante, non il blocco meccanico immediato dell’organo.
Come riconoscere l’infarto nella donna: perché è più difficile da diagnosticare e più pericoloso
Uno degli aspetti più delicati riguarda la presentazione dell’infarto nel sesso femminile, spesso caratterizzata da un quadro sfumato che ne ritarda la diagnosi.
Se prima della menopausa le donne godono di una relativa protezione ormonale, dopo la menopausa l’incidenza delle malattie cardiovascolari aumenta sensibilmente. Nella donna anziana o post-menopausale, la malattia coronarica presenta spesso caratteristiche anatomiche diverse rispetto a quella tipica dell’uomo di 50-60 anni. Anziché la chiusura improvvisa e netta di un singolo vaso coronarico (il classico infarto “da libro di testo”), nelle donne si riscontra più frequentemente una coronaropatia diffusa, con vasi non completamente ostruiti ma sub-occlusi in più punti.
DIFFERENZE CLINICHE NELL’INFARTO MIOCARDICO
| Caratteristica | Presentazione Maschile | Presentazione Femminile |
| Quadro coronarico |
Ostruzione acuta di una singola coronaria |
Malattia diffusa / sub-occlusione di più vasi |
| Tipo di dolore |
Oppressivo, intenso e continuo al petto |
Sfumato, discontinuo, talvolta irradiato allo stomaco |
| Chiarezza sintomatica |
Tipica e ad esordio netto |
Atipica, attenuata, difficile da descrivere |
| Prognosi e mortalità |
Decorso standard |
Peggiore (maggior tasso di mortalità) |
Questa conformazione anatomica modifica la sintomatologia:
- Sintomi sfumati e intermittenti: il dolore al petto può essere meno intenso, di natura soffusa e tendere a comparire e scomparire.
- Localizzazioni atipiche: il fastidio può essere avvertito più facilmente nella zona dello stomaco o essere scambiato per un malessere gastrico o un’ansia prolungata.
- Mortalità più elevata: poiché i sintomi sono meno netti e difficili da descrivere, le donne tendono a richiedere soccorso con ritardo. Inoltre, trattandosi di una malattia vascolare diffusa e non di un’interruzione singola, l’applicazione di un singolo stent in sala di emodinamica può non rivelarsi sufficiente a risolvere interamente il problema, portando a un decorso clinico mediamente peggiore nelle donne rispetto agli uomini.
In presenza di un dolore oppressivo al petto persistente o di sintomi atipici ma intensi e ingiustificati, la raccomandazione dei cardiologi è di allertare tempestivamente i soccorsi sanitari d’emergenza senza attendere la spontanea risoluzione del malessere.
Studi e fonti scientifiche di riferimento
- European Society of Cardiology (ESC): Guidelines for the management of acute coronary syndromes
- Journal of the American Heart Association (JAHA): Sex Differences in Acute Myocardial Infarction: Presentation, Treatment, and Outcomes
- American College of Cardiology (ACC): Ischemic Heart Disease in Women: Pathophysiology and Clinical Presentation




