A volte neanche ce ne accorgiamo e alla fine di una giornata di studio ci guardiamo intorno e ci ritroviamo circondati da tazzine vuote del caffè. Due, tre, quattro, addirittura cinque? L’espresso ci dà la carica, ci aiuta a tenere gli occhi aperti e, soprattutto, ci sostiene quando dobbiamo impegnarci in sessioni di studio intense, come quelle che precedono gli esami dell’università o interrogazioni e verifiche particolarmente complicati.
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Il meccanismo d’azione della caffeina nel cervello

La caffeina è un alcaloide (una sostanza psicoattiva) che agisce principalmente come antagonista competitivo dei recettori dell’adenosina nel cervello. L’adenosina è un neurotrasmettitore che si accumula durante le ore di veglia, legandosi ai suoi recettori per indurre la sensazione di stanchezza e favorire il sonno. Bloccando questi recettori, la caffeina impedisce al cervello di percepire la fatica, stimolando contestualmente il rilascio di altri neurotrasmettitori eccitatori come la dopamina, la noradrenalina e il glutammato, che aumentano la vigilanza, la concentrazione e la prontezza di riflessi.
Quanti caffè posso bere: i limiti di sicurezza
Limiti di sicurezza raccomandati dall’EFSA Secondo le linee guida dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare):
- Negli adulti sani: un’assunzione giornaliera fino a 400 mg di caffeina (circa 4-5 tazzine di espresso da 80 mg ciascuna) non solleva problemi di sicurezza.
- In un’unica somministrazione: è bene non superare i 200 mg di caffeina (circa 2-2,5 espressi), specialmente prima di uno sforzo fisico o mentale.
- Nei ragazzi e adolescenti: la dose di sicurezza cala a circa 3 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
Il consiglio dell’esperto nella videointervista
Ma se consideriamo il quadro completo e in questi giorni pre-esame si è anche invasi da un po’ di ansia, quanti caffè si possono bere senza rischiare di stare male? Lo abbiamo chiesto a Giampaolo Perna, docente di Psichiatria presso Humanitas University e responsabile del Centro per i disturbi di Ansia e Panico in Humanitas San Pio X. L’esperto fa una premessa: molto dipende da come è abituato ognuno di noi e dalla tolleranza individuale alla sostanza, che è geneticamente determinata dalla velocità di metabolizzazione epatica tramite l’enzima citocromo CYP1A2. Per ascoltare tutti i consigli, guarda la videointervista.
Caffeina, ansia e attacchi di panico: il lato oscuro del sovradosaggio
Nonostante gli effetti positivi sulla concentrazione, un consumo eccessivo di caffeina o un’assunzione in soggetti predisposti può scatenare effetti indesiderati a livello neuropsichico:
- Iperattivazione del sistema nervoso simpatico: causa tremori alle mani, irrequietezza motoria, nervosismo, irritabilità e sbalzi d’umore.
- Insonnia e alterazione dell’architettura del sonno: la caffeina ha un’emivita media di 3-7 ore; assumerla nel tardo pomeriggio o di sera riduce il sonno profondo (fase NREM), impedendo il recupero cognitivo necessario per la memoria e lo studio.
- Ansia e Attacchi di Panico: nei soggetti vulnerabili o con Disturbo da Attacchi di Panico (DAP), la caffeina può agire come un vero e proprio fattore ansiogeno sistemico, provocando palpitazioni, tachicardia, iperventilazione, senso di soffocamento e agitazione incontrollabile.
- Disturbi gastrointestinali: stimola la secrezione acida gastrica e la motilità intestinale, favorendo reflusso gastroesofageo, gastrite o diarrea.
Il caffè non fa male al cuore
Nel frattempo, le rassicurazioni arrivano anche dalla scienza. Anche se nel 2001 la Società europea di cardiologia aveva affermato che una sola tazzina di caffè avrebbe potuto danneggiare le arterie, facendo innalzare la pressione massima portando a ipertensione sistolica, ormai sono tanti gli studi che hanno scagionato il caffè. Uno degli ultimi è della Queen Mary University di Londra: i ricercatori inglesi hanno evidenziato che nemmeno i cosiddetti coffeeholic, cioè i drogati di caffè, hanno un rischio più alto di avere arterie rigide rispetto a chi beve meno di un caffè al giorno. Se vuoi conoscere tutti i benefici del caffè, leggi questo articolo.




