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Weekend in convento: 5 motivi per prenotare un ritiro spirituale

Trascorrere qualche giorno in una struttura religiosa è un’esperienza intensa per rigenerarsi e per ritrovare se stessi. Ecco tutti i vantaggi per il nostro corpo e la nostra mente

«Mi ritiro in convento». Quello che fino a qualche tempo fa sarebbe suonato come un radicale cambio di vita, è in realtà uno dei trend di viaggio del momento. Amato anche dai vip, trascorrere qualche giorno in una struttura religiosa non si esaurisce nel dormire in una cella a poco prezzo: è un’esperienza intensa per rigenerarsi e per ritrovare se stessi, in grado di regalare numerosi benefici. Ecco tutti i vantaggi per il corpo e la mente.

Le regole del convento

Prima di passare in rassegna i benefici di questo tipo di vacanza, è utile conoscere le regole da rispettare all’interno di queste strutture. Un soggiorno in convento è una vera immersione nella vita delle comunità religiose, con le sue norme e le sue attività. Ecco le tre principali:

Gruppo San Donato

  • Silenzio. Il rispetto della comunità religiosa che vive nella struttura è la regola d’oro per chi alloggia in un convento.
  • Niente vizi. Chi alloggia in una struttura religiosa non può fumare al suo interno e non può portare alcolici in camera.
  • Orari da rispettare. Al bando la pigrizia: di mattina ci si sveglia presto, solitamente con il suono delle campane che invitano a pregare o a meditare. La sera niente vita mondana: il coprifuoco limita l’orario per coricarsi a letto entro la mezzanotte.

Un weekend in convento come terapia

Per prenotare una weekend in convento non bisogna per forza essere credenti. Le comunità aprono le porte a pellegrini ma anche a chi semplicemente vuole ritirarsi per meditare e staccare la spina. A chi è alla ricerca di un luogo intimo e tranquillo o magari del proprio sé. Un weekend in convento aiuta, infatti, a ritrovare un po’ di serenità con se stessi e con il mondo che ci circonda. Per questo motivo viene solitamente scelto dopo un momento di burnout, dovuto a stress da lavoro, o in seguito a una delusione emotiva, come la fine di una storia d’amore. Perché la vacanza diventa non solo momento di svago ma una vera terapia.

È un modo per fare un digital detox

In convento si trascorre il tempo in totale relax, meditando in silenzio. Niente contatti e distrazioni dall’esterno, né fotografie. Lo smartphone ed eventualmente tablet o computer vengono riposti in un cassetto all’entrata del convento e restituiti solo una volta finita la vacanza. Sebbene secondo un recente studio bisognerebbe prendersi una settimana di pausa dai social per disintossicarsi totalmente, si può iniziare anche con poche ore o una giornata per vedere i primi benefici. Il digital detox permette di migliorare la salute mentale e rafforzare le nostre relazioni personali.

Cibo frugale per non esagerare con i vizi

I menu di un convento non hanno niente a che vedere con quelli dei grandi alberghi di lusso. Niente colazioni luculliane, degustazioni da 5 o più portate e superalcolici da bere per aperitivo. I pasti prevedono generalmente piatti semplici, cucinati con prodotti preparati dalla comunità ospite. Si mangia, quindi, per saziarsi e avere il nutrimento per il corpo ma senza esagerare in termini di ricerca di materie prime pregiate e, soprattutto, di quantità. Questo può essere un modo per iniziare un regime alimentare ipocalorico o, anche, per riscoprire una cucina poco elaborata, più facile da digerire e più sana per il nostro corpo.

Niente rinunce a weekend fuoriporta

Complice l’inflazione galoppante, la scorsa estate molte persone sono rimaste a casa. Un vero problema visto che il caro-vacanze, dovuto ad aumenti su mezzi di trasporto, carburante e strutture ricettive, ha infatti frenato le prenotazioni ma non la voglia di ferie. Pur di godersi la bella stagione, c’è chi ha diminuito i giorni di vacanza e chi ha optato per soluzioni a km (quasi) zero. Per evitare lo stress di mettere mano al portafoglio, l’opzione da prendere in considerazione è quella del turismo religioso. Trattandosi di conventi e abbazie con camere spartane, offrono un rapporto qualità prezzo estremamente competitivo, talvolta economico, di sicuro alla portata di tutti.

I luoghi di culto sono circondati da arte e natura

I luoghi di culto e contemplazione, dove monaci e frati hanno vissuto per anni, o risiedono ancora oggi, hanno un grande fascino. Sono isolati, immersi nella natura più selvaggia, difficili da raggiungere e per questo ricchi di quel senso di protezione e rifugio, che ci tiene lontano dai problemi. A rigenerare corpo e spirito è, però, anche un’altra componente: abbazie e conventi sono generalmente ubicate in località interessanti non solo a livello paesaggistico ma anche storico-culturale, tanto che è facile trovare vicino chiese, cappelle, castelli o musei. Sono anche ottimi punti di partenza per camminate nel verde, con la sicurezza di tornare in camera la sera in un luogo sereno e accogliente.

Weekend in convento: come prenotare

Volete provare questa esperienza? Per questi soggiorni il sito dell’Associazione no-profit Ospitalità Religiosa Italiana (O.R.I.) propone diverse offerte. E per chi ha poco tempo a disposizione, ci sono iniziative come Ora viene il bello che raccolgono un calendario di appuntamenti della durata di 24 ore per ammirare la bellezza dei luoghi sacri di tutta Italia. In programma ci sono: pellegrinaggi a piedi, visite guidate e meditazioni.

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Simona Cortopassi

Classe 1980, è una giornalista iscritta all’Ordine regionale della Lombardia. Toscana d’origine, vive a Milano e collabora per testate nazionali, cartacee e web, scrivendo in particolare di salute e alimentazione. Ha un blog dedicato al mondo del sonno (www.thegoodnighter.com) che ha il fine di portare consapevolezza sull’insonnia.
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