Bambini

Via libera negli USA al vaccino materno contro il virus sinciziale

Si inietta alle future mamme e protegge i neonati per circa sei mesi. Si attende l'approvazione dell'Agenzia Europea del Farmaco

Dagli Stati Uniti arriva la notizia dell’approvazione definitiva da parte della Food and Drug Administration del primo vaccino materno contro il virus sinciziale. Si tratta di un siero che il medico inietta nella madre, quando è ancora incinta. In questo modo si proteggeranno i neonati vulnerabili a questo virus.

Vaccino materno contro il virus sinciziale: protezione oltre l’80%, ma dopo 6 mesi scende

II vaccino è stato messo a punto dagli esperti della Pfizer con l’obiettivo di dare protezione ai neonati. Se ne farà una sola dose. La sperimentazione ha dimostrato una forte efficacia. La protezione è pari all’82% contro le forme di malattia grave per i primi tre mesi di vita dei piccoli. Dopo sei mesi dalla nascita l’efficacia protettiva contro casi gravi scende al 69% per poi calare ulteriormente. In pratica come succede con i vaccini che il colosso americano ha prodotto contro Covid.

Gruppo San Donato

Cos’è il virus sinciziale?

Il virus sinciziale è una delle massime preoccupazioni per i genitori. Questo agente patogeno può provocare bronchioliti e polmoniti, soprattutto nei neonati. Nei bambini sotto i due anni le conseguenze possono essere particolarmente gravi. Si tratta del virus che causa migliaia di ricoveri in ospedale nei bambini sotto i cinque anni e rappresenta la più frequente malattia polmonari per i più piccoli. Ecco un video realizzato da neonatologi per spiegare il virus ai genitori

 

Aspettando il vaccino materno contro il virus sinciziale, quali sono le terapie disponibili?

Sfortunatamente come avviene spesso con i virus, non esiste una terapia specifica. Può risultare molto utile l’uso del saturimetro, lo strumento che abbiamo imparato a conoscere durante la pandemia da Covid. Fino a quando la saturazione è superiore al 94%, il piccolo può ricevere le cure a casa.

Lavaggi nasali frequenti, se il bambino non è ancora ammalato si può usare un monoclonale

Non c’è una cura specifica, come purtroppo accade spesso con le malattie di origine virale. Se il bambino non ha difficoltà respiratoria e ha una saturazione superiore al 94% può essere curato a casa, dopo averne parlato con il pediatra. Le terapie prevedono frequenti lavaggi nasali e aerosol con soluzione ipertonica al 3% in modo da liberare le vie respiratorie del bambino dal catarro. In alcune situazioni i pediatri consigliano anche l’uso di
broncodilatori per via inalatoria per 3-4 volte al giorno. Al momento si può utilizzare come prevenzione un anticorpo monoclonale, ma dev’essere assunto prima che il bambino si ammali.

Leggi anche…

Mostra di più

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
Pulsante per tornare all'inizio