Bambini

I neonati mentono già a 10 mesi: uno studio spiega perché è normale

Dalle prime “finte” per evitare un rimprovero alle bugie più elaborate: la capacità di ingannare nasce molto prima del previsto, secondo una ricerca internazionale. E gli esperti rassicurano: è parte dello sviluppo cognitivo

Alcuni bambini non hanno ancora mosso i primi passi o pronunciato le prime parole, eppure sono già in grado di “mentire”. A suggerirlo è un nuovo studio internazionale che ha analizzato lo sviluppo dei comportamenti ingannevoli nei primi anni di vita, mettendo in discussione l’idea che la capacità di mentire emerga solo più avanti.

Secondo la ricerca, circa un bambino su quattro già a 10 mesi mostra forme rudimentali di inganno, come fingere di non sentire i genitori, nascondere oggetti o cercare di mangiare cibi proibiti senza farsi vedere. Un altro studio aveva invece dimostrato che i bambini a partire dai due anni hanno la capacità di smascherare le bugie.

Lo studio: oltre 750 famiglie coinvolte

La ricerca, guidata dalla professoressa Elena Hoicka dell’Università di Bristol, si basa su interviste a oltre 750 genitori di bambini tra 0 e 47 mesi provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Canada.

Secondo i dati raccolti:

  • alcuni genitori riferiscono comportamenti “ingannevoli” già a 8 mesi,
  • a 10 mesi circa il 25% dei bambini mostra strategie rudimentali,
  • dai 2 anni compaiono le prime vere negazioni (“non sono stato io”),
  • a 3 anni le bugie diventano più frequenti e creative.

I neonati mentono: ecco come fanno

Nei primi anni, spiegano i ricercatori, l’inganno non è ancora una vera e propria bugia consapevole, ma piuttosto un comportamento legato al desiderio di ottenere qualcosa o evitare una conseguenza.

Tra gli esempi più comuni:

  • fingere di non sentire quando viene detto “è ora di riordinare”,
  • nascondere giocattoli o oggetti,
  • mangiare dolci di nascosto,
  • negare un’azione (es. scuotere la testa dopo aver mangiato cioccolato).

Con la crescita, però, queste strategie diventano più sofisticate. Intorno ai 3 anni i bambini iniziano a:

  • inventare spiegazioni (“è stato un fantasma”),
  • omettere informazioni,
  • manipolare il racconto degli eventi.

Perché mentire è un segnale positivo

Il dato più interessante, sottolineano gli esperti, è che questi comportamenti non devono preoccupare i genitori. Al contrario, sono un segnale importante di sviluppo cognitivo.

«La capacità di ingannare non compare all’improvviso a 3 o 4 anni, ma si sviluppa gradualmente fin dai primi mesi», spiega Hoicka.

Mentire, infatti, implica competenze complesse come:

  • comprendere il punto di vista degli altri,
  • sviluppare il linguaggio,
  • imparare a gestire le emozioni,
  • esercitare il controllo del comportamento.

La situazione in Italia: cosa dicono gli esperti

Anche in Italia, gli specialisti dell’età evolutiva concordano: le prime forme di “bugia” nei bambini piccoli sono normali e fisiologiche. Secondo la psicologia dello sviluppo, si tratta di un passaggio legato alla cosiddetta “teoria della mente”, ovvero la capacità di capire che gli altri hanno pensieri e conoscenze diverse dalle proprie.

Questo processo si sviluppa proprio tra i 2 e i 4 anni, ma – come suggerisce lo studio – può avere radici molto più precoci.

Non solo umani: l’inganno esiste anche negli animali

Un altro elemento interessante della ricerca è il confronto con il mondo animale. Diversi studi hanno già documentato comportamenti simili in altre specie:

  • gli scimpanzé nascondono il cibo ai membri dominanti del gruppo,
  • alcuni uccelli emettono falsi richiami di allarme per rubare il cibo.

Questo suggerisce che l’inganno potrebbe avere origini evolutive profonde, indipendenti dal linguaggio.

Consigli per i genitori

Gli esperti invitano a non interpretare questi comportamenti come segnali negativi, ma a usarli come occasione educativa. In particolare:

  • evitare punizioni eccessive,
  • spiegare la differenza tra verità e bugia,
  • rinforzare comportamenti corretti,
  • osservare il contesto (spesso il bambino “mente” per paura o desiderio).

L’idea che i bambini inizino a mentire solo in età prescolare è ormai superata. Le prime forme di inganno possono emergere già nel primo anno di vita, anche se in modo semplice e istintivo.

Una scoperta che sorprende, ma che rassicura: mentire, nei bambini, è spesso solo un altro modo per imparare a conoscere il mondo.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
Pulsante per tornare all'inizio